La festa di Abbado
Quasi una battaglia. La cascata di fiori che, da un palco di proscenio, le madame degli Abbadiani Itineranti (il circolo creatosi dopo l'ormai remota e oggi, pare, prossima a concludersi diaspora milanese del grande direttore) fa piovere sul loro adorato maestro e sulla sua orchestra si trasforma in un certame carnascialesco: i ragazzi della Mahler Chamber Orchestra raccolgono i boccioli di rosa caduti sulle loro teste e se li rimpallano l'un l'altro, lanciandoli poi anche in platea. A Claudio Abbado, che osserva divertito e con gli occhi sgranati, bambino settantaseienne ancora capace di stupirsi per i miracoli della musica, ne arrivano solo un paio di spalle.
Insomma, ogni concerto di Abbado è una festa: ma stavolta la festa è stata proprio grossa. E per almeno tre ragioni. La prima è che questo concerto di Ferrara, replicato l'indomani a Reggio Emilia, sancisce un'evoluzione del rapporto tra il direttore milanese e il Fidelio. Spiace dirlo, ma il suo debutto, l'anno scorso, nell'unico lavoro operistico di Beethoven sfociò in un risultato interlocutorio e, alla resa dei conti, deludente. Influirono un cast parzialmente inadeguato e una regia antimusicale: ma l'impressione fu che tra bacchetta e partitura s'instaurasse un rapporto di non totale comprensione, basato più sulla stupefacente riuscita di certi dettagli che su una soluzione dei problemi sempre lasciati da un'opera “aperta” come Fidelio; e la rinuncia a eseguire in sottofinale
A Ferrara il concerto si è invece aperto proprio con

La Mahler Chamber Orchestra
Per il resto e
Un approccio tanto personale non ha impedito, però, un rispetto dello strumento-voce che non sempre rientra nelle caratteristiche di Abbado. Dopo una Leonore n. 3 così incalzante negli stacchi, è sembrato quasi che, nell'aria di Leonore, il podio lasciasse al soprano la scelta dei tempi.
Il cuore del concerto veniamo alla seconda ragione della “festa” era però racchiuso nei Quattro ultimi Lieder di Richard Strauss. E se Abbado, in Beethoven, ha offerto una lettura in qualche modo estrema, in Strauss ha colpito soprattutto per l'equilibrio con cui ha miscelato le componenti del testamento artistico e spirituale dell'autore del Rosenkavalier. Non ha dimenticato, cioè, che i Vier letze Lieder, per quanto crepuscolari, non possono prescindere come sempre nel suo autore da un certo spessore sonoro: una morbidezza che non si trasforma in rarefazione, una malinconia senile lontana però dal disfacimento sono dunque i segni della sua lettura, che esclude qualunque affondo decadente. Anche questa volta ha trovato un'interlocutrice ideale nella Stemme, che concepisce le quattro pagine come un unicum musicale ma non emotivo e offre angolazioni interpretative abbastanza sorprendenti: il primo Lied (Primavera), anziché dare l'impressione d'iniziale oasi di vitalità, poi sconfessata dai Lieder seguenti fino alla dissoluzione finale, dà l'idea di una seduzione mortifera, che in qualche modo già prepara la semina per il congedo dalla vita; Settembre è il più ripiegato, l'unico in cui il soprano dà l'impressione di volersi collocare in posizione sussidiaria rispetto all'orchestra (una Mahler sciabordante e liquidissima); e se Andando a dormire il penultimo della serie sembra dare la sensazione della resa biologica davanti al tempo irreversibilmente trascorso, sancito dall'assolo violinistico, l'ultimo (Al tramonto) qui trasmette ancora l'idea di una sotterranea ribellione davanti all'ineluttabilità della fine.
Dunque terza festosa ragione la serata dimostra che si può fare ottimo teatro anche in un concerto. Niente bis: ma in un programma come questo, meditato al millimetro nell'impaginazione, era arduo aggiungere un fuoriprogramma senza incrinare equilibri già perfetti. Resta il rimpianto per una presenza italiana, nella settantina di elementi che compongono

Nina Stemme
Cast & credits
| Titolo
Il concerto della Mahler Chamber Orchestra a Ferrara |
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| Anno
2009 |
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| Data rappresentazione
5 aprile 2009 |
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| Città rappresentazione
Ferrara |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Comunale |
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| Prima rappresentazione
5 aprile 2009 Ferrara |
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| Interpreti
Nina Stemme (Soprano) Claudio Abbado (Direttore d'orchestra) |
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| Musiche
Beethoven, Strauss |
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| Orchestra
Mahler Chamber Orchestra |
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| Direzione d'orchestra
Claudio Abbado |