Pasquà c’ha fatt’ fessi!

di Caterina Nencetti

Data di pubblicazione su web 30/11/2013

Servo per due

 

Niente di peggio, per lo spettacolo di Pierfrancesco Favino e compagnia, di una recensione! Chi non è ancora stato a teatro, credetemi, può fermarsi qui. Meglio non leggere oltre, non sapere né pregustare. Uscire di casa col titolo, la trama e poco altro è sufficiente per avviarsi, senza paura, a teatro. Quindi, siamo d'accordo. Legga solo chi ha visto.

 

Servo per due è ritraduzione e riadattamento. Nel 1745, Carlo Goldoni aveva scritto per l'attore Antonio Sacco, in arte Truffaldino, Il Servitore di due padroni sotto forma di canovaccio, pubblicandone poi la versione interamente scritta. Da allora, una pioggia di riprese, allestimenti e riscritture, in Italia e all'estero. Favino e gli altri (Paolo Sassanelli, Marit Nissen e Simonetta Solder) scelgono la recente One man two guvnors di Richard Bean (Londra, National Theatre, 2011) e decidono di riportare l'ambientazione in Italia: siamo a Rimini, negli anni '30.

 

La scelta di affrontare Goldoni a partire dall'intermediario Bean sembra allungare la strada dell'avvicinamento al testo, ma due sono, a mio avviso, le motivazioni di base. Grazie all'esempio inglese, Favino ha in realtà preso la scorciatoia. È Pippo, non Arlecchino. Il suo protagonismo non è altrettanto forte come quello che poteva essere nella maschera originaria. Nessuna acrobazia. Pochi lazzi elaborati. Non invade la scena e, in bene e in male, c'è spazio anche per gli altri, tutti, sembra giusto ricordarlo, stipendiati allo stesso modo. Degni di menzione sono i musicisti del gruppo Musica da Ripostiglio. I quattro artisti grossetani aprono la rappresentazione quando ancora alcuni nel pubblico, stretti in cappotti di naftalina, si spenzolano dalle poltroncine alla ricerca del posto. Lo spettacolo può dirsi già iniziato e comprende quegli stessi spettatori che chiedono permesso. O ancora, Ugo Dighero, il cascatore che interpreta il vecchio cameriere Alfredo e che durante il pranzo soffia la scena al servo per due in carica.

 


Pierfrancesco Favino (Pippo). Foto di Fabio Lovino


La commedia prende quindi la forma del varietà: o lo si accetta così o si troverà da ridire ad ogni battuta. La regia degli stessi Favino e Sassanelli, per certi versi distratta, si concentra sulla proposta di uno spettacolo comico. Il pubblico si diverte e applaude continuamente (tanto che dai palchi alcuni spettatori ci riferiscono di aver avuto difficoltà a comprendere diversi punti del dialogo). La tecnica vincente, sempre sulla scia del modello anglosassone della stand-up comedy, è il coinvolgimento dei “poveri” spettatori per i quali, nell'intervallo, la maschera è costretta a ricercare la giacca abbandonata sulla poltroncina. Per questi momenti, davvero, si concentra e si spende il lavoro di Favino e degli altri. Per questi momenti, chapeau!

 

Nel secondo tempo, il meccanismo ripiega un po' su se stesso. Si segue tutto, pazientemente, fino alla fine, ma con quel leggero fastidio che ti dà la consapevolezza che il meglio è passato. Hai tempo per pensare a Strehler o a Soleri, ma sarebbe ingiusto cercarli su quel palco. Pensi a Goldoni e ti sembra che si sarebbe potuto benissimo fare a meno di Bean. Una domanda sorge però spontanea e anche la sua risposta. Siamo proprio sicuri che quel canovaccio settecentesco avesse tanti altri e lodevoli obiettivi oltre quello di far ridere il pubblico?

 

Lo sapevo! Avete letto tutta la recensione. Eh ma io me l'aspettavo, ecco perché...

Servo per due

Cast & Credits




La locandina


Cast & credits

Titolo 
Servo per due
Data rappresentazione 
28 novembre 2013
Città rappresentazione 
Firenze
Luogo rappresentazione 
Teatro della Pergola
Titolo testo d'origine 
Il servitore di due padroni
Titolo originale 
One man two guvnors
Autori 
Richard Bean
Adattamento 
Pierfrancesco Favino, Paolo Sassanelli, Marit Nissen, Simonetta Solder
Autori testo d'origine 
Carlo Goldoni
Traduzione 
Pierfrancesco Favino, Paolo Sassanelli, Marit Nissen, Simonetta Solder
Regia 
Pierfrancesco Favino, Paolo Sassanelli
Interpreti 
Bruno Armando (Altero/Bartolo)
Diego Ribon (Altero/Bartolo)
Anna Ferzetti (Zaira)
Valentina Valsania (Zaira)
Giampiero Judica (Livio)
Claudio Castrogiovanni (Livio)
Eleonora Russo (Clarice)
Marina Remi (Clarice)
Luciano Scarpa (Amerigo)
Stefano Pesce (Amerigo)
Pierfrancesco Favino (Pippo)
Fabrizia Sacchi (Rocco/Rachele)
Chiara Tomarelli (Rocco/Rachele)
Gianluca Bazzoli (Tassista/Barista/Guardia)
Pietro Ragusa (Ludovico)
Thomas Trabacchi (Ludovico)
Roberto Zibetti (Gennaro)
Pierluigi Cicchetti (Gennaro)
Ugo Dighero (Alfredo)
Marit Nissen (La Iolanda)
Haydée Borelli (La Iolanda)
Produzione 
Gli Ipocriti / Associazione R.E.P. la Compagnia di Repertorio con la partecipazione di Fondazione Teatro della Pergola
Scenografia 
Luigi Ferrigno, Fratelli Giustiniani
Costumi 
Alessandro Lai
Coreografia 
Fabrizio Angelini
Luci 
Cesare Accetta
Note 
Durante le rappresentazioni si alternano due cast del gruppo Danny Rose. Elaborazioni musicali a cura del gruppo Musica da Ripostiglio: Luca Pirozzi (chitarra, voce, banjo), Luca Giacomelli (chitarra, voce), Raffaele Toninelli (contrabbasso, voce), Emanuelle Pellegrini (percussioni, voce).