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E dalla bocca del cannone una canzone suonerà

di Giuseppe Mattia
  Freaks Out
Data di pubblicazione su web 08/11/2021  


A ben sei anni di distanza da Lo chiamavano Jeeg Robot, suo esordio alla regia nel lungometraggio, Gabriele Mainetti ritorna nelle sale con un kolossal che poco fa rimpiangere, dal punto di vista produttivo, i più recenti lavori hollywoodiani. Con la sua Goon Films (casa di produzione fondata nel 2011), Lucky Red, Rai Cinema – e in coproduzione con la società belga Gapbusters – il regista romano approda a Venezia con non poche perplessità da parte della critica. «Un’imprevedibile atmosfera conquista lo spettatore proiettandolo in un mondo tanto spettacolare quanto catastrofico. Tra tendoni da circo e campi da guerra, quattro protagonisti, nella loro diversità, esprimono la necessità di essere umani. Un’opera innovativa e coraggiosa, che racchiude in una grande avventura fra sogno e realtà, tutto l’amore per il cinema». Queste le motivazioni della vittoria del Leoncino d’Oro 2021, assegnato dalla giuria dei giovani di Agiscuola.



Una scena del film

Roma, 1943. Guidato dall’impresario ebreo Israel (Giorgio Tirabassi), il circo Mezza Piotta si esibisce in una serie di numeri, forte delle sue quattro celebrità dal passato scuro e nebuloso: il forzuto uomo-scimmia Fulvio (Claudio Santamaria), la ragazza-elettrica Matilde (Aurora Giovinazzo), il ragazzo-insetto Cencio (Pietro Castellitto) e l’uomo-calamita Mario (Giancarlo Martini). Durante uno spettacolo la guerra irrompe con tutta la sua violenza, annichilendo pubblico e tendone, lasciando soltanto una scia di sangue e polvere. Nel periodo immediatamente successivo all’armistizio di Cassibile, la compagnia decide di emigrare nel Nuovo Mondo ma la scomparsa improvvisa di Israel porta tre dei quattro freaks – il cui unico padrone è il pubblico pagante – alla ricerca di un’occupazione presso il Zirkus Berlin, gestito dallo spregiudicato pianista Frantz (interpretato dal talentuoso Franz Rogowski). Questi, affetto da polidattilia e capace di vedere il futuro, è alla ricerca dei quattro per poter formare un esercito di superuomini in grado di cambiare le sorti disastrose che attendono all’orizzonte il Terzo Reich. Ma i “fantastici quattro” hanno altri piani.



Una scena del film

Sceneggiato con Nicola Guaglianone, con cui Mainetti collabora sin dal cortometraggio Basette (2008), questo fantasy bellico (e/o coming of age) non si limita a far convergere una visione di cinema di tipo autoriale con una dimensione più strettamente popolare, ma unisce il classico blockbuster americano a un prodotto tipicamente italiano, nello specifico romanesco. Durante la visione un pubblico cinefilo non può non cogliere numerose citazioni: dal titolo che rimanda a Freaks (1932) di Tod Browning all’ambiente circense (e felliniano) presente in Big Fish (2003) di Tim Burton; dalla celebre luna di Méliès e di E.T. (1982) di Spielberg al volo dei bambini nel Peter Pan targato Disney (1953); dalla Dorothy de Il mago di Oz (1939) alla riscrittura della Storia attuata da Tarantino in Bastardi senza gloria (2009). E perché non un omaggio al finale di Roma città aperta (1945)? Una sovrabbondanza di forme e contenuti che non pesa sulle schiene degli spettatori, in barba ai centoquaranta minuti di proiezione che volano via leggiadri come la donna cannone di De Gregori.



Una scena del film

Sicuramente, a una prima visione, l’opera risulta una commistione di generi dai risvolti prevedibili con sequenze grandiose anche quando non necessarie. Ma bisogna prendere atto della cura nel dettaglio di ciascun fotogramma: dall’imponente lavoro sulla fotografia (Michele D'Attanasio) e sulla scenografia (Massimiliano Sturiale) a quello sugli effetti speciali (Maurizio Corridori e Stefano Leoni) e naturalmente sulla regia, in alcune scene così dinamica e vivace da richiamare i musical di Baz Luhrmann. Nel comparto degli interpreti degne di lode le prove di un inedito Castellitto ma soprattutto della rivelazione Giovinazzo (d’altronde Mainetti aveva già dimostrato le sue doti di direttore di attori con Ilenia Pastorelli nel suo lungometraggio precedente). Probabilmente, così come i suoi protagonisti, questa pellicola stona nel panorama italiano, difforme e forse deforme eppure pulsante, capace di reggersi in piedi con il coraggio e il vigore dei veri sognatori. Il film presenta tratti universali, adatto per ogni fascia di spettatori, facendo della contaminazione il punto di forza della propria impalcatura. Lo sforzo c’è e si vede; il coinvolgimento emotivo e tensivo anche, così come l’emozione.




Freaks Out
cast cast & credits
 


La locandina del film


 
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