Winston Churchill, l’uomo e il personaggio
Se
Darkest Hour (2017) con il premio Oscar Gary Oldman nei panni del
Primo Ministro britannico rappresenta il prima (il film racconta gli inizi
della Seconda guerra mondiale), Winston VS Churchill è il dopo: entrare
in scena e uscire di scena. Ma Churchill non ha mai davvero abbandonato il
palcoscenico e ha fatto in modo che si continuasse a parlare di lui: discusso e
amato è soggetto appetibile per cinema, teatro e letteratura. Lo spettacolo di
Rota, tratto dal dramma Churchill, il vizio della democrazia di Carlo
Giuseppe Gabardini, analizza lo scarto tra uomo e personaggio: un carattere
complesso, eclettico, cólto (lo dimostrano le citazioni: Welles, Pavese, Gandhi), propenso a farsi travolgere da
passioni e vizi senza mai perdere veramente il controllo della situazione. E la
forza di Churchill sta proprio nell'incapacità di far dialogare il suo lato umano
con quello più lucido e distaccato. Si potrebbe dire: uomo versus
personaggio. Su una scena che sembra un paesaggio lunare è in atto un conflitto
interiore (e universale) difficile da risolvere: ce lo insegnano la psicanalisi,
la storia, i classici letterari. Eppure la Storia si ripete inesorabile e il
dubbio amletico è schiacciato dalla fame di potere. La politica e la guerra
sembrano essere irrimediabilmente i migliori passatempi dell'uomo che
giustifica orrori, crimini e distruzioni in virtù della salvaguardia del bene
comune.

Con il vecchio Churchill vediamo da una parte la freddezza dello stratega e del vincente, dall'altra i fantasmi (o i sensi di colpa) che appartengono alla sfera della sensibilità e dell'empatia. Accanto a lui solo Margaret, la giovane infermiera di turno. Schiacciata e intimorita da cinismo, disincanto, realismo e ironia del padrone, la ragazza è l'incarnazione vivente di valori edificanti e democratici che non hanno ragione di esistere (e di nuovo ce lo insegna la Storia, quando si tratta di questioni internazionali). La recitazione di Lucienne Perreca è manieristica, caricata e a tratti caricaturale: Margaret è il prototipo della donna giovane, inesperta, giuliva, ricca di ideali ma avulsa dalla realtà. Limitato è invece il ruolo della moglie, assente e appena citata per mettere ancora una volta in evidenza quanto il sentimento sia sopraffatto dal dovere: venendo a sapere dei problemi di cuore del marito, la consorte ha preferito tacere al fine di permettergli di intraprendere importanti viaggi lavorativi.
La scenografia è forse l'elemento vincente dello spettacolo: una porzione sferica di un generico cosmo mai celata agli occhi del pubblico, funzionale alla fruizione e fortemente simbolica. Sullo sfondo un tendone blu, unico sipario dietro al quale non c'è altro che un'oscurità freudiana sulla quale il vecchio Winston, ricordando la guerra e quel che è stato, si affaccia circondato da significative nuvole di fumo. Pochi oggetti evocativi, un mappamondo, una radio, una poltrona. Un bastone, segno di signorilità, in cui sono nascosti sigari e whisky: sono gli emblemi della trasgressione e del masochismo e, se nocivi alle ormai precarie condizioni di salute del primo ministro, rappresentano l'unica possibilità di evasione, di piacere e di salvezza. Tutt'intorno piccole luci: sembra di essere in un luogo sacro o in un cimitero nel quale le tombe di quei fantasmi che infestano la mente di Churchill segnano il confine fra il microcosmo della sua camera (dimora dell'uomo) e il macrocosmo (il campo d'azione del potente). Anche il paesaggio sonoro si pone al servizio della narrazione alternando note dolci e appena percepibili a ritmi hard rock, metafora dei combattimenti aerei, del conflitto, di una guerra moderna e tecnologica che per la prima volta contempla le mute ed efficaci armi nucleari. Un allestimento di gusto cinematografico, specie nel montaggio audio proposto all'inizio, a metà e alla fine della messinscena. Tali voci sovrapposte scandiscono il tempo della vicenda e fanno riecheggiare nella mente dell'uomo, del personaggio e dello spettatore tutto ciò che è stato detto su Winston Churchill o solo su Churchill.Winston VS Churchill

Cast & credits
| Titolo
Winston VS Churchill |
|
| Origine
Italia |
|
| Anno
2019 |
|
| Durata
80 min. |
|
| Data rappresentazione
30 gennaio 2020 |
|
| Città rappresentazione
Firenze |
|
| Luogo rappresentazione
Teatro della Pergola |
|
| Prima rappresentazione
2019 |
|
| Titolo testo d'origine
Churchill, il vizio della democrazia |
|
| Autori testo d'origine
Carlo Giuseppe Gabardini |
|
| Regia
Paola Rota |
|
| Interpreti
Giuseppe Battiston (Winston Churchill) Lucienne Perreca (Margaret) |
|
| Produzione
Nuovo Teatro di Marco Balsamo |
|
| Scenografia
Nicolas Bovey |
|
| Costumi
Ursula Patzak |
|
| Suono
Angelo Longo |
|
| Luci
Andrea Violato |
|
| Musiche
Angelo Longo |