Così (per fortuna) non fa nessuna
Il sesso raccontato è una cosa seria che, come tutte le cose serie, può e anzi deve essere vista con ironia e con qualche divertimento: sennò è come nei porno, che sono soltanto per poveri di spirito e guardoni imbranati e sudaticci. Lo stesso in televisione. Bisogna essere bravi attori e attrici, bravi registi col dono della levità, bravissimi sceneggiatori, insomma bravi autori e interpreti. In caso contrario ci sono solo due possibilità: o si va nel noioso oppure si scende nei bassifondi del pecoreccio. Tertium non datur.
La premessa è d'obbligo perché su Italia1, che a nostro parere è la peggiore delle reti televisive nazionali e sicuramente la più inutile di Mediaset, da qualche giorno va in onda una serie in fascia protetta, come dicono i moralisti della domenica, circa alle 20. Che si intitola, mozartianamente (!), Così fan tutte, con l'aggiunta di …o quasi. È interpretata (!) dal duo Alessia Marcuzzi e Debora Villa (già vista in Camera Café), e scimmiotta anche nella sigla Sex and the City, una delle serie a nostro parere più noiose della Tv americana, tradotta di recente in un film inguardabile. Sai che novità.
(Qui ci sia permessa una parentesi, però istruttiva dello stato in cui versa l'italico giornalismo. Citiamo dal “Corriere della Sera” del 9 settembre, a firma Alessandro Sala: secondo cui la serie “dall'omonimo film di Tinto Brass del 1992 sembra dunque non avere preso solamente il titolo”. Ora, dico, a me questo titolo chissà perché fa venire in mente Mozart: Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti (K 588), 1790, opera lirica in 2 atti appunto del magno Wolfgang Amadeus. È la terza ed ultima delle tre opere italiane scritte dal compositore su libretto di Lorenzo da Ponte – citiamo volutamente da Wikipedia, per far vedere che anche un giornalista in tre secondi può documentarsi. Tinto Brass, che è colto, riprese ironicamente il titolo mozartiano. Ma per il “Corriere”, festivalaccio puttanesco di Venezia imperante, Mozart non esiste. O bravi).
Chiusa parentesi. Forse qualcuno l'ha vista, Così fan tutte, dopo il can-can moralisticheggiante che se n'è fatto. Don Mazzi, toh chi si rivede, ha per esempio detto che dovrebbe intervenire Berlusconi: che sarebbe una battuta notevole se detta con ironia, e invece l'ha detta sul serio – cose da preti, davvero. È una sit-com in pezzetti, insomma scenette, fra le due signore o signorine, in situazioni che dovrebbero essere divertenti, aventi per tema il sesso. E vabbè: si sarebbe sopravvissuti anche a questo, dopo sit-com in un falso aereo che vi fanno amare per tutta la vita anche i treni con i pidocchi, o dopo una macchinetta da caffè all'inizio curiosa, e poi sempre più inutile al punto da farvi diventare fans del tè, e varie tristezze con
Ma come si è detto più sopra il sesso, come argomento, è difficile. Un po' come le barzellette su quella roba lì: o sono eccezionali (una su un milione) e raccontate bene (praticamente mai), o sono mortificanti e fanno piangere di vergogna forse anche chi le dice e soprattutto chi le ascolta. Così fan tutte (quello di Italia1, per la chiarezza) appartiene a questa seconda categoria. Non si ride, mai.
Fate vedere la serie ai vostri figli – vedete che non siamo donmazziani? Poi spiegate loro che il sesso è un'altra cosa, che il buongusto è un'altra cosa, e che anche la televisione potrebbe essere un'altra cosa. E che
PS. In Harry ti presento Sally, forse ricorderete che dopo la scena del falso orgasmo c'è una battuta finale degna dell'Oscar (quando si dice gli sceneggiatori geniali). Il cameriere va a chiedere l'ordinazione a una signora anzianotta e bruttina, che ha visto a occhi sbarrati la scena di Meg Ryan. “La stessa cosa che ha preso lei”, sussurra quella. Qui, di chiedere un wurstel non sarebbe venuto in mente neanche al mostro di Milwakee.
Ultim'ora. Apprendiamo adesso (così si diceva una volta nelle ultime edizioni dei giornali) che dopo le proteste dei genitori (quelli che- noi ce li immaginiamo così - di solito in casa smoccolano, mandano a quel paese la moglie o peggio, e guardano solo le partite di calcio urlando frasi irriferibili) Italia1 ha deciso di spostare il programmaccio alle 23. Come se le ore notturne migliorassero la qualità. Che è sempre un bel modo di trattare chi tira tardi: che colpa ne ha chi è insonne? Dopotutto che non riesce a dormire, gli danno anche questa robaccia? Un consiglio finale: una bella camomilla, e andate a letto presto.