Dalla Cina senza furore
Quando un teatro importante affida un'opera di repertorio a un regista generalmente considerato d'avanguardia, è segno che vuole qualcosa di nuovo, di diverso, di creativo, magari con punte di audacia e, laddove possibile, di provocazione. Quando l'opera in questione è Turandot, titolo di strarepertorio e prediletto per allestimenti in genere disneyano, questo desiderio da parte della committenza mi pare particolarmente chiaro. Uno dei motivi di interesse per

Stavolta, però, qualcosa non ha funzionato. Corsetti sostanzialmente non ha preso posizione; non ha impostato la sua regia prendendo una distanza “critica” dall'opera, né esplicitando sottotesti e sottintesi finora inesplorati della vicenda. Né ha scelto l'opzione del lavoro minuzioso sugli attori, né, come era ovvio attendersi, della decorazione fastosa. Per che cosa ha optato allora? Difficile da dire. C'era un po' della Cina delle favole, ma con poche sete e ori, pochissime pagode e niente draghi (scene e costumi di Giorgio Barberio Corsetti e Cristian Taraborrelli). C'erano momenti di distanza “critica”, il divertente siparietto di Ping, Pang e Pong nel secondo atto con proiezioni chroma key, e quello meno felice nel primo quadro del terzo, ma erano brevissimi, oltre che evidenti ricicli dalla Pietra del paragone. C'erano poi un po' di saliscendi delle scene (
Meglio la parte musicale, soprattutto la direzione di Valery Gergiev che, sebbene non esente da difetti di coordinazione tra buca e scena, ha ottenuto dall'orchestra e dal coro della Scala nella loro forma migliore un suono spettacolare: mai nella mia memoria avevo sentito un Puccini così modernista, scintillante e spietato. A questo scopo Gergiev ha messo in sordina le sfumature sentimentali della partitura: almeno lui una scelta chiara ha avuto il coraggio di farla.

Meno uniforme la prestazione dei cantanti. La migliore della serata è stata senza alcun dubbio Ekaterina Scherbachenko (Liù), interprete perfetta dal punto di vista vocale, musicale e scenico: a lei e al direttore sono andati i maggiori consensi del pubblico. Lise Lindstrom, nonostante una tecnica solida, non è stata invece una Turandot trascinante, colpa del registro medio poco voluminoso, che l'ha penalizzata nei passaggi centrali dell'aria d'esordio. La sua caratura di interprete è comunque emersa nel corso della recita, e, dopo la bella prova nel duetto del terzo atto, le ha anche assicurato un'ovazione agli applausi finali. Qualche problema l'ha invece avuto il tenore Stuart Neill (Calaf). Non aiutato da una figura imponente, Neill è stato un Calaf generico, sotto il profilo vocale in difficoltà in alcuni momenti topici (all'impervio «tutta ardente d'amor!» del secondo atto si è temuto il peggio) e in tutta la parte finale dell'opera. Bene gli altri interpreti: Marco Spotti (Timur), Antonello Ceron (Altoum), Angelo Veccia (Ping), Luca Casalin (Pang), Carlo Bosi (Pong). In particolare gli ultimi tre hanno mostrato anche ottime capacità attoriali nel siparietto con telecamere e proiezioni dei loro primi piani all'inizio del secondo atto.
Turandot

Cast & credits
| Titolo
Turandot |
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| Origine
Italia |
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| Anno
2011 |
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| Durata
3 h ca. |
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| Data rappresentazione
16 aprile 2011 |
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| Città rappresentazione
Milano |
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| Luogo rappresentazione
Teatro alla Scala |
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| Prima rappresentazione
10 aprile 2011 |
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| Libretto
Giuseppe Adami e Renato Simoni |
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| Regia
Giorgio Barberio Corsetti |
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| Interpreti
Lise Lindstrom (Turandot) Antonello Ceron (L’imperatore Altoum) Marco Spotti (Timur) Stuart Neill (Il principe ignoto - Calaf) Ekaterina Scherbachenko (Liù) Angelo Veccia (Ping) Luca Casalin (Pang) Carlo Bosi (Pong) Ernesto Panariello (Mandarino) Maria Blasi (Prima ancella) Barbara Lavarian (Seconda ancella) Jaeheui Kwon (Il principe di Persia) |
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| Produzione
Teatro alla Scala |
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| Scenografia
Giorgio Barberio Corsetti e Cristian Taraborrelli |
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| Costumi
Giorgio Barberio Corsetti e Cristian Taraborrelli |
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| Coreografia
Ricky Sim |
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| Luci
Pasquale Mari |
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| Musiche
Giacomo Puccini (finale realizzato da Franco Alfano sulla base degli abbozzi dell’autore) |
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| Orchestra
Orchestra del Teatro alla Scala |
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| Direzione d'orchestra
Velery Gergiev |
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| Coro
Coro del Teatro alla Scala, Coro di voci bianche dell’Accademia del Teatro alla Scala |
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| Maestro del coro
Bruno Casoni |
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| Note
Video: Pierrick Sorin |