Guarattelle e convitati
In scena, solo donne, tutte rigorosamente in abito nunziale, bianco, colore del candore e della purezza, contaminato dal fascinoso don Giovanni, che sfarfalla divertito tra le gonnelle delle donne da lui soggiogate. La storia si articola su due piani, in uno spazio ellittico molto ridotto che non consente una buona visibilità agli spettatori seduti sul fondo. In basso le donne-guarattella, Linda Bobbo, Sandra Mangini, Michela Mocchiutti, Marika Tesser, Antonella Zaggia, manovratrici, attrici e interpreti di eccezionale bravura. La guarattella, anticamente bagattella, è il termine con il quale in particolare a Napoli si indica, il burattino di stoffa, manovrato da un singolo guarattellaro dall'interno del suo castelletto, ovvero, il teatrino di legno, alto e stretto, rivestito di stoffa utilizzato, tra la seconda metà del 1700 e tutto il 1800, per le rappresentazioni itineranti. In alto, le cantanti Sabina Cacioppo, Maria Elena Fincato, Lucia Michelazzo, Sonia Visentin accompagnate dalle orchestrali dell'Henetus Concentus. Un solo uomo affianca sulla scena don Giovanni, il maestro, Stefano Celeghin.

Il libero adattamento di Vescovo e Zaggia dal libretto settecentesco di Giovanni Bertati e Giuseppe Gazzaniga, è raccontato nel pieno rispetto dell'opera, eseguito in un unico atto, in un'ora e mezza, nonostante l'originale ne contemplasse cinque. Uno spettacolo brioso e accattivante, accelerato, giocato sul ritmo e la gestualità, enfatizzato da un gioco di luci disegnato da Gable Nalesso.

Al centro della scena, un castelletto di legno, ricoperto di stoffa di colore azzurro, su rotelle girevoli. All'interno si nascondono le manovratrici che con maestria e agilità animano le guarattelle dal basso, entrando ed uscendo dal magico quadrato, e per allegerire la storia e per aprire quel varco segreto tra l'oprante e lo spettatore. Le attrici, accompagnano con il volto il recitato dei personaggi, diventano un corpus unicuum con la guarattella e coinvolgono il pubblico che segue divertito e affascinato. Le guarattelle vestite di tutto punto, in abiti settecenteschi, di manifattura ricercata, riconducono lo spettatore in un viaggio nel tempo, conestualizzato da numerosi effetti scenici. Ecco spuntare dal castelletto basso e quadrato, al centro della scena, prima don Giovanni seguito dal suo servitor fedele Leporello, che giustifica e accompagna nelle sue fughe e avventure il padrone e in seguito le numerose donne ammaliate dal seduttivo conquistatore.

Numerosi quadri, animati dal basso del castelletto, si susseguono: dal viaggio in carrozza di donna Elvira, al vascello sulle onde marine simulate con l'apporto di un telo di plastica, alle gondole veneziane illuminate da luci colorate, alle ombre cinesi utilizzate per le scene d'amore ed eseguite all'interno del castelletto e visibili attraverso un telo bianco e l'ausilio di una torcia. L'ultima scena, quella del castigo eterno per don Giovanni, è abilmente realizzata, con un effetto – sorpresa molto convincente. Le donne-guarattella spogliano il castelletto e lo spettatore oltrepassa il confine magico tra il reale e l'irreale. Lo spettatore, incredulo, vede prima le attrici e poi, appesi alla struttura, a testa in giù, i personaggi che fino ad un istante prima raccontavano la loro storia. Dal basso, improvvisamente, si apre una botola, bocca dell'inferno, dove il nostro don Giovanni sprofonda, ardendo nel fuoco delle sue passioni mentre il pubblico entusiasta esplode in un applauso fragoroso.
Don Giovanni o sia il convitato di pietra

Cast & credits
| Titolo
Don Giovanni o sia il convitato di pietra |
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| Data rappresentazione
10 giugno 2008 |
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| Città rappresentazione
Napoli |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Instabile |
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| Evento
Napoli Teatro Festival Italia |
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| Autori
Piermario Vescovo e Antonella Zaggia |
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| Autori testo d'origine
Giovanni Bertati e Giuseppe Gazzaniga |
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| Interpreti
Linda Bobbo Sandra Mangini Michela Mocchiutti Marika Tesser Antonella Zaggia Sabina Cacioppo Maria Elena Fincato Lucia Michelazzo Sonia visentin |
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| Luci
Gable Nalesso |
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| Orchestra
Henetus Concentus |
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| Direzione d'orchestra
Stefano Celeghin |