Viaggio nelle periferie

di Carmelo Alberti

Data di pubblicazione su web 20/04/2010

Una scena

Da qualche tempo Alessandro Gassman è impegnato a definire in ambito teatrale una personale espressività scenica, da un lato attraverso la frequentazione di una drammaturgia inedita, tradotta e adattata per i palcoscenici italiani attraverso le contaminazioni delle lingue, dall'altro mediante un'indagine sulle matrici delle tensioni sociali. Qualche anno addietro, ad esempio, con La forza dell'abitudine di Bernhardt, aveva posto in evidenza una condizione umana bloccata dall'inettitudine e dall'impotenza, utilizzando un registro grottesco che sfruttava le inflessioni dialettali. Ora con Roman e il suo cucciolo, il testo di Reinaldo Povod tradotto e adattato da Edoardo Erba, ma profondamente elaborato dall'apporto dello stesso Gassman e della sua compagnia, l'indagine sul male di vivere si complica, evidenziando un mondo aspro di periferia; anche stavolta, la scelta delle parlate regionali e delle deformazioni linguistiche viene fuori con decisione.

 

Nell'originale di Povod, intitolato Cuba and His Teddy Bear, scritto nel 1986 e rappresentato presso il New York City's Public Theater con Robert De Niro (Cuba), Ralph Macchio (Cucciolo) e Burt Young (Geco), è coinvolta la comunità dei latinos. L'edizione prodotta dalla Società per Attori, dallo Stabile del Veneto e da quello d'Abruzzo, con il patrocinio di Amnesty International, invece, vede al centro la comunità dei rumeni e il fenomeno dell'emarginazione che si può riscontrare in una periferia metropolitana qual è la Casilina a Roma.

 


Una scena d'insieme

 

Lo spettacolo ha viaggiato, in questi mesi, in vari teatri delle province italiane, riscontrando anzitutto un intenso coinvolgimento degli spettatori: si può dire come non capiti molto spesso di vedere il pubblico seguire con attenzione, gioendo e palpitando all'unisono con i protagonisti.

 

Una prima rappresentazione ufficiale si è tenuta al Teatro Manzoni di Pistoia, il 13 marzo 2010, prima di arrivare al Teatro Verdi di Padova e al Teatro Goldoni di Venezia, le sedi del Teatro Stabile del Veneto, l'istituzione della quale dallo scorso gennaio Gassman è direttore artistico.

 

L'allestimento con le scene di Gianluca Amodio, i costumi di Helga Williams, le musiche di Pivo & Aldo De Scalzi, le luci di Marco Palmieri, il sound design di Massimiliano Tettoni e le istallazioni di Marco Schiavoni colloca la storia nella caotica baracca di Roman, spacciatore rom e padre-padrone di Cucciolo, il figlio avuto dal matrimonio con un'italiana che, in seguito, lo ha lasciato per un'altro. In un interno familiare, animato in chiave cinematografica da trasparenze oniriche e proiezioni-video, quel rumeno analfabeta, spacciatore di coca, poco pratico della lingua italiana, rispettoso della memoria della madre e delle profezie di una zingara, che l'ha incatenato al culto di una madonna nera, è ossessionato dal desiderio di preservare, a suo modo, il figlio dai pericoli della società.

 

Alessandro Gassman
 

Alessandro Gassman trasmette al suo personaggio un'energia emotiva davvero esemplare, modulando una figura lacerata dalla paura e dal dolore, sempre pronto a impugnare la pistola contro ogni persona che si presenta davanti al suo sguardo sospettoso. Quando Roman evoca la memoria della madre, colei che l'ha fatto scappare dal regime asfissiante di Ceauşescu, stabilisce un legame atavico, indissolubile e, insieme, nefasto. Gli fa da spalla Geco, uno strambo compagno di galera, che blatera in dialetto pugliese, alla stregua di un malvivente del tempo andato, tanto fedele quanto attento a non oltrepassare mai il limite dell'amicizia, recitato ad arte da Manrico Gammatora.

 

Lo spazio della casa-rifugio è articolato su più livelli, con un angolo cucina, un bagno e una stanza superiore, dove Cucciolo prova a rinnegare ogni identità etnica e immagina un riscatto impossibile attraverso la stesura clandestina di un romanzo poeticamente disperato, vissuto come antidoto alla febbre di correre a bucarsi; tale personaggio è affidato all'appassionato Giovanni Anzaldo, un giovane attore di scuola torinese che si dimostra un'autentica rivelazione.

 

Alessandro Gassman
 

Poi, compare Dragos, un altro trafficante rumeno, reso impetuosamente da Matteo Taranto; è un criminale di nuova generazione, prepotente e sadico ma inconsistente e vanaglorioso; la sua vittima indifesa è una giovane prostituta, soprannominata Lourdes, che l'attrice Natalia Lungu recita con toccante tenerezza. Un'altra figura ben caratterizzata è quella del Che, il tossico-poeta che esercita un fascino morboso su Cucciolo, forse perché una sua canzone è entrata in finale a Sanremo, interpretato sul filo del disprezzo verso la vita e la morte dal fantasioso Sergio Meogrossi. Infine, appare un giovane e goffo Pusher, privo di rispetto, detto con disinvoltura da Andrea Paolotti.

Il finale della storia è tragico e, insieme, stravagante, quasi un inabissamento nell'autodistruzione, unico rimedio possibile allo stato di paura che governa il comportamento di Roman. L'idea di Gassman, che costituisce una prova evidente del progetto artistico che vuol dare allo Stabile del Veneto, vince sia per la solidità dell'impianto registico, che indaga a fondo la fisionomia più segreta delle periferie più emarginate del mondo, sia per aver saputo sfruttare la fantasia creatrice di un gruppo di bravi attori. Lo spettacolo si rivela come un'indagine implacabile sulle matrici della discriminazione sociale in un mondo diventato plurale, ma ancor più disumano.

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Roman e il suo cucciolo

Cast & Credits




Cast & credits

Titolo 
Roman e il suo cucciolo
Anno 
1986
Data rappresentazione 
13 marzo 2010 / 14 aprile 2010
Città rappresentazione 
Pistoia / Venezia
Luogo rappresentazione 
Teatro Manzoni / Teatro Goldoni
Prima rappresentazione 
13 marzo 2010
Titolo originale 
Cuba and his Teddy Bear
Autori 
Reinaldo Povod
Traduzione 
Edoardo Erba
Regia 
Alessandro Gassman
Interpreti 
Alessandro Gassman (Roman)
Manrico Giammarota (Geco)
Sergio Meogrossi (Che)
Matteo Taranto (Dragos)
Giovanni Anzaldo (Cucciolo)
Natalia Lungu (Lourdes)
Andrea Paolotti (Pusher)
Produzione 
Società per Attori Teatro Stabile del Veneto Teatro Stabile d'Abruzzo con il patrocinio di AMNESTY International
Scenografia 
Gianluca Amodio
Costumi 
Helga H. Williams
Suono 
Massimiliano Tettoni
Luci 
Marco Palmieri
Musiche 
Pivio & Aldo De Scalzi