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Ghasideyeh gave sefid / Guzen to sozo / Herr Bachmann und seine Klasse

La redazione
  Ghasideyeh gave sefid / Guzen to sozo / Herr Bachmann und seine Klasse
Data di pubblicazione su web 27/02/2021  


Ghasideyeh gave sefid (Ballad of a White Cow)

 

La vita di Mina viene sconvolta quando scopre l’innocenza del marito Babak rispetto al crimine per cui è stato giustiziato. Le autorità imbarazzate per l’errore commesso le promettono un risarcimento economico. Mina inizia una battaglia silenziosa nel tentativo di ottenere giustizia per sé e per sua figlia. Proprio quando è sul punto di rimanere senza soldi, un estraneo di nome Reza bussa alla sua porta, dicendo di essere venuto per saldare un debito che aveva con Babak. La donna, all’inizio circospetta, gradualmente lascia entrare lo sconosciuto nella sua vita, ignara del segreto che li lega.

 

Behtash Sanaeeha e Maryam Moghaddam portano sullo schermo la colpa e l’espiazione, temi ricorrenti del cinema iraniano, caratterizzato da gesti e spazi ridotti, precisi. La stessa Moghaddam eccelle nel ruolo della protagonista, in bilico tra la solitudine e la lotta per l’autodeterminazione.



Una scena di Ghasideyeh gave sefid
Amin Jafari


Behtash Sanaeeha

 

Regista e produttore iraniano, nasce a Shiraz. Dopo la laurea in ingegneria civile, inizia a scrivere sceneggiature e dirige corti, documentari, pubblicità e serie animate per la televisione. Il suo lungometraggio di debutto, Ehtemal-e Baran-e Asidi (Risk of Acid Rain, 2015), ha analizzato le difficoltà della classe media iraniana ed è stato proiettato in più di trenta festival internazionali. Ha collaborato con Maryan Moghaddam in Diplomacie Shekastnapazire Aghaye Naderi (The Invincible Diplomacy of Mr Naderi, 2017), documentario su un iraniano eccentrico che vuole far riconciliare la sua patria e gli Stati Uniti. Nel 2018 è stato membro della giuria dell’Ingmar Bergman Award in Svezia.

 

Maryam Moghaddam

 

Attrice, sceneggiatrice e regista, nasce a Teheran, Iran. Dopo essersi diplomata in Svezia alla Performing Arts School di Göteborg, lavora come attrice in diversi teatri svedesi, tra cui il Göteborgs Stadsteater. Appare in vari film di produzione iraniana, tra cui Parde (Closed Curtain, 2013), diretto da Jafar Panahi e Kambuzia Partovis, vincitore dell’Orso d’argento per la miglior sceneggiatura.

 

 

Guzen to sozo (Wheel of Fortune and Fantasy)

 

Tre episodi, tutti con una protagonista donna. Un inaspettato triangolo amoroso. Una tentata (ma fallita) seduzione. Un incontro che nasce da un’incomprensione. Momenti che si cristallizzano in destini universali che si intersecano, segnati da scelte, rimpianti, inganni e coincidenze.

 

Come nella sua precedente filmografia, Ryusuke Hamaguchi mette al centro dell’opera il tema della duplicazione e del rispecchiamento dei personaggi femminili. La frammentazione riesce a enfatizzare, per contrappasso, l’organicità della narrazione e della messa in scena. Nonostante gran parte dell’azione si svolga in uno spazio unico e coinvolga solo due attori, non si ha mai la sensazione di teatro filmato. Questo non solo grazie alla scrittura, ma anche all’uso, in ogni episodio, di una peculiare temporalità, che nell’ultimo racconto sfiora la fantascienza.



Una scena di Guzen to sozo
Neopa/Fictive 

Ryusuke Hamaguchi

 

Dopo essersi laureato all’Università di Tokyo, lavora nell’industria cinematografica per qualche anno, prima di entrare nel graduate film programme della Tokyo University of the Arts. Il film con cui si diploma, Passion (2008), viene proiettato al San Sebastian Film Festival nel 2008. Happī Awā (Happy Hour, 2015, 317 minuti), è stato presentato a Locarno e ha vinto premi in numerosi festival. Netemo Sametemo (Asako I & II) è stato in competizione a Cannes nel 2018. Hamaguchi ha scritto la sceneggiatura di Supai no tsuma (Wife of a Spy, Kiyoshi Kurosawa), che ha vinto il Leone d’argento nel 2020.

 

 

Herr Bachmann und seine Klasse (Mr Bachmann and His Class)

 

In quale luogo ci si sente a casa? A Stadtallendorf, città tedesca con una complessa e contraddittoria storia di integrazione-esclusione degli stranieri, l’insegnante Dieter Bachmann fa di tutto per mettere i suoi studenti a proprio agio. Tra i dodici e i quattordici anni, i suoi scolari provengono da dodici nazioni diverse, alcuni non padroneggiano ancora la lingua tedesca. Sull’orlo della pensione, Bachmann cerca di instillare in loro la curiosità per una vasta gamma di mestieri, tematiche, culture e opinioni.

 

Un documentario delicato e avvincente, che riesce a dare il giusto valore alla fondamentale figura dell’educatore in quel processo meraviglioso che è l’apprendimento. La regista Maria Speth e il direttore della fotografia Reinhold Vorschneider danno vita a una riflessione sull’importanza della creazione, favorita dalla pazienza e dalla sensibilità emotiva dell’insegnante, di un contesto scolastico in cui il confronto, e mai lo scontro, faccia da sfondo alle relazioni interpersonali.



Una scena di Herr Bachmann und seine Klasse
Madonnen Film


Maria Speth

 

Nasce in Baviera nel 1967 e vive a Berlino fino al 1987. Lavora come assistente al montaggio e regista fino al 1995. Nel 1996 si diploma in regia alla Film University Babelsberg Konrad Wolf. Nel 2001 dirige il suo primo pluripremiato lungometraggio, In den Tag hinein (The Days Between). Il suo secondo film, Madonnen (Madonnas, 2007), viene presentato in anteprima nella sezione Forum della Berlinale ottenendo l’Hessian Film Award. Nel 2009 fonda la casa di produzione Madonnen Film e realizza il suo primo documentario, 9 Leben (9 Lives, 2010), che vince il Metropolis German Directors Award. Figura nuovamente a Berlino nella sezione Forum con Töchter (Daughters, 2014).




Berlinale 2021
(1-5 marzo)

Ghasideyeh gave sefid
cast cast & credits
 
Guzen to sozo
cast cast & credits
 
Herr Bachmann und seine Klasse
cast cast & credits
 































Behtash Sanaeeha


Maryam Moghaddam











































Ryusuke Hamaguchi



















































Maria Speth

 
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