Boccaccio: avanti il prossimo!

di Chiara Schepis

Data di pubblicazione su web 13/01/2015

Decamerone - vizi, virtů, passioni

 

Che Boccaccio costituisca un'inesauribile fonte alla quale attingere trame, storie, idee, è da secoli cosa pacifica. Ma quanto spesso ci capita l'occasione di godere piacevolmente delle sue invenzioni? 

 

La Fondazione Teatro della Pergola e la compagnia Nuovo Teatro hanno fatto un ottimo affare a scommettere sul classico. Decamerone – vizi, virtù, passioni, fresco di debutto alla Pergola di Firenze, è stato apprezzato dal pubblico pisano. Marco Baliani punta ancora su Stefano Accorsi e, complice un'interessante operazione di adattamento e un gruppo di briosi attori – tutti da lodare –, firma la regia di uno spettacolo-intrattenimento di sana comicità di casa nostra: una comicità, come quella di Boccaccio, per niente edulcorata, a tratti volgare, ma mai “pornografica”.

 

http://drammaturgia.fupress.net/recensioni/img/cat6/0115_decamerone_int1.jpg
Un momento dello spettacolo
foto di Andrea Pirrello

 

Maria Maglietta cura la drammaturgia di questo nuovo Decamerone, acciuffa dall'opera sette tra le sue più note novelle, dotate già, anche questa è cosa nota, di una costitutiva dose di teatralità, le ritraduce in un italiano “aulico” ma scorrevole e le connette creando una cornice inedita che sfasa i tempi, scompiglia lo spazio, riavvolge il nastro e riflette sull'oggi della nostra Italia: paesello in cui in fondo non si è perso il vizio di raccontar storie. E chi può meglio raccontare storie se non una compagnia nomade di guitti alle prese con il sostentamento giornaliero e la difesa del sacro mestiere? Via la villa, via la peste, gli attori parlano a noi, loro contemporanei, e se spiegassero meno il loro punto di vista la scena ne gioverebbe. Se infatti le novelle e i siparietti della vita di compagnia risultano sapidi e ben cotti (come le tagliatelle che diventano il tormentone degli attori), il discorso scuoce nel prologo e in alcune tirate sullo stato dell'arte o sui suoi mali sociali da cui oggi siamo minacciati. Che la peste contemporanea sia temibile quanto, e più, delle antiche epidemie, queste novelle lo dicono attraverso il codice che gli è proprio.

 

Accorsi-Panfilo, maestro di compagnia e primo attore, accoglie il pubblico e orchestra il vivace dipanarsi delle azioni sceniche, arroccandosi su una specie di roulotte multiaccessoriata (che contiene tutto il necessario per la scena). La soluzione metateatrale regge bene: il carrozzone non risparmia “colpi di teatro” e si fa collettore di un flusso continuo di piani narrativi, coprendo e accompagnando le metamorfosi degli attori in personaggi, dei personaggi in attori e in altri personaggi, nel susseguirsi delle novelle: vizi, virtù e passioni sempre attuali. Via via il maestro passa il testimone agli altri attori che, a turno, principieranno la propria novella.

 

Stefano Accorsi foto di Filippo Manzini
Stefano Accorsi 
foto di Filippo Manzini

 

Salvatore Arena-Filostrato, padre nobile e caratterista, che nella mimica ricorda con sorpresa la maschera di Totò, approfitta del suo turno per inserire divertenti siparietti pubblicitari e proponendo prodotti di indubbia utilità. Silvia Briozzo-Elissa, madre nobile, incarna con formosa abbondanza e straripante vis comica il risvolto sessuale della comicità boccacciana, protagonista indiscussa della prima novella in cui interpreta un'insaziabile Donna Lisandra beffata (o forse no) da un superdotato Arcangelo Gabriello. Mariano Nieddu-Dioneo, caratterista-generico, trascorre dal siciliano, al sardo, dal bolognese alla paralinguistica del Mutolo, mentre le sue colleghe, monache del convento, certe della sua incapacità di esprimersi, esperiscono con lui i dolci piaceri del letto, in un armadio! Naike Silipo-Fiammetta, innamorata, domina la roulotte quasi sempre vittima di gelosie maschili, come nella bella e triste favola del basilico, e nei panni di Ghismonda, affiancata da Nieddu e Accorsi, si irrigidisce nelle fattezze di un pupo. Infine Fonte Fantasia-Pampinea, caratterista, minuta e saltellante, en travesti disegna un dottore bolognese, artificiosamente allungato da uno sgabello, che beffa Calandrino.

 

La compagnia al completo foto di Filippo Manzini
La compagnia al completo 
foto di Filippo Manzini

 

Gli attori rispondono agli applausi brandendo bei forchettoni di legno, le tagliatelle al sugo sono servite ed è ora di cenare… non c'è tempo per le altre novantatré novelle, ma il Decamerone è di tutti: avanti il prossimo!

 

 

Decamerone - vizi, virtù, passioni

Cast & Credits





© Chico De Luigi











foto di Filippo Manzini
foto di Filippo Manzini



Cast & credits

Titolo 
Decamerone - vizi, virtù, passioni
Durata 
1 h e 45'
Data rappresentazione 
11 gennaio 2015
Città rappresentazione 
Pisa
Luogo rappresentazione 
Teatro Verdi
Prima rappresentazione 
9 dicembre 2014, Teatro della Pergola, Firenze
Titolo testo d'origine 
Decameron
Autori 
Maria Maglietta
Adattamento 
Marco Baliani
Autori testo d'origine 
Giovanni Boccaccio
Regia 
Marco Baliani
Interpreti 
Stefano Accorsi (Panfilo)
Salvatore Arena (Filostrato)
Silvia Briozzo (Elissa)
Fonte Fantasia (Pampinea)
Mariano Nieddu (Dioneo)
Naike Anna Silipo (Fiammetta)
Produzione 
Compagnia Nuovo Teatro in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola
Scenografia 
Carlo Sala
Costumi 
Carlo Sala
Luci 
Luca Barbati
Note 
Foto di scena di Filippo Manzini, Chico De Luigi e Andrea Pirrello