Una "porta di bronzo" spalancata a Oriente
Tong Men-G è il primo
spettacolo, pensato e scritto sia in lingua italiana che in mandarino, prodotto
in Italia con un protagonista d'origine cinese. È un'operazione culturale, prima
che drammaturgica: il tentativo di un dialogo profondo con la comunità cinese,
radicatasi capillarmente in varie zone della nostra penisola, ma soprattutto
nella città di Prato, dove non a caso nasce lo spettacolo. Nello spazio Compost
della regista Pezzoli, dopo una gestazione di sette anni, ecco finalmente in scena
un lavoro dal forte sapore autobiografico, che ripercorre a tappe la storia di
Yang: nato nel

Un momento dello spettacolo
© Ilaria Costanzo
All'inizio il pubblico è immerso in un'atmosfera da circo: Yang è una sorta d'imbonitore che invita giocosamente lo spettatore a interagire con lui. Lo spazio dell'azione performativa s'allarga così dai confini del palcoscenico all'intero spazio del Teatro Fabbricone, comprese le gradinate dov'è seduto il pubblico. Uno dei diversi numeri di Yang (che in scena per tutto lo spettacolo sfrutterà sempre la sua fisicità statuaria) consiste nel lanciare ripetutamente verso il pubblico un'enorme palla di polistirolo color oro, che rimbalza di nuovo fino a lui.
L'attore
cinese, fasciato in una tutina intera dove sono stampati vari simboli,
immagini, luoghi comuni dell'Italia e della Cina, sarà per due ore il mattatore
della scena, un Arlecchino sui generis traduttore
e traditore di due padroni molto esigenti e intransigenti: la Cina e l'Italia.

Un momento dello spettacolo
© Ilaria Costanzo
L'intero spettacolo è all'insegna della dualità: due sono gli universi culturali, distanti sia geograficamente che culturalmente, come altrettante bandiere che coabitano sulla scena. Due sono anche i contrastanti bagagli esperienziali di Yang: l'infanzia, vissuta in Cina, e la fase dell'adolescenza e della gioventù, trascorsa in Italia. Due, infine, i capitoli in cui è suddivisa la scrittura drammaturgica, se si esclude il prologo, preparatorio allo sviluppo dello spettacolo.
Nella prima parte Yang tira fuori da sacchi di riso i suoi effetti familiari: oggetti diversi, vestiti e accessori che l'attore indosserà, assumendo di volta in volta le sembianze del bisnonno paterno eroe e martire della patria, della nonna dai piedi spezzati, dell'astuta trisavola abile commerciante di spaghetti, del nonno materno chirurgo di scuola americana che ha dovuto subire pesantissime umiliazioni sotto il regime di Mao Tse-tung, del padre guardia rossa del regime e dello zio affetto dalla sindrome di down. Nel racconto sono calate, attraverso videoproiezioni, immagini di repertorio che documentano alcuni momenti salienti degli anni della dittatura comunista, come le grandi adunate oceaniche o le repressioni sanguinose: episodi che condizionarono nel profondo le vite degli antenati di Yang.

Un momento dello spettacolo
© Ilaria Costanzo
Nella seconda parte, il protagonista racconta come è diventato, per la sua gente, un cinese “banana”: giallo fuori e bianco dentro. Con un dialogo, mano a mano più intimo con il pubblico, l'attore parla del suo impatto traumatico con la scuola italiana; del duro lavoro fin dalla tenera età come lavapiatti, come venditore ambulante, come massaggiatore; degli anni dell'università e della breve esperienza all'Accademia d'arte drammatica “Paolo Grassi”; fino alla testimonianza indiretta di una tragedia: un incendio nel quale persero la vita in una fabbrica pratese sette operai cinesi, nel dicembre del 2013.
Yang Shi, clown e giocoliere della parola, è abile nel padroneggiare l'italiano e il mandarino nei bruschi passaggi linguistici. Tuttavia, nel suo lungo monologare, l'attore accusa una comprensibile stanchezza, a spese del ritmo scenico, che si dilata, forse eccessivamente.
Tong Men-G
Cast & credits
| Titolo
Tong Men-G |
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| Sotto titolo
Porta di bronzo |
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| Origine
Italia |
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| Durata
2 h c.a |
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| Data rappresentazione
15-02-2015 |
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| Città rappresentazione
Prato |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Fabbricone |
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| Autori
Shi Yang Shi |
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| Regia
Cristina Pezzoli |
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| Interpreti
Shi Yang Shi (Narratore) |
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| Produzione
Compost Prato con il contributo della provincia di Prato. |
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| Scenografia
Rosanna Monti |
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| Costumi
Rosanna Monti |
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| Coreografia
Ke Zhoujun |