La guerra, dal jet al videogame
Una pilota di aerei supersonici dell'Air Force resta incinta e, dopo il
parto di una bambina, viene impiegata in altre mansioni: grounded, cioè messa-a-terra
e “punita”, poi riaddestrata alla guida dei droni. È l'incubo di ogni top gun. Madre all'improvviso, frustrata in carriera e sminuita nell'impegno. Legata
a un uomo che pure amandola non riesce a condividerne l'aspirazione a emozioni
d'altezza e velocità esaltanti, la donna entra in una spirale di sconforto,
ansia e alienazione. La routine della nuova mansione – conduttrice a
distanza di droni in missioni d'antiterrorismo (mediorientale?) – la mette a
disagio, per dipendenza da funzionari sconosciuti e impersonali, impegnata in obiettivi
militari di tremenda responsabilità, di mortificante, risibile professionalità.

Un momento dello spettacolo
© Federico Pitto
Il dramma di questa eroina senza nome (Erik è il suo
compagno e Samanta la figlia) affonda nella coscienza di una perduta autonomia,
di una volontà e partecipazione annientate. Il dio Drone, che distrugge
convogli nemici e persone (i “colpevoli”), è anch'esso mezzo di un'entità
superiore, alla quale non si può sfuggire. È sottoposta a psicoterapia, per gli
incubi che distorcono i rapporti con l'uomo e con la figlia. Prosegue il
lavoro, mentre si fanno più difficili gli scambi con la bambina, momenti di un
dolorosissimo tentativo di salvarsi insieme. L'attrice rende commoventi quei
passaggi, che la macchina incombente sul corpo stanco e la mente stressata
accentua. Prosegue una caccia spietata, lunga giorni di turni estenuanti, e
quando la postazione è pronta a colpire il nemico, lei cede: accanto al
bersaglio umano scorge una bambina proiezione alter-ego di sua figlia e non esegue il comando. La squadra,
comunque, compirà la carneficina.

Un momento dello spettacolo
© Federico Pitto
Quale sarà il seguito della sua vita? Fra sensi di
colpa, impulso di vendetta e bisogno di giustizia, la donna propone ai
colpevoli (quali, i veri?) un verdetto che li condanna alla ricerca di una
pacificazione impossibile. Appare allora in immagine filmata una sorridente
famiglia americana modello, quando la protagonista torna al proscenio a
cogliere gli applausi meritati. Dall'inizio alla fine ha recitato scalza,
indossando i leg e una canottiera, ma ora veste la tuta da pilota, segno
della vera vocazione. Potente e costante, l'espressività di Linda Gennari dona verità sensibile, oltre ai momenti contrastati della propria avventura, alle
figure vissute per immedesimazione del compagno, della Figlia, del comandante, del
collega e del nemico.

Un momento dello spettacolo
© Federico Pitto
La rappresentazione si avvale della funzionalità di
un grandioso impianto visivo. Il palcoscenico della corte esibisce al centro
una piattaforma a trama metallica basculante con moti d'ascensore. Strumento
per simbolizzare anche nei movimenti le variazioni di un personaggio sottoposto
a continui traumi e tensioni. L'illuminotecnica ha impatto suggestivo,
calibrato sulle emozioni e i sentimenti di una persona tormentata, eppure resa consapevole
da una luce intima a tratti crudele e impietosa. La sonorizzazione è inquietante
nelle vibrazioni e gli echi d'atmosfera. I colori cangianti delle inquadrature,
segmentate e geometriche, stabiliscono sinergia con stati d'animo. Dal blu del
cielo al grigio; tonalità, questa, dello schermo di controllo, che coinvolge drammaticamente
anche la bambina, invisibile ma attiva nel delirio materno. I trapassi dall'abbagliante
candore al rosso del sangue e del sacrificio connotano il ruolo della donna
senza nome, la sua condizione immersa in un sofferto e allarmante presente. Una
guerra come videogioco che distanzia, relativizza, attutisce, fino a rendere
labili e innocui anche i testimoni più diretti e partecipi dell'orrore.
Grounded

© Federico Pitto
Cast & credits
| Titolo
Grounded |
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| Anno
2021 |
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| Durata
105 min. |
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| Data rappresentazione
30 aprile 2021 |
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| Città rappresentazione
Genova |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Ivo Chiesa |
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| Titolo testo d'origine
Grounded |
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| Titolo originale
Grounded |
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| Autori testo d'origine
George Brant |
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| Traduzione
Monica Capuani |
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| Regia
Davide Livermore |
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| Interpreti
Linda Gennari (la protagonista) |
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| Produzione
Teatro Nazionale di Genova |
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| Scenografia
Davide Livermore e Lorenzo Russo Rainaldi |
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| Costumi
Mariana Fracasso |
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| Luci
Aldo Mantovani |
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| Musiche
Andrea Chenna |