Un amore che diventa odio

di Mariagiovanna Grifi

Data di pubblicazione su web 14/11/2008

Maddalena Crippa, Marco Balbi e Rossella Falk

Dramma psicologico e familiare nato per il teatro e poi diventato film nel 1978, Sinfonia d'autunno di Ingmar Bergman venne girato in Norvegia nel periodo di esilio volontario del regista e scrittore svedese a seguito del processo per evasione fiscale. Frequentemente l'artista produceva le sue migliori opere in momenti di grande tormento interiore e, non a caso, in esse c'è un forte rimando, voluto o inconscio, a situazioni e problematiche autobiografiche che probabilmente tentava di risolvere proprio nel porsi come osservatore esterno dietro la macchina da presa. L'esperienza del '78 è stata l'unica occasione di lavoro con un altro astro del cinema svedese del tempo: l'attrice interprete di Casablanca Ingrid Bergman, di cui questo è stato l'ultimo film per il cinema a causa dell'aggravarsi della malattia che la portò alla morte pochi anni dopo. Al suo fianco l'attrice bergmaniana per eccellenza Liv Ullman. L'opera ebbe due nomination all'Oscar, mentre entrambe le interpreti vinsero il David nel 1979 come migliori attrici straniere. Il film è stato adattato per la scena già nel 2007 da Federico Olivetti al Teatro dell'Arte di Milano con il titolo più appropriato Sonata d'autunno che riprende quello originale Höstsonaten, laddove la sinfonia riguarda l'orchestra a differenza della sonata che invece fa riferimento a strumenti solisti; quest'ultima meglio si addice alla trama e alle sue protagoniste, isolate in una relazione di invalicabile incomunicabilità.

una scena del film
Liv Ullman e Ingrid Bergman nel film
 

La nuova riduzione del regista Maurizio Panici si focalizza sui due personaggi principali, interpretati da Rossella Falk e Maddalena Crippa, e sul loro rapporto conflittuale di madre e figlia, con la presenza di uno spettatore interno al dramma (forse riflesso del regista Bergman nel film) nei panni del marito della seconda (Marco Balbi); viene eliminata la sorella minore Helena, seppur la sua presenza è segnalata attraverso le parole delle due donne. Charlotte e Eva non si vedono da sette anni a causa dei continui impegni concertistici della prima, famosa pianista e madre assente, da sempre troppo presa da se stessa e dalla sua carriera per occuparsi della famiglia. Morto il suo compagno viene convinta da una lettera della figlia a raggiungerla: l'incontro tra le due vela rancori e conflitti ripetuti negli anni e mai risolti, che esploderanno improvvisamente in una notte d'insonnia. Bergman indaga nel profondo di queste due figure femminili e rivela i tratti di un disagio esistenziale enorme, forse più legato alla mancanza di comunicazione che a colpe effettive. È innegabile il richiamo allo psicologismo ibseniano dove ogni personaggio è in uno “stato di accusa”, è ossessionato dal senso del peccato e non riesce a liberarsi di un passato che finisce per soffocarlo.

una scena dello spettacolo
Rossella Falk e Maddalena Crippa in una scena dello spettacolo
 

Pur rimanendo fedele al testo d'origine, la regia di Panici non convince e sembra anzi creare disarmonia nell'impianto dello spettacolo. Il ritmo è spezzato da un continuo e superfluo andirivieni di arredi domestici, espediente mal riuscito di riprodurre i salti spazio-temporali e le dissolvenze incrociate della pellicola; ne risultano stancanti e alquanto didascalici cambi di scena che hanno il solo risultato di distrarre dalla tensione creata dalla vicenda. Inoltre la scelta di sostituire i flashback cinematografici con monologhi che raccontano il passato rende le scene meno dinamiche di quanto potrebbero essere. Poco funzionale alla continuità del dramma le voci microfonate fuori campo dei personaggi in alcune scene.

 Una foto di scena (di Massimo Agus)
 

Non deludono invece gli attori immersi nei loro caratteri, ben definiti anche dai bei costumi di Lucia Mariani: magistrale la Falk nella sua interpretazione, spesso straniata, di donna apparentemente fredda e sicura di sé che nasconde, dietro un atteggiamento deciso e prorompente, la propria fragilità, il proprio senso di colpa e il disagio, la «percezione dolorosa di non essere mai nata e di non aver mai vissuto veramente»; di contro l'Eva di Maddalena Crippa, dimessa e riservata, i cui gesti sono spesso al limite del nevrotico, esprime una quiete fittizia che cela emozioni e pensieri repressi troppo a lungo, che si esplicano improvvisamente e in modo violento durante il monologo di accusa verso la madre. È questo il momento in cui più di tutti l'attrice rivela le sue doti, acquistando una genuina verità di sentimenti, mentre in alcuni tratti della prima parte dello spettacolo si lascia guidare in una recitazione un po' troppo marcata ed enfatica. Indimenticabile l'espressività delle due donne durante la doppia esecuzione del preludio di Chopin: maldestra, nervosa e priva di passione la Crippa, capace di comunicare con impassibilità e fermezza quell'“intenso sentimento represso” connaturato al pezzo suonato la Falk. Presenza marginale quella di Marco Balbi, personaggio che si mantiene quasi sempre estraneo agli eventi osservandoli dal di fuori, a volte acquisendo il ruolo di narratore, per lo più indifferente, anche di fronte alla reale incosistenza della sua relazione matrimoniale. Del rapporto tra i due coniugi è esplicativa la completa mancanza di contatto e la loro distanza fisica durante i dialoghi: ai due estremi laterali del palco pur abitando la stessa stanza.

 Una foto di scena (di Massimo Agus)
 

Coinvolgenti ed emozionanti le musiche che accompagnano lo spettacolo, scandendone i momenti più significativi e i cambiamenti di situazione, dal dolore taciuto allo scontro violento fino ad un finale di calma piatta: il preludio n. 2 di Chopin, gli studi per piano di Edward Grieg e le composizioni originali di Stefano Saletti. A rendere maggiormente l'atmosfera di freddezza affettiva in cui vivono i protagonisti sono il gioco di luci di Franco Ferrari, in cui si incrociano chiaroscuri e ombre tenui, e le scene bianchissime di Aldo Buti, in cui la mobilia scelta priva di caratterizzazione l'ambiente lasciandolo neutro e anonimo. Solo ai lati le suppellettili dei luoghi occupati da Eva e il marito sono in legno, ma un legno chiaro che trasmette tutt'altro che il calore familiare.

 

 

 

 



Sinfonia d'autunno

Cast & Credits




Cast & credits

Titolo 
Sinfonia d'autunno
Origine 
film di Ingmar Bergman
Anno 
1978
Data rappresentazione 
11 novembre 2008
Città rappresentazione 
Firenze
Luogo rappresentazione 
Teatro della Pergola
Prima rappresentazione 
5 febbraio 2008 al Teatro Fraschini di Pavia
Titolo testo d'origine 
Sonata d'autunno
Titolo originale 
Höstsonaten
Autori 
Ingmar Bergman
Adattamento 
Maurizio Panici
Autori testo d'origine 
Ingmar Bergman
Regia 
Maurizio Panici
Interpreti 
Rossella Falk (Charlotte)
Maddalena Crippa (Eva)
Marco Balbi (Victor)
Produzione 
Argot Produzioni
Scenografia 
Aldo Buti
Costumi 
Lucia Mariani
Suono 
Stefano Saletti
Luci 
Franco Ferrari
Musiche 
Edward Grieg, Frédéric Chopin