Se una notte d'inverno andando al cinema
Non ci stancheremo mai di vedere un film sul cinema. Perché, oltre a parlare un po' del cinema e un po' della vita, come diceva Truffaut, parla di un immaginario che ha plasmato i riferimenti visivi del nostro pensare. Per questo motivo, forse, The Fabelmans, ultima opera di Steven Spielberg ispirata al proprio vissuto e co-sceneggiata da Tony Kushner, è capace di irretire così tanto lo spettatore, catturando lo sguardo su una vetrina d'epoca da cui si affaccia un'archeologia dei media e insieme vi si specchia la curiosità di penetrare quel mondo ormai concluso.
In una fredda sera di fine anno, Mitzi (Michelle Williams) e Burt Fabelman (Paul Dano) portano al battesimo del fuoco del cinema il figlio Sam (Mateo Zoryan Francis-DeFord da bambino, interpretato da Gabriel LaBelle da ragazzo), ideale alter ego dello stesso Spielberg. In cartellone c'è The Greatest Show on Earth, con la magia del glorious technicolor, della semioscurità squarciata dal proiettore. L'amore di Sam per il cinema nasce quella sera, protagonista di un percorso travagliato di delusione, crescita e rapporti familiari lungo più di dieci anni in cui emerge una volontà sempre più tangibile: quella di dare vita alle immagini e alle storie. Questa fiamma accompagna Sam durante l'infanzia e l'adolescenza, tra film di genere e proiezioni, cineprese ed espedienti tecnici. Come Burt non manca di far notare al figlio, fare il regista è un po' come fare l'ingegnere: si deve trovare di volta in volta la soluzione al problema.

Una scena del film
Se il flusso della narrazione scorre sottopelle, intensa ma frazionata, lo spettacolo del cinema industriale come fabbrica dei sogni funge da rinforzo drammatico e di contesto nell'economia del racconto. Il punto di convergenza, però, è il rapporto personale con il cinema e la propria famiglia da parte del protagonista. Nel susseguirsi degli eventi, infatti, i filmini diventano il termometro e lo sfogo creativo di Sam Fabelman, a partire dal tentativo di ricreare il finale di The Greatest Show. Quell'evento mette fin da subito a tema la necessità del bambino di coniugare il proprio bisogno di dominio del reale (anticamera dell'arte) con le prerogative dei genitori, a partire da un luogo (una stanza piena di televisori difettosi) che funge da altare sacrificale alla maggior gloria dello schermo d'argento. Da lì si dipana la convinzione che tenendo il cinema in mano – letteralmente proiettato sui palmi! – e vivisezionandolo in moviola tutto può essere controllato e orientato secondo il proprio desiderio.

Una scena del film

Una scena del film
The Fabelmans

Cast & credits
| Titolo
The Fabelmans |
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| Origine
Stati Uniti d'America |
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| Anno
2022 |
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| Durata
151 min. |
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| Formato
1,85:1 |
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| Colore | |
| Regia
Steven Spielberg |
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| Interpreti
Michelle Williams (Mitzi Fabelman) Paul Dano (Burt Fabelman) Seth Rogen (Bennie Loewy) Gabriel LaBelle (Sammy Fabelman) Mateo Zoryan (Sammy Fabelman bambino) Keeley Karsten (Natalie Fabelman) Alina Brace (Natalie Fabelman bambina) Julia Butters (Reggie Fabelman) Birdie Borria (Reggie Fabelman bambina) Judd Hirsch (Zio Boris) |
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| Produttori
Tony Kushner, Kristie Macosko Krieger, Steven Spielberg |
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| Produzione
Amblin Entertainment, Amblin Partners, Reliance Entertainment, Universal Picturs |
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| Distribuzione
01 Distribution, Leone Film Group (Italia) |
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| Scenografia
Rick Carter |
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| Costumi
Mark Bridges |
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| Sceneggiatura
Steven Spielberg, Tony Kushner |
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| Montaggio
Sarah Broshar, Michael Kahn |
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| Fotografia
Janusz Kaminski |
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| Musiche
John Williams |