Il labirintico universo buio di Krapp

di Simone Gallinella

Data di pubblicazione su web 29/06/2009

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Una lunga pioggia di ricordi in L'ultimo nastro di Krapp. E poi squarci assordanti di luce abbagliante a riempire il tempo e lo spazio di un'esistenza non vissuta. Robert Wilson, oltre a firmare la regia e l'allestimento, veste per l'occasione i panni di Krapp, in questo spettacolo commissionato da Spoleto52 Festival dei 2Mondi. Edizione, in cui il regista texano è tornato con una doppia proposta beckettiana: Giorni Felici e L'ultimo nastro di Krapp, ambedue andati in scena al Teatro Caio Melisso.    


Krapp è un uomo anziano. È il suo settantesimo compleanno. Seduto alla scrivania si prepara a fare una registrazione su bobina delle sue considerazioni rispetto all'anno trascorso, come ha sempre fatto il giorno del suo compleanno. Elegantemente vestito, degli stessi colori (grigio e nero) del mobilio della sua stanza, riordina meticolosamente e ossessivamente ogni sensazione, oggetto e ricordo. Salvo quelle calze rosse indossate da Krapp, in fondo alla scena, mai illuminate, dimenticate. Tutti gli eventi della propria vita sono registrati e annotati in un enorme registro, che gli consente di accedere facilmente al suo passato. Nel prepararsi alla nuova incisione, ascolta una registrazione di circa trent'anni prima. Sente la voce dell'uomo fiducioso e speranzoso nel fiore dei suoi anni. Stenta a riconoscersi.


Con precisione e rigore di movimento, di luce e di suono, Wilson, si addentra nell'abisso del suo personaggio, ne indaga profondità, necessità, manie, tic e perversioni, restituendocelo in una visione estremamente particolare e allo stesso tempo universale. Riderà con ironia di se stesso Krapp, nel risentire (più volte), la fine di una sua vecchia relazione con una donna (Effi). Krapp domina tutto. Per assecondare le proprie paure ha imparato a dominare la sua stanza-prigione, la pioggia, l'arte, la luce, l'età. Ai tempi della registrazione il giovane, vedeva la rottura come inevitabile e pregustava nuove conquiste e trionfi. Ora, guardando indietro, si rende conto che quella donna è stata l'ultimo grande amore della sua vita, e nel rinunciare a lei ha perduto, la possibilità di essere felice. Se da un lato, quelle calze rosse, tornano a stonare nel contesto generale della scena, dall'altro, faranno da guida a una sala che, addentratasi nel labirintico universo buio di Krapp, scorge in lontananza la luce fioca di un faro, segno di vita, di confronto, di altri. Krapp scappa. L'Amore in lui, si maschera in Terrore. Ha perso. D'ora in poi potrà solamente vivere, come nel finale, di quella luce riflessa dalle sbarre della sua stanza-prigione, continuando ossessivamente ad incidere bobine, prive di vita.






Cast & credits

Titolo 
L'ultimo nastro di Krapp
Anno 
2009
Data rappresentazione 
27 giugno 2009
Città rappresentazione 
Spoleto
Luogo rappresentazione 
Teatro Caio Melisso
Prima rappresentazione 
28 ottobre 1958 Royal Court Theatre di Londra
Evento 
Spoleto52 festival dei 2Mondi
Titolo originale 
Last Krapp's Tape
Autori 
Samuel Beckett
Regia 
Robert Wilson
Interpreti 
Robert Wilson (Krapp)
Produttori 
CRT Artificio Milano
Scenografia 
Robert Wilson
Costumi 
Yashi Tabassomi
Suono 
A.J. Weissbard
Luci 
Robert Wilson
Lingue disponibili 
in inglese con sottotitoli in italiano
Note 
Disegno suono: Peter Cerone / Jesse Ash Assistente alla regia e direttore di scena: Sue Jane Stoker Aiuto regia: Charles Chemin Assistente alle luci: Xavier Baron Direttore tecnico: Amerigo Varesi