Il sentiero di Godot
Nonostante gli ingenti tagli ai fondi per lo spettacolo abbiano complicato indiscutibilmente l'attività dei teatri, la tenacia dei teatranti e la voglia di realizzare cartelloni all'altezza delle aspettative hanno dato vita ad un impegno generale affinché le stagioni potessero apportare i risultati sperati. Così è stato anche per il Teatro Stabile di Genova, cui si deve riconoscere il pregio di avere mantenuto alti i livelli della programmazione anche per

Eros Pagni e Ugo Pagliai
La prima stagionale del Teatro Stabile di Genova è stata affidata a una pietra miliare della letteratura teatrale, l'opera senza dubbio più nota di Samuel Beckett, quell'Aspettando Godot, che ha così fortemente influenzato il teatro successivo e la cui fortuna dal secolo scorso si è, inevitabilmente, tramandata a quello attuale. Il testo di Beckett s'inserisce a pieno titolo nel genere del teatro dell'assurdo, inteso come profonda riflessione sul senso, o meglio, sul non-sense dei gesti quotidiani e dell'esistenza degli esseri umani. Gogo e Didi aspettano Godot in una landa deserta, caratterizzata esclusivamente dalla presenza di un albero (un salice piangente senza foglie) e di un sentiero: i due cercano continui pretesti per dare un senso all'attesa, così come nella vita si trova sempre “qualcosa per dare l'impressione di esistere”. Nella visione di Beckett, l'esistenza dell'uomo è, quindi, un insieme di gesti senza senso, ripetitivi, surreali, forse (addirittura) inesistenti, in un tempo indefinito e nell'attesa di qualcosa di cui non si conosce l'entità, né si sa se mai arriverà.

una scena dello spettacolo
Il regista Marco Sciaccaluga ha scelto di dirigere lo spettacolo affidandosi alla concretezza dei gesti e delle situazioni rappresentate, attuando mirate scelte sia a livello di allestimento scenico, sia nell'interpretazione. Se si considerano le tematiche affrontate nel testo di Beckett, sembrerebbe che si tratti di un paradosso, se non fosse che la messinscena ha luogo all'interno di una sorta di bolla, che dà la sensazione di trovarsi davanti a un diorama e invita il pubblico a osservare con distacco la sequenza degli eventi, inducendolo alla riflessione. Il regista ha, inoltre, potuto avvalersi dell'interpretazione di due attori del calibro di Eros Pagni e Ugo Pagliai (nei panni, rispettivamente, di Vladimiro ed Estragone), che non hanno tradito le aspettative; va però segnalata anche l'ottima interpretazione di alcuni giovani provenienti dalla Scuola del Teatro Stabile di Genova, tra cui si è distinto, in particolare, Gianluca Gobbi.

Eros Pagni e Ugo Pagliai
Cast & credits
| Titolo
Aspettando Godot |
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| Anno
2009 |
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| Città rappresentazione
Genova |
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| Luogo rappresentazione
Teatro della Corte |
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| Prima rappresentazione
20 ottobre 2009 |
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| Autori
Samuel Beckett |
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| Traduzione
Carlo Fruttero |
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| Regia
Marco Sciaccaluga |
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| Interpreti
Ugo Pagliai (Estragone) Eros Pagni (Vladimiro) Gianluca Gobbi (Pozzo) Roberto Serpi (Lucky) Alice Arcuri (Il ragazzo) |
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| Produzione
Teatro Stabile di Genova |
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| Scenografia
Jean-Marc Stehlé, Catherine Rankl |
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| Costumi
Catherine Rankl |
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| Luci
Sandro Sussi |
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| Musiche
Andrea Nicolini |