La Cina è vicina
Ricordate il titolo? Era il 1967, nel secolo scorso (in tutti i sensi). Il regista era Marco Bellocchio, il film, come si diceva allora, ‘di contestazione'. Nessuno oggi ne ricorda nulla, siamo pronti a scommetterci, a parte il titolo: che divenne un modo di dire, anche svincolato dall'oggetto (la rima, facile, ‘tirava'). Il concetto di base, polemico, era che nello squallore borghese (si diceva così), nell'ipocrisia borghese (idem), nell'arrivismo politico (c'era addirittura un esponente del PSU, che sfidiamo chiunque oggi a ricordarsi cos'era: si accettano scommesse, ma con l'impegno di non sbirciare su Google), beh: meno male che c'è Mao, che prima o poi arriverà anche qui. Già, perché ragazzi:
O tempora, o mores. Oggi, che
“
E che aveva detto Mr. Cafferty? Né più né meno che la verità: e che cioè, recentemente, una serie (non uno: milioni) di giocattoli per bambini al piombo erano stati prodotti e venduti nell'universo orbe dalla Cina (sono poi stati ritirati dai governi del mondo, ma ovviamente solo una parte), e che la stessa cosa era accaduta per cibo per animali avariato (idem). La notizia continua ricordando che solo da pochi giorni
In quel Grande Paese, come suol dirsi, fra un po' si svolgeranno le Olimpiadi, nel tripudio massmediologico prevedibile. No comment. Ma un'avvertenza sì: un paio di settimane or sono, questo sito web è stato inaccessibile per qualche giorno per un guasto (pardon). Riparato. Se dovesse accadere di nuovo, siete però avvertiti: