Ombre passeggere nella “storia”


Ai due registi sono stati necessari oltre due anni di ricerca di archivio e quattro anni complessivi di lavoro e di scrittura (in collaborazione con Wu Ming 2) per comporre un film all'apparenza semplice e lineare, che da un lato torna a dirigere il suo sguardo su fatti e avvenimenti che ancora meritano e necessitano di essere approfonditi e compresi, dall'altro non si dimentica del tragico presente di un paese che si riscopre nuovamente teatro di una guerra civile (quindi, se possibile, ancora più insensata). Un presente che entra silenziosamente nel film, confondendosi nella narrazione storica, attraverso tenui lampi di colore che mostrano passaggi, paesaggi, ma soprattutto volti che, di fronte all'incomprensibile follia di un nuovo conflitto, evidenziano lo stesso attonito smarrimento di ottanta anni prima, a conferma che l'uomo continua inesorabilmente a essere l'unico animale che non riesce davvero a imparare nulla dai propri errori.

Quante storie può contenere un'immagine? Quante immagini possono ancora raccontare nuove storie? Quanti sensi si possono stratificare su quel “gioco d'ombre”? Sono anche queste le domande contenute nel film, che offre a ogni tipo di spettatore i suoi molti livelli di lettura e di riflessione: da quello di lasciarsi semplicemente trasportare dalle vicende mostrate, fino ad arrivare a interrogarsi sull'ontologia stessa dell'immagine audiovisiva, su quello che può essere il suo effettivo valore come documento e su quanto sia complesso il suo rapporto con la storia e la storiografia, temi molto cari allo stesso Sorlin dell'incipit: «La vicenda che vediamo svilupparsi sullo schermo è stata registrata tempo addietro, il film è la traccia di momenti svaniti e per questo s'imparenta con il ricordo dell'accaduto che chiamiamo “storia”».
Che strano, sembra quasi che abbia (pre)visto il film.Il Varco

Il Varco
Cast & credits
| Titolo
Il Varco |
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| Origine
Italia |
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| Anno
2019 |
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| Durata
70' |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Sala Giardino, Sala Casinò, |
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| Prima rappresentazione
2 settembre 2019 |
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| Evento
76ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2019 |
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| Bianco e nero | |
| Regia
Federico Ferrone, Michele Manzolini |
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| Interpreti
Emidio Clementi |
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| Produzione
Kiné Società Cooperativa (Claudio Giapponesi), Istituto Luce (Roberto Cicutto) |
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| Sceneggiatura
Federico Ferrone, Michele Manzolini, Wu Ming 2 |
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| Montaggio
Maria Fantastica Valmori |
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| Fotografia
Andrea Vaccari |
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| Musiche
Simonluca Laitempergher |
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| Lingue disponibili
Italiano, russo |