Famiglie per la patria

di Matteo Citrini*

Data di pubblicazione su web 02/09/2019

Wasp Network

Basandosi sui fatti realmente accaduti in Florida durante gli anni Novanta, Olivier Assayas mette in scena una spy story che indaga sulle difficoltà e le sofferenze di chi si è trovato a dover scegliere tra l'amore per la patria e quello per la famiglia.

Nella Cuba post caduta sovietica, Réné Gonzalez (Edgar Ramìrez) è un pilota che accetta di fingersi traditore della Rivoluzione per sbarcare a Miami e da lì smantellare, con l'aiuto di altri complici, l'organizzazione terroristica anti-castriana che compie continue azioni di sabotaggio sulle coste cubane. Per farlo abbandona la moglie Olga (Penélope Cruz) e la figlia, entrambe inconsapevoli che l'uomo non è un “infame” e costrette a trovare di che sopravvivere a L'Avana. Solo dopo anni la donna decide di raggiungerlo, scoprendo così la verità. Il successo della missione ha però un prezzo molto alto: accusato di spionaggio, Réné viene arrestato dall'FBI, destinato a restare chiuso in carcere per oltre dieci anni.


Una scena del film
© Biennale Cinema 2019

Oltre a riflettere sull'atto di immolarsi per la patria, il film ha inevitabilmente anche un risvolto politico: il conflitto tra Cuba e Stati Uniti viene visto come un gioco di equilibri, dove entrambe le “squadre” non esitano a giocare sporco e a muoversi su una zona grigia in cui sguazzano terroristi e cartelli della droga e in cui il singolo agente non è che una pedina sacrificabile.

Pur avendo il merito di restituire un quadro oggettivo del contesto storico, Wasp Network risulta notevolmente convenzionale nelle scelte narrative e registiche. Flashbacks rivelatori, l'immancabile uso di immagini di repertorio e di date rappresentano una serie di cliché a uso del genere storico-biografico. Senza parlare del finale in cui i volti dei personaggi si dissolvono nelle loro controparti reali con a fianco poche righe riassuntive sulla loro fine.

Una scena del film
Una scena del film
© Biennale Cinema 2019

Se quindi da un punto di vista eminentemente cinematografico il film sembra dire poco o nulla, non aggiunge molto neanche alla nota riflessione sulla sacrificabilità delle persone nei giochi di potere. Né lo fa – ed è questo che lascia principalmente l'amaro in bocca – nel descrivere l'inevitabile sofferenza che le scelte per la patria costano alla famiglia: pur con la bravura attoriale di Penelope Cruz, Olga non riesce a esprimere con forza il misto di amore e rancore che la dovrebbe contraddistinguere. Solo nel personaggio di Juan Pablo Roque (Wagner Moura) emerge questo dissidio: affascinante bon viveur, non esita a sedurre e a mentire alla sua sposa americana per poi abbandonarla con una sfacciataggine che lascia il segno e che lo rende forse il personaggio più iconico.

Supportato quasi esclusivamente dal fascino della storia vera, Wasp Network rimane troppo imbrigliato nei canoni del genere. Scompare così quella cifra autoriale che era lecito aspettarsi dal regista francese.


*Dottorando in Storia dello spettacolo presso l'Università di Firenze.
Impaginazione di Ludovico Peroni, dottorando in Storia dello spettacolo presso l'Università di Firenze.


Wasp Network

Cast & Credits




Il regista Olivier Assayas









Cast & credits

Titolo 
Wasp Network
Origine 
Brasile, Francia, Spagna, Belgio
Anno 
2019
Durata 
123 min.
Titolo testo d'origine 
Os últimos soldados da Guerra Fría
Autori testo d'origine 
Fernando Morais
Regia 
Olivier Assayas
Interpreti 
Penelope Cruz
Edgar Ramirez
Gael Garcia Bernal
Wagner Moura
Ana de Armas
Leonardo Sbaraglia
Produttori 
Rodrigo Teixeira, Lourenço Sant’Anna, Charles Gillibert
Produzione 
RT Features, CG Cinéma, Nostromo Pictures, Scope Pictures
Scenografia 
François-Renaud Labarthe
Costumi 
Jürgen Doering, Samantha Chijona García
Sceneggiatura 
Olivier Assayas
Montaggio 
Simon Jacquet
Fotografia 
Yorick Le Saux, Denis Lenoir
Suono 
Nicolas Moreau, Nicolas Cantin, Aude Baudassé, Guert Janssen
Musiche 
Eduardo Cruz
Note 
Effetti visivi: Michael Tanguy