Tanz im August

di Elena Basteri

Data di pubblicazione su web 15/09/2007

Tanz im August - Matanicola
Variegato, ibrido ma anche coraggioso nell'ostica missione di voler abbracciare le molteplici declinazioni della danza contemporanea, il Tanz Im August 2007 sembra essersi appropriato di molte delle caratteristiche della città che lo ospita da ormai 19 anni. Come a Berlino accade che convivano pacificamente nello stesso Kiez (isolato) giovani famigliole, artisti, punk e immigrati di ogni razza e colore, anche nei palcoscenici che hanno ospitato il festival si sono alternate pratiche coreutiche molto diversificate. E se lo sconfinare dalla danza "pura" in territori cross over, dove la musica o il testo hanno rubato la centralità al corpo e al movimento, può aver indispettito i puristi, il dato incontestabile è il grande successo di pubblico internazionale e locale, testimoniato dalle quotidiane file ai botteghini dei fiduciosi nel miracolo last minute.


Des Gens qui Dansent
Des Gens qui Dansent


20 le produzioni presentate dal 17 agosto al 2 settembre, e tra queste ben 11 premiere tedesche. Des Gens qui Dansent, del francese Jean-Claude Gallotta, ha portato sul palcoscenico dello Haus der Berliner Festpiele un campione di umanità quasi pescato a caso da una qualsiasi piazza cittadina. "Io danzo fino alla fine" è il motto programmatico iniziale che accomuna tutti i "ballerini" schierati in una fila impettita sul proscenio. Tra questi ci sono la nonnina dai capelli bianchi, il ragazzone alto e dinoccolato, l' anziano panciuto modello "venditore di kebab dell' angolo", la sbarazzina in shorts, la femme fatale dalle lunghe gambe sinuose in sottoveste di seta e tanti altri possibili prototipi umani. Quello che segue nell'ora e un quarto di spettacolo è un intrecciarsi di storie raccontate attraverso la gestualità e il movimento, incontri e scontri resi attraverso malinconici soli, sensuali duetti, briosi trii, in cui si sperimentano molteplici combinazioni di corpi, voci e movimento. Si potrà obiettare a questo punto che l'idea di far danzare la gente comune e di portare il "quotidiano" sul palco non vanta di certo il primato dell'originalità. La forza e l'efficacia dello spettacolo di Gallotta risiedono però nell' essenzialità, frutto di un accurato processo di sottrazione e scrematura. Le coreografie, basandosi sulla nobilitazione e la cura dei piccoli gesti (le mani e le braccia rivestono un ruolo centrale), creano un alfabeto del corpo che, anche attraverso l'interpretazione e l'uso della voce, arriva allo spettatore in maniera genuina e diretta. 


Kindertotenlied
Kindertotenlied


Di tutt'altre atmosfere è imbevuto Kindertotenlied (La canzone dei bambini morti), la favola dark-adolescenziale di Gisèle Vienne, filosofa e artista visiva prima ancora che coreografa. Basandosi sul testo di Dennis Cooper che ci parla di adolescenza estrema, tenera e violenta, vogliosa di baci indecenti come sadica e malvagia, la trentunenne di Grenoble ha trasformato il palco dei Sophiensaele in una landa oscura e innevata. Adagiate sul tappeto gelido ci sono immobili figurine di adolescenti dal volto pallido e triste, tutti vestiti, come spesso si conviene a questa età, con una stessa "uniforme" total black. Nel sottofondo di una musica elettro gotica e black metal eseguita live dall'ottimo duo Stephen O' Malley e Peter Rehberg (KTL), l'immobilità viene rotta da una di queste figure che esce lentamente, quasi impercettibilmente, da una bara adagiata nella neve. I ragazzini morti, con ritmi felpati e meccanici, si mescolano ai vivi e i vivi ai manichini di perfetta fattura sapientemente mimetizzati sul palco. Il rapporto tra reale-artificiale, animato-inanimato e la musica che cresce parossisticamente, contribuiscono a creare un' originale percezione spazio-temporale.

Dal dramma adolescenziale si passa al transgender e alla scena promiscua e fumosa dei cabaret berlinesi anni Venti con Ladies First del duo italo-israeliano Matanicola (Matan Zamir e Nicola Mascia). Ad accoglierci dentro gli spazi del Radial System è una nube di fumo densa e giallastra in cui si intravede la silouette di una figura androgina, barcollante e singhiozzante. Come questa anche altre figure arrancano nella nebbia cercando di ergersi e trovare l'equilibrio. L'atmosfera asfittica viene squarciata repentinamente da quattro fari di luci potenti che si accendano, quasi ferendo la vista, sul retroscena. Accompagnate da un allegro motivetto al pianoforte fanno la loro comparsa sei splendide signorine vestite di lustrini e palletes (notevoli i costumi di Yehonatan Zohar) che procedono sorridenti e ammiccanti verso il pubblico per poi esibirsi in allegri sgambettamenti dal sapore cabarettistico. Peccato che lo spettacolo, dopo questa una prima parte in cui non mancano trovate estetiche e stilistiche interessanti, scada in un caotico magma erotico-orgiastico, dove la musica tecno pesante unita al bombardamento di luci e all' abbondanza di movimenti pelvici penalizza l'indubbia bravura dei ballerini (tra cui anche gli italiani Alessandro Bedosti e Andrea Fagarazzi). 


THE QUIET DANCE + SPEAKING DANCE
THE QUIET DANCE + SPEAKING DANCE

 
Infine THE QUIET DANCE + SPEAKING DANCE è il progetto del coreografo Jonathan Burrows e del compositore Matteo Fargion con cui il rinomato duetto ha chiuso una trilogia sul rapporto tra musica e movimento. Apprezzati internazionalmente per l'ironia, l'intelligenza e la musicalità delle loro creazioni, i due hanno deliziato l'audience della Halle Tanzbühne di Toula Limnaios esibendosi in spassose gag post dada, in cui di volta in volta il movimento generava e influenzava i suoni prodotti dalla voce (nessuno strumento musicale o intervento elettronico) e viceversa. Una struttura formale complessa composta di parole, mimica e brevi parti danzate dove la geometricità e il sincronismo uniti alla visibile sintonia tra i due creano un codice giocoso di comunicazione in cui anche il pubblico si sente immediatamente coinvolto.

 

Cast & Credits










 

 

 




Cast & credits - Des Gens qui Dansent

Titolo 
Lettera da Berlino
Tanz im August
Sotto titolo 
Des Gens qui Dansent
Data rappresentazione 
24/08/07
Città rappresentazione 
Berlino
Luogo rappresentazione 
Haus der Berliner Festspiele
Titolo originale 
Des gens qui dansent
Interpreti 
Françoise Bal-Goetz
Camille Cau
Darrell Davis
Christophe Delachaux
Benjamin Houal
Martin Kravitz
Cécile Renard
Thierry Verger
Loriane Wagner
Béatrice Warrand
Jean-Claude Gallotta
Costumi 
Jacques Schiotto, Marion Mercier
Coreografia 
Jean-Claude Gallotta
Musiche 
Strigall

Cast & credits - Kindertotenlieder

Titolo 
Lettera da Berlino
Tanz im August
Sotto titolo 
Kindertotenlieder
Data rappresentazione 
26/08/07
Città rappresentazione 
Berlino
Luogo rappresentazione 
Sophiensaele
Autori 
Tennis Cooper
Interpreti 
Jonathan Capdevielle
Margrét Sara Gudjónsdóttir
Elie Hay
Guillaume Marie
Anne Mousselet
Coreografia 
Gisèle Vienne
Musiche 
KTL (Stephen O’Malley & Peter Rehberg)

Cast & credits - Ladies First

Titolo 
Lettera da Berlino
Tanz im August
Sotto titolo 
Ladies First
Data rappresentazione 
25/08/07
Città rappresentazione 
Berlino
Luogo rappresentazione 
Radialsystem
Interpreti 
Ron Amit
Alessandro Bedosti
Andrea Fagarazzi
Nicola Mascia
Matan Zamir
Arkadi Zaides
Scenografia 
Pablo Alonso
Costumi 
Yonatan Zohar
Coreografia 
Nicola Mascia, Matan Zamir
Musiche 
Matan Zamir

Cast & credits - THE QUIET DANCE + SPEAKING DANCE

Titolo 
Lettera da Berlino
Tanz im August
Sotto titolo 
THE QUIET DANCE + SPEAKING DANCE
Data rappresentazione 
25/08/07
Città rappresentazione 
Berlino
Luogo rappresentazione 
Halle Tanzbühne Berlin
Soggetto 
Jonathan Burrows, Matteo Fargion
Interpreti 
Jonathan Burrows
Matteo Fargion
Coreografia 
Jonathan Burrows, Matteo Fargion