Dramma non convenzionale di gelosia e corruzione, di corruzione e gelosia

di Chiara Schepis

Data di pubblicazione su web 26/02/2018

Intrigo e Amore

Marco Sciaccaluga, regista classe ʼ53, formatosi al Teatro Stabile di Genova, legge Schiller e lo affronta senza fronzoli. Per niente convenzionale è il modo con cui si approccia alla sua nuova fatica teatrale: l'allestimento di quell'Intrigo e amore, capolavoro del Settecento tedesco, così lontano dai merletti delle vezzose pièce francesi del tempo. Sciaccaluga è consapevole delle caratteristiche politiche e riflessive del testo, forse anche alla luce delle teorizzazioni di Barthes e Benjamin, entrambi profondamente affascinati dal dramma barocco tedesco. Il regista restituisce al pubblico italiano una lettura avvincente dell'opera – date le caratteristiche fortemente emozionali di Amore –, e al contempo indignata – con riferimento al contesto socio-politico dell'Intrigo.

Il palcoscenico aperto svela al pubblico fin dal suo arrivo la scena antinaturalistica e contemporanea, la sala prove di un'orchestra sulla quale incombe l'“americana” abbassata. “Lavori in corso”. Gli attori in costume settecentesco fanno il loro ingresso occupando le sedute dei musicisti. Non sono ancora personaggi, sono “funzioni” in senso ostentatamente epico-brechtiano. Commentano e scandiscono l'azione per tutta la durata (quasi tre ore) della lunga tragedia della gelosia. 



Un momento dello spettacolo
© Bepi Caroli

Come noto, Schiller racconta la travagliata storia d'amore tra il maggiore Ferdinand Von Walter (Simone Toni) e la bella borghese Luise (Alice Arcuri, personaggio che ispirerà la Luisa Miller di Verdi). Lui è il figlio del presidente Von Walter (Stefano Santospago), nobiluomo corrotto e arrivista che con intrighi politici e delitti si è fatto spazio alla corte di un principe tedesco; lei è la figlia di Miller (Enrico Campanati), maestro di musica saggio e onesto (a suo discapito). La scenografia propone la sala prove, casa del musicista. Tale scena unica, con essenziali spostamenti di sedute e postazioni, è funzionale a tutti i cambi di ambientazione. Troneggia al centro del palco un pianoforte, suonato per lo più dall'orchestratore dell'intrigo, il segretario Wurm (“verme”): un bravissimo Andrea Nicolini, grottesco e straniato marionettista che manovra i fili della pièce intrecciando le dinamiche del potere. Uomo corrotto che sa, e sapendo può ricattare, ambisce alla mano di Luise. Non ricambiato fa di tutto per minare la felicità dei due giovani. La differenza sociale tra i due amanti gli semplifica le manovre. La gelosia farà il resto.



Un momento dello spettacolo
© Bepi Caroli

Completano il cast Mariangeles Torres, la favorita del principe antagonista di Luise; Orietta Notari nei panni della madre della giovane Frau Millerin, donna melliflua che non disdegna la scalata sociale (salvo rimanere povera e pazza); e Roberto Alinghieri,  un maresciallo Von Kalb dagli “atteggiamenti” omosessuali, suo malgrado eletto a Iago della situazione.

Wurm-Nicolini (che è anche il curatore delle musiche), con faccia funerea di biacca, fronte altissima accentuata dalla stempiatura e dalla parrucca settecentesca orribilmente acconciata, annuncia “epicamente” ogni scena e ogni atto. Tale espediente è efficace solo là dove l'attore – raramente a dire il vero – non calca il peso della didascalia. Altrimenti stanca, nell'economia di un testo che, a tratti ripetitivo e scontato, avrebbe necessitato di qualche sforbiciata ulteriore (tuttavia la ripetizione è un ingrediente dello straniamento).



Un momento dello spettacolo
© Bepi Caroli

Eterogenei ed efficaci gli attori diretti da Sciaccaluga, in particolare i “cattivi”. Il Presidente-Santospago, Wurm-Nicolini e Lady Milford-Torres (personaggio politicamente positivo) riescono a tenere alta l'attenzione del pubblico inserendo, tra le maglie del dramma della gelosia di Ferdinand, la riflessione politica pessimistica schilleriana fatta di corruzione, disegni criminali, arrivismo. L'unico risvolto positivo si consuma tra le lenzuola. Si pensi a Lady Milford cortigiana capace di arginare le nefandezze del Principe approfittando dei momenti in cui anche il primo tra gli uomini è nudo (simile, appunto, a un verme).

Degna di nota, infine, la rappresentazione della follia: irruenta e caricata a molla nel caso di Ferdinand-Toni, più sottile e abilmente resa quella della del musico. Follia come conseguenza di disperazioni opposte: gelosia insensata nel primo caso, frustrazione sociale nel secondo.

Attraverso Schiller, Sciaccaluga ci regala un'impietosa riflessione sull'animo umano e sulla società: opporsi allo status quo è un'illusione; gli atti di rottura, perseguiti dall'ingenuità di giovani innamorati, sono inconcludenti e resi grotteschi, quasi banalizzati, dai giochi di potere che, nel Settecento come oggi, contano più di qualsiasi emozione. Vera protagonista è la corruzione.

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Cast & Credits




Un momento dello spettacolo visto il 21 febbraio 2018
© Bepi Caroli

Cast & credits

Titolo 
Intrigo e Amore
Durata 
180 min.
Data rappresentazione 
21 febbraio 2018
Città rappresentazione 
Padova
Luogo rappresentazione 
Teatro Verdi
Titolo originale 
Kabale und Liebe
Autori 
Friedrich Schiller
Adattamento 
Danilo Macrì
Traduzione 
Danilo Macrì
Regia 
Marco Sciaccaluga
Interpreti 
Roberto Alinghieri (Maresciallo Von Kalb)
Alice Arcuri (Luise Miller)
Enrico Campanati (Herr Miller)
Andrea Nicolini (Wurm)
Orietta Notari (Frau Millerin)
Stefano Santospago (Presidente Von Walter)
Simone Toni (Ferdinand Von Walter)
Mariangeles Torres (Lady Milford)
Marco Avogadro
Daniela Duchi
Nicoḷ Giacalone
Produzione 
Teatro Stabile di Genova
Scenografia 
Catherine Rankl
Costumi 
Chaterine Rankl
Luci 
Marco D'Andrea
Musiche 
Andrea Nicolini