Sole e ṣle
Che eventuali leghisti in lettura e in collegamento ci perdonino se, per cedere al giochino di parole, ci siamo lasciati andare al romanesco imperante che anche a noi, lo ammettiamo, più o meno cordialmente (piuttosto meno, a dire il vero) dà fastidio. Ma cosa volete farci: dopo un agosto caldo come una foresta pluviale, e un po' di refrigerio cercato e non trovato davanti al televisore – sarebbe stato meglio davanti al condizionatore –, questo calembour facile facile c'è venuto così.
Del resto, come chiamereste voi un'estate fatta (in televisione) di repliche a go-go, di riciclaggi visti e rivisti, di prime serate a colpi di telefilm sui carabinieri (peggio delle barzellette, l'abbiamo detto un'altra volta), di talk show invernali rimessi in onda sic et simpliciter che vi lasciano lì per lì di stucco (la gente ha la giacca pesante, come se fosse in uno studio con freddo polare a fine agosto): insomma, come la chiamereste? Fregatura? Presa per i fondelli? Benissimo: solo che tutto questo non fa rima con il sole. Quindi: sòle – pardon.
Ma, siccome siamo ottimisti nonostante tutto, una bella notizia c'è: chiude Sentieri. Era nato, pensate, ben 72 anni fa. Uno si chiede: o che c'era la televisione, tre quarti di secolo fa? No, ma cominciò alla radio, eccezionale esempio di trasferimento da un medium a un altro non solo indolore, ma anzi glorioso: nel
Una delle sòle più strepitose, proprio una solona, è secondo il nostro immodesto parere la bestialità che ci ha afflitto tutte le sere sulla RaiUno e che si chiama, bontà loro, Super Varietà. Trattasi, come è noto, di spezzoni senza capo né coda, e messi insieme a caso, di vecchie trasmissioni di varietà della Rai. Un guazzabuglio mai visto e indecoroso. Ecco che si alternano senza alcun criterio vecchi Vianello & consorte (quando lavoravano alla Rai: più o meno ai tempi delle Guerre d'Indipendenza), vecchissimi spezzatini di Beppe Grillo giovane e magro come un grissino (però bravo anche perché non ancora ‘maestro del pensiero': ma anche lì siamo all'incirca poco dopo
Insomma un caravanserraglio quasi indecente, imbarazzante, lungo, con dialoghi da recita all'oratorio e che non finiscono mai, birignao (o birignai? boh) da teatro di periferia, vestiti brutti, coreografie umilianti, battute da brivido e da arresto immediato, e nel complesso immagini di un paese (proprio un paese-paese, vogliamo dire, non un Paese con la maiuscola) arretrato, provinciale, immerso in una melassa fastidiosa da regime: se si pensa che il povero Noschese, che a rivederlo fa cadere le braccia, ebbe noie con la censura democristiana per qualche (in fondo, servile) imitazione di politici che non avrebbe scandalizzato neanche una suora di clausura, c'è da sentirsi male. Ogni tanto (sarebbero i recentiores) il duo Bonolis & Laurenti, così insopportabili (tutt'e due) e presuntuosi (il primo) da ringraziare il cielo che se li siano presi armi e bagagli a Mediaset.
Ci siamo chiesti il perché di queste riesumazioni: in molti casi vere e proprie, visto che sono morti quasi tutti (e qualcuno purtroppo no). Se era per far vedere che
O beccatevi questa sòla anche da noi.
PS. Per onestà critica, chi scrive dichiara qui solennemente che si gloria di non aver mai visto neanche una puntata delle 17.762 di Sentieri. Vogliamo la registrazione che ci spetta sul Guinness, grazie, insieme a quelle degli scervellati che se le sono viste tutte.