Una pièce interminabile
Il Napoli Teatro Festival Italia, alla sua seconda edizione, apre il sipario con lo spettacolo Pièce noire di Enzo Moscato a ventiquattro anni della sua unica messinscena che fu rappresentata nel 1987 per la regia di Chérif, con l'interpretazione di Marisa Fabbri. Il Napoli Teatro Festival ha proposto allo stesso autore la regia del suo testo che nel 1985 vinse il Premio Riccione Ater per il teatro.
L'autore, considerato insieme ad Annibale Ruccello e Manlio Santanelli uno tra i protagonisti della drammaturgia contemporanea napoletana del dopo Eduardo, mette in scena una pièce nera, delirante, surreale. La storia rappresentata al Mercadante, rivisitata dallo stesso autore, prodotta dal Napoli Teatro Festival e Mercadante Teatro Stabile di Napoli in coproduzione con la Compagnia di Enzo Moscato e Benevento Città Spettacolo, risulta diversa ed opposta rispetto a quella di 24 anni fa.
La vicenda è quella di Ballerina – chiamata adesso la Signora (Lucia Poli) – che diventata ricca sogna di materializzare nei locali notturni dei quali è proprietaria, quell'angelo che mai era riuscita ad incontrare quando faceva la prostituta nel porto di Napoli. La signora decide di allevare dei bambini e di istruirli al canto e alla danza, per trasformarli in cigni androgini, esponendoli all'ammirazione altrui, dai quali esige gratitudine e castità totali. Quando questi ultimi cercano di emanciparsi da lei, li uccide. In casa ha tre delle sue creature: Hong Kong Suzy (Lalla Esposito), Shangai Lil (Gea Martire) entrambe lontane dal sogno di perfezione della loro stessa creatrice e Desiderio (Valentina Capone), il cigno androgino che lei crede quasi vicino alla perfezione. Nel finale avviene un altro cambiamento, la signora non educa più altri bambini e l'unico angelo che lei incontra - interpretato dallo stesso Moscato - è quello nero della morte. Quest'angelo nero le invia una coppa avvelenata, per mezzo di un suo doppio, come quella che ha ucciso poco prima Desiderio. Il nome di Shangai Lil ricorda e rimanda alla femme fatale interpretata da Marlene Dietrich in Shangai Express, melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo ed erotismo, idolo enigmatico, creazione di un archetipo di angelo del male.
Enzo Moscato, regista, rivisita il testo originale cambia i nomi dei personaggi, le loro identità sessuali e il luogo. Riduce il testo originale da tre ore a due (poteva tagliare ancora) per favorire la gestualità, la corporalità resa drammaturgicamente con scatti nevrotici e movimenti da arti marziali che traducono l'illusione di una forma perfetta mai raggiunta. Il piano onirico e magico è valorizzato più di quello linguistico-razionale. I personaggi di Desiderio, Hong Kong Suzy e Shangai Lil sono interpretati da attrici e non più da attori. L'elemento notturno si confonde e s'intreccia con il sogno, l'incubo, il desiderio, l'impalpabilità. Il regista, nel confondere le cose, confonde lo spettatore che fatica a comprendere e seguire una pièce lenta e interminabile.
All'inizio della rappresentazione - nell'inciucio dei cinque travestiti-commarelle-sembra di assistere all' “uno, doje, tre e quatt” di Roberto de Simone nella Gatta Cenerentola. Il tempo è sospeso, non è riconoscibile, come il luogo entro il quale si muovono i personaggi. I personaggi si muovono in una casa buia pervasa da una luce rossa, sul lato sinistro una tolettina con alcune rose rosse che ricordano quelle de Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello. Al centro della scena è posto un tavolo con due sedie inserito in un cerchio “magico” diviso verticalmente a metà da un rivolo di sangue che dalla porta d'ingresso della casa arriva fino in proscenio. Sul lato destro s'intravede un armadio aperto dal quale spuntano vestiti colorati, sgargianti, maschere di un mondo altro.
Il sangue diviene l'unico simbolo riconoscibile di una storia tragica e feroce che si alimenta dei suoi stessi personaggi neri. La magia incarnata dalla monaca - una magnetica Maria Luisa Santella – riconduce a tutto il substrato esoterico di una Napoli misterica, con l'ausilio di un eloquio variegato fra italiano e latino, napoletano e frasi magiche. Tutti i personaggi agiscono travestiti col tentativo di trasfigurare le cose altro da sé, utilizzando continue citazioni da avanspettacolo. La lingua barocca mista ad elementi della tradizione e slang attuali avvicina l'autore napoletano ai grandi artisti del Novecento come Antonin Artaud, Jean Genet e Pier Paolo Pasolini.
Lo sguardo dell'autore appare maturo e distaccato, non è solo autore e regista ma entra in scena in due fugaci apparizioni. La carica di una poetica della diversità risuona anche nella scelta musicale con le canzoni di Patty Pravo. Sisina (Cristina Donadio) è l'unica portatrice di concretezza, di verità, l'unica che parla sempre in dialetto napoletano e che nella recitazione - ben calibrata - ricorda le spalle eduardiane.
Pièce noire
Cast & credits
| Titolo
Pièce noire |
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| Anno
2009 |
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| Durata
120 minuti |
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| Data rappresentazione
4 - 6 giugno 2009 |
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| Città rappresentazione
Napoli |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Mercadante |
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| Prima rappresentazione
1987 |
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| Evento
Napoli Teatro festival Italia |
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| Titolo originale
Pièce noire (Canaria) |
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| Autori
Enzo Moscato |
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| Autori testo d'origine
Enzo Moscato |
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| Regia
Enzo Moscato |
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| Interpreti
Lucia Poli (La signora) Lalla Esposito (Hong Kong Suzy) Gea Martire (Shangai Lil) Valentina Capone (Desiderio) Maria Luisa Santella (La monaca) Cristina Donadio (Sisina) Enzo Moscato (angelo nero) Gino Curcione (Grete Garbo) Tonino Taiuti (Giggino) Carlo Di Maio (en travesti) Giuseppe Affinito jr (en travesti) Salvatore Chiantone (en travesti) Agostino Chiummariello (en travesti) Salvio Moscato (en travesti) |
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| Produzione
Napoli Teatro Festival Italia e Mercadante Teatro Stabile di Napoli in coproduzione con: Compagnia Enzo Moscato in collaborazione con: Benevento Città Spettacolo |
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| Scenografia
Paolo Petti |
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| Costumi
Tata Barbalato; ali indossate da Moscato realizzate da Tramontano |
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| Fotografia
Fiorenzo de Marinis |
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| Luci
Cesare Accetta |
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| Note
Selezione musicale: Giankamos Brani originali: Carlo Faiello Assistente alla regia: Carlo Guitto Direttore di scena: Gino Grossi Assistente ai costumi: Luciano Briante |