Il vuoto potere delle parole
Ultimo
di una lunga lista di lavori, Terzo Reich si inserisce armoniosamente
nel coevo panorama performativo, che negli ultimi anni tende spesso a
confrontarsi con l'horror vacui. Se in altre occasioni il palco è
riempito fino all'eccesso, qui lo spazio si fa evanescente, la sostanza si
perde, si rimette al centro la sensazione individuale a dispetto di un senso
collettivo difficile da cogliere o da manifestare. Per esprimere la perdita di
significato causata dall'eccesso di informazioni che caratterizza la nostra
epoca, Castellucci prende le mosse dalle riflessioni del Lingue Tertii
Imperii di Victor Klemperer (1947) che aveva individuato la genesi
dei totalitarismi nella distorsione della lingua.

Un momento dello spettacolo
Nel buio quasi assoluto che avvolge la scena, una figura avvolta in un mantello scuro (Gloria Dorliguzzo) accende una candela. Indossa un orecchino luminoso, prezioso; se lo toglie con movenze rituali. Illuminata dal basso dalla debole fiamma, intraprende una danza vorticosa: il movimento delle sue braccia sembra rimanere impresso nello spazio, riecheggiando l'effetto stroboscopico di alcune opere di Giacomo Balla. Nella penombra si percepisce anche il candore di un oggetto: è una colonna vertebrale che viene brutalmente – e metaforicamente – spezzata dall'attante.
Dopo
il breve prologo performativo, la sala è invasa da suoni ripetuti ad alto
volume. La colonna sonora martellante dello statunitense Scott Gibbons,
storico collaboratore di Castellucci, accompagna a ritmo sostenuto la
proiezione su sfondo nero di quasi quattordicimila parole bianche. Allo
spettatore è praticamente negata la possibilità di percepirle tutte. Ancora una
volta lo spettacolo contemporaneo recupera la ventata avanguardistica di inizio
Novecento: in questo caso celebrando la velocità, l'unica vera protagonista
della nostra epoca. «La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa,
l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia
febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Noi
affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova;
la bellezza della velocità» (Filippo Tommaso Marinetti, in «Le Figaro»,
20 febbraio 1909).

Un momento dello spettacolo
In una messinscena che si può senz'altro definire “immersiva” – se pur priva di tecnologie virtuali e visori – il pubblico non è chiamato a fruire un racconto ma a provare emozioni contrastanti innescate da suoni e parole. Causa la forte intensità, le prime note musicali suscitano paura e insieme curiosità. Perduta la speranza di leggere e di carpire eventuali nessi logici tra le parole proiettate, ha inizio nello spettatore una fase di insofferenza, di rabbia. Segue il logoramento, l'esaurimento dello sforzo (e della voglia) di concentrare l'attenzione su ciò che si vede e si ode. Il pubblico di volta in volta si assopisce, medita, esce dal teatro a metà spettacolo. Sui corpi di chi rimane in sala il suono e la luce provocano un effetto di vertigine ma dopo circa sessanta minuti, svanito lo stordimento, subentra una definitiva apatia.
Attraverso la censura, la propaganda, l'oscurantismo e la deformazione semantica della lingua, i totalitarismi del XX secolo hanno scientemente favorito un diffuso vuoto di conoscenza e di capacità critica. L'odierna disponibilità di un'enorme quantità di informazioni, di neologismi, di internazionalismi crea disorientamento e porta a un risultato non dissimile. Terzo Reich esprime tutta la difficoltà dell'uomo di oggi assorbito in un contesto di velocità, di sovrabbondanza, di genericità. Se le parole hanno perduto il loro significato, è ancora possibile chiamare “arte” o “spettacolo” una messinscena come Terzo Reich? Esperimento riuscito.
Il Terzo Reich

Cast & credits
| Titolo
Il Terzo Reich |
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| Origine
Italia |
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| Anno
2022 |
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| Durata
60 min. |
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| Data rappresentazione
19 marzo 2022 |
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| Città rappresentazione
Firenze |
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| Luogo rappresentazione
Cango - Cantieri Culturali Goldonetta |
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| Evento
La democrazia del corpo |
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| Regia
Romeo Castellucci |
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| Interpreti
Gloria Dorliguzzo |
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| Produzione
Societas |
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| Coreografia
Gloria Dorliguzzo |
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| Suono
Scott Gibbons |
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| Note
Realizzazione video: Luca Mattei in collaborazione con Giulia Colla Consulenza informatica: Alessandro Colla |