Lanthimos nel paese delle meraviglie

di Luigi Nepi

Data di pubblicazione su web 25/09/2018

The Favourite

La storia più o meno vera narra della rischiosa quanto irresistibile ascesa della giovane Abigail Hill nelle grazie della fragile regina Anna (prima donna sul trono d'Inghilterra e ultimo regnante della casata degli Stuart) a scapito della potentissima duchessa Sarah di Marborough, sua cugina. Dopo che il padre l'ha persa al gioco ed è bruciato nel suo castello con i suoi debiti, Abigail (Emma Stone) arriva a corte al colmo della disperazione chiedendo aiuto a Sarah (Rachel Weisz). Quest'ultima la manda tra la servitù, ma la giovane riesce (con coraggio e grazie a qualche conoscenza officinale) ad avvicinare la regina che decide di tenerla con sé. Inizia così tra le cugine una partita a due che si rivela meno impari del previsto.


Una scena del film
© Biennale Cinema 2018

“Risciacquare i suoi panni” nella corte inglese del Settecento e soprattutto confrontarsi con una sceneggiatura scritta da altri (Deborah Davis e Tony McNamara, che a loro volta hanno tratto ispirazione da un radiodramma della BBC) fa decisamente bene a Lanthimos. Costretto a girare in una location barocca così lontana dai freddi e geometrici ambienti di The Lobster e del Sacrificio del cervo sacro, il regista deve necessariamente depurare il suo cinema da quelle preordinate, fastidiose esagerazioni di surreale per aprirsi a un più divertito e divertente rapporto con gli spettatori e, soprattutto, con i suoi attori. Anzi, in questo caso, con le attrici cui finisce per permettere fin troppo.

Le tre protagoniste guidano la scena attraverso tre registri recitativi diversi. Un'istrionica e un po' eccessiva Olivia Colman crea una regina debole, confusa, provata dalla perdita di diciassette figli (nati morti o vissuti pochissimo e sostituiti da altrettanti conigli che girano per la sua camera), inadatta al potere, condizionata dalle sofferenze fisiche e dalle nevrosi. Un'algida Rachel Weisz dà vita a una determinata, supponente e a tratti androgina plenipotenziaria di corte, che sottovaluta le capacità della cugina. Emma Stone conferma le sue doti di forte ecletticità in contesti e generi diversi, giocando spesso con il voluto effetto straniante di alcuni furbi atteggiamenti più da giovane americana che da cortigiana del XVIII secolo.


Una scena del film
© Biennale Cinema 2018

Certo Lanthimos non rinuncia alla sua passione per quei personaggi che destabilizzano situazioni e relazioni all'apparenza consolidate (anche se poi nessuna lo è davvero); né si esime dal mostrare la crudeltà e la stupidità della natura umana, ben rappresentata da quella corte di nobili debosciati che, mentre dichiarano guerre affamando il popolo, non trovano di meglio che scommettere appassionatamente sulle corse di anatre organizzate nelle stanze reali.

The Favourite, consapevole delle sue potenzialità, ci consegna un Lanthimos finalmente “scongelato” che, svincolato dalla tetra geometria delle sue usuali inquadrature, abusa di ottiche grandangolari o fortemente deformanti (il fisheye), tanto che alla fine si smarrisce il senso del loro irrompere sullo schermo. Resta l'impressione che il regista sia partito per girare il suo Barry Lyndon e abbia poi optato per una variante cattiva e perversa di Alice nel paese delle meraviglie: perché, in fondo, fa bene a tutti non prendersi troppo sul serio.


The Favourite

Cast & Credits




La Locandina

Cast & credits

Titolo 
The Favourite
Origine 
Gran Bretagna, Irlanda, USA
Anno 
2018
Durata 
120 min.
Città rappresentazione 
Venezia
Prima rappresentazione 
30 agosto 2018
Evento 
75ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2018
Colore 
Regia 
Yorgos Lanthimos
Interpreti 
Olivia Colman
Emma Stone
Rachel Weisz
Nicholas Hoult
Joe Alwyn
Produttori 
Ed Guiney, Andrew Lowe, Ceci Dempsey, Yorgos Lanthimos, Lee Magiday
Produzione 
Element Pictures, Scarlet Films, Fox Searchlight Pictures, Film4, Waypoint Entertainment
Distribuzione 
Fox Searchlight Pictures International
Scenografia 
Fiona Crombie
Costumi 
Sandy Powell
Sceneggiatura 
Deborah Davis, Tony McNamara
Montaggio 
Yorgos Mavropsaridis
Fotografia 
Robbie Ryan
Suono 
Johnnie Burn