Piace al ricco vincere facile
Il regista Beppe Navello (anche traduttore, con soluzioni pregiate, di un
testo ricco di insidie lessicali e semantiche) ha meditato a lungo il progetto,
lo ha realizzato nel 2015 e ora in tournée
così lo motiva: «Quando nel 1997 ho letto per la prima volta quello che
sembrava un esile atto unico, mi sono ritrovato fra le mani una favola morale
di straordinaria, esemplare efficacia nel rappresentare in modo fulmineo la
capacità corruttiva del denaro e come succede spesso ai grandi classici, nel
far traspirare dalle parole un'aria di sempiterna contemporaneità». Nella
durata di un'ora, lo spettacolo di Teatro Piemonte Europa lascia un senso di dolce-amaro,
perché conferma la cedevolezza alla tentazione d'ogni persona umana, assieme a un'abilità
rappresentativa convincente. Una prova preparata e ben riuscita grazie al suo gruppo
di attori ancora giovani, ma coscienti e maturi. L'armonia degli elementi
scenici, figurativi e musicali, in rapporto alla resa recitativa, offre
un'interpretazione di sostanziale aderenza filologica e di notevole spontaneità
comunicativa.

Un momento dello spettacolo
© Lorenzo Passoni
La trama dichiarata, la conquista di una donna da parte degli Dei rivali manifestatisi sotto falsi nomi e sembianze umane, si svolge rapida e inesorabile, in perfetto equilibrio fra azione e reazione, fra i sentimenti nobili e gli interessi venali dei protagonisti. Il dispositivo scenico di Francesco Fassone consiste in un cielo bianco, nuvoloso e incombente e in un piano inclinato che delimita l'esterno d'una ricca dimora, quella di Armida, signore zio e tutore di Aminta, la giovane due volte corteggiata. Dal fondo e dalla quinta emergeranno i Musici, per l'Aria dell'Intermezzo, dedicato da Apollo/Ergasto ad Aminta e il Vaudeville del gran finale. Sono distinti e caratterizzati i personaggi, dalla rilevata corrispondenza fra gestualità e parola e dai costumi di bellezza essenziale, con particolare luminosità colorata nella veste di Aminta. Belle analogie o contrasti raffinati, vengono tessuti per gli scambi interpersonali. Così, il primo incontro fra Plutone e Apollo sottolinea opposizioni convenzionali.
La ricchezza appare strafottente e millantata nella postura, nel contegno e nella dizione rude di Alberto Onofrietti, in marsina nera: il nome Richard dell'originale trova in Riccardo un vero “riccastro” attuale. Apollo/Ergasto conta sull'esaltazione di virtù e cultura. Lo impersona Camillo Rossi Barattini con eleganza e tatto un po' naif e una compitezza che non lo abbandona nemmeno all'evidenza dello smacco. Sottili le armi linguistiche del loro duello, ricamato a colpi di fioretto e con volgarità nel contrattacco di Riccardo, che fa allusioni sessuali e si permette di orinare (di spalle) in pubblico. Diego Casalis è un Armida di logica impassibile nel fiutare il tornaconto, e trasgressivo, con un cappello da cowboy, quando viene trascinato nella festa pagata dal Dio. L'Aminta di Daria Pascal Attolini, che è Diva e Musa per Ergasto e carne fresca sul mercato, per Riccardo, resta costante nella bellezza inamidata della gonna a guardinfante e negli occhi sgranati sui gioielli avuti in dono di cui s'agghinda. La freddezza della sua risposta è persino indecente, alle profferte più rozze e al lusso ostentato. Per femminilità s'impone invece la scaltra semplicità di Spinetta, viva nella personalità di Eleni Molos, sempre tempestiva all'occasione e all'umore mutevole dei padroni. Piace molto anche Stefano Moretti, l'Arlecchino valletto di Ergasto, che citando sobriamente la maschera ereditata da Vicentini/Thomassin (in Compagnia con Luigi Riccoboni a recitare Marivaux da vivo), insegue, con ruote e capriole, il cibo e la paga, sempre razionati e dilazionati.

Un momento dello spettacolo
© Lorenzo Passoni
Il trionfo del Dio Denaro
Cast & credits
| Titolo
Il trionfo del Dio Denaro |
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| Durata
65 min. |
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| Data rappresentazione
13 gennaio 2016 |
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| Città rappresentazione
Genova |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Duse |
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| Prima rappresentazione
31 gennaio 2015 |
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| Titolo originale
Le Triomphe de Plutus |
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| Autori
Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux |
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| Traduzione
Beppe Navello |
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| Regia
Beppe Navello |
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| Interpreti
Daria Pascal Attolini (Aminta) Diego Casalis (Armida, zio) Riccardo De Leo (Musicista) Eleni Molos (Spinetta, serva) Stefano Moretti (Arlecchino) Alberto Onofrietti (Plutone/Riccardo) Camillo Rossi Barattini (Apollo/Ergasto) |
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| Produzione
Teatro Piemonte Europa |
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| Scenografia
Francesco Fassone |
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| Costumi
Augusta Tibaldeschi |
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| Coreografia
Paolo Mohovich |
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| Luci
Marco Burgher |
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| Musiche
Germano Mazzocchetti |
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| Note
Musicisti: Cristiana Arcari (Soprano) Andrea Bianchi (pianoforte) Diego Losero (clarinetto) Andrea Maffolini (violino) |