Il non-senso della vita

di Luigi Nepi

Data di pubblicazione su web 04/09/2013

The Zero Theorem

Probabilmente negli anni Duemila nessun regista ha avuto più problemi nei suoi set di Terry Gilliam, a partire proprio dal wellesianamente sfortunato film su Don Chisciotte, letteralmente “perso nella Mancha”, per arrivare al suicidio di Heath Ledger durante le riprese di Parnassius; nel frattempo un paio di film che non hanno lasciato il segno che meritavano (soprattutto Tideland). A questo punto il buon Gilliam deve aver pensato che forse era meglio resettare tutto, abbandonare mondi capovolti o specchi da attraversare, lasciare i fratelli Grimm ai loro fantasmi e ritornare in un territorio che nel passato gli ha dato sicuramente qualche soddisfazione in più, ovvero l'immaginarsi mondi futuribili e società distopiche.

Il regista di Brazil ha preso i pochi soldi raccolti insieme al suo protagonista Christoph Waltz (qui nelle vesti anche di produttore) ed è volato in Romania per girare The Zero Theorem, giustamente in concorso alla 70ma Mostra del Cinema di Venezia. Sebbene si debba fare riferimento proprio a Brazil per l'idea di partenza (una società pseudo futura in cui la vita delle persone è messa sotto controllo), The Zero Theorem è un film radicalmente diverso, che segue percorsi narrativi e formali molto distanti dall'orwelliano predecessore. Ad iniziare proprio dalla storia incentrata sulla vicissitudini di Qohen Leth (Waltz), un solitario programmatore della multinazionale ManCom, in preda ad un devastante esaurimento nervoso che lo ha reso completamente glabro e che lo porta insistentemente a chiedere di poter effettuare il suo lavoro da casa, in attesa di una chiamata che gli spieghi il perché della sua esistenza. Finalmente Management (Matt Damon), il capo della ManCom, lo accontenta affidandogli il compito di risolvere il 'Teorema Zero', ovvero trovare la formula che dimostri come tutto l'esistente sia uguale a zero; durante questa sua impossibile impresa (la soluzione è persa in un videogioco a metà strada tra Tetris e Minecraft) piombano nella sua casa-chiesa improbabili personaggi come Bainsley (Melanie Thierry), una cyberprostituta che si innamora di lui, Bob (Lucas Hedges) un giovane hacker figlio di Management, che dovrebbe aiutarlo nell'impresa, e Joby (David Thewlis) il suo supervisore che vorrebbe diventare anche suo amico; in tutto questo la chiamata non arriva e con essa neanche il senso della vita. Ed è proprio al pythoniano Senso della vita che The Zero Theorem si rapporta in modo più diretto, non a caso è con un buco nero nello spazio che il primo film finisce ed il secondo inizia, quasi si trattasse dello stretto passaggio di una clessidra lunga esattamente trenta anni.

Gilliam si trova evidentemente ancora a proprio agio nel mostrarci un futuro improbabile partendo dalle probabilità di un presente che virtualizza e sterilizza i rapporti umani, come dice candidamente la ragazza: “Io non ci penso nemmeno a farmi penetrare, ma vai sul mio sito e faremo ciò che vuoi.” Comunque The Zero Theorem non è l'ennesimo pistolotto sui rischi della rete e su quanto sia pericoloso chiudersi in casa davanti a un computer scambiandolo per il mondo reale, anzi la forza centripeta della nevrosi mistica che schiaccia ed esaspera il povero Qohen trova proprio nella fuga virtuale una delle sue poche valvole di sfogo.

Sebbene sia stato girato con un budget molto limitato The Zero Theorem mantiene il forte impatto visivo caratteristico dei film di Gilliam, il quale non sembra poter rinunciare a certi eccessi barocchi anche nella direzione degli attori, che sono chiamati a esagerare i tratti dei loro personaggi, creando un contesto in cui Waltz sembra trovarsi fin troppo a suo agio.

Insomma, si può dire che il buon vecchio Gilliam è tornato e, con lui, anche l'ironia sferzante dei vecchi tempi, quindi mi raccomando: “Siate sempre gentili. Evitate i grassi. Leggete un buon libro ogni tanto. Fate molte passeggiate. Vivete in pace ed armonia con gente di ogni fede e nazione.” Ecco il senso della vita. Parola dei Monty Python.


Cast & Credits




il regista Terry Gillian (foto CBS/News)
il regista Terry Gilliam (foto CBS/News)

Cast & credits

Titolo 
The Zero Theorem
Origine 
USA
Anno 
2013
Colore 
Regia 
Terry Gillian
Interpreti 
Christoph Waltz (Qohen Leth)
Mélanie Thierry (Bainsley)
David Thewlis (Joby)
Lucas Hedges (Bob)
Matt Damon (Management)
Ben Whishaw (Doctor3)
Tilda Swinton (Dr. Shrink-Rom)
Produzione 
Nicolas Chartier e Dean Zanuck
Scenografia 
Gina Stancu
Costumi 
Carlo Poggioli
Sceneggiatura 
Pat Rushin
Fotografia 
Nicola Pecorini
Effetti speciali 
Martin Borell
Musiche 
George Fenton