L'illusione è servita
Christopher Nolan ha dimostrato, con la sua filmografia, la predilezione per atmosfere cupe e angosciose. Con The Prestige il giovane regista americano, classe 1970, torna su storie sospese fra riconoscimenti e mistificazioni, su personaggi stretti nelle loro ossessioni, ottenendo risultati più intensi rispetto all'abile quanto a tratti referenziale Batman Begins (2005), che ricordano direttamente le soluzioni inquietanti di Memento (2000). In The Prestige, film costruito su inganni e doppi, tratto da un romanzo di Christopher Priest, Nolan si avvale della collaborazione in fase di scrittura del fratello Jonathan, e - come già era accaduto per Memento - anche in questo caso la sceneggiatura svolge un ruolo determinante nella stratificazione di molteplici piani e letture.

David Bowie
Nella Londra vittoriana di fine Ottocento, due prestidigitatori, Robert Angier (Hugh Jackman) e Alfred Borden (Christian Bale) sono all'inizio di una grande carriera. Insieme al loro impresario e ingénieur, progettista di illusioni e di macchine di prestigio Cutter (Micheal Caine), girano i teatri eseguendo un numero pericoloso: una giovane assistente è legata mani e piedi e immersa in una vasca d'acqua. È un numero simile a quello del grande Houdini, la "pagoda della tortura cinese", reso celebre dal film Il mago Houdini (1953) con Tony Curtis nella parte del protagonista. L'illusionista era capovolto a testa in giù e ammanettato, la giovane è invece legata dai complici nascosti nel pubblico, da Angier che ne è il marito e da Borden. Ma qualcosa non funziona come dovrebbe, forse il nodo fatto da Borden è sbagliato, e la donna non riesce a liberarsi.
Angier reputa Borden colpevole della morte della moglie e inizia così uno scontro fra i due a colpi di trucchi, illusioni e tradimenti. Ostacolandosi a vicenda, si contenderanno i teatri, la bella Olivia Wenscombe (Scarlett Johansson), i segreti dei loro numeri. Ma ciò che interessa loro è eccellere nell'arte dell'illusione e realizzare il trucco più grande: il vero trasporto umano.
Nolan descrive il mondo vittoriano alla fine dell'Ottocento, tutto ricostruito in studio e reso tenebroso dalla fotografia di Wally Pfister, sospeso tra positivismo e magia, quando ancora la scienza esatta non era completamente esatta e lasciava ampi spazi all'illusione e al meraviglioso. Non è certo un caso che il film ripercorra gli anni e la cultura in cui nacque e si sviluppò il cinematografo.
Per costruire il trucco del trasporto Angier si rivolge all'unico personaggio reale della storia, Nikola Tesla, uno dei primi scienziati a utilizzare la corrente alternata, che si trovò in competizione e in contrasto con un altro celebre inventore del tempo, Thomas Alva Edison. Interpretato da David Bowie, Tesla è un personaggio enigmatico, in cui il sapere scientifico si mescola alla dimensione fantastica. Nel film Tesla riuscirà a creare una macchina terribile, vera e propria metafora del cinema, che permette la creazione del doppio, l'incontro con l'alterità.
Il film comincia poco prima della fine, dall'annegamento di Angier nella pagoda d'acqua, e la narrazione procede attraverso l'incastro di linee temporali diverse, ma che seguono un unico intento drammatico, un lento crescendo in vista della sorpresa finale.

Christian Bale e Scarlett Johansson
The Prestige si diverte a giocare con le regole del racconto. Come spiega Cutter all'inizio e alla fine del film, ogni numero di prestigio segue la struttura di ogni storia - inizio, sviluppo, fine - e si compone di tre atti: la promessa, «mostrare qualcosa di ordinario»; la svolta, «l'illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in straordinario»; il prestigio, «perché far scomparire qualcosa è facile, il problema è farla riapparire». Il terzo atto è la parte più difficile, che può nascondere un segreto terribile e banale, come nel caso del trucco dell'uccellino. Già Otto Marvuglia, professore di scienze occulte nella commedia La grande magia di Edoardo De Filippo, descriveva con lucidità la tragedia di questo trucco: «Li vede quegli uccelli? Appena me vedeno se mettono a cantà [...]. Ogni tanto io po' sa che faccio? Metto ‘a mano dint ‘a gabbia e me ne piglio uno che mi deve servire per un esperimento d'illusione. [...] Lo metto in quest'altra gabbietta più piccola e lo presento al pubblico. "Ecco, signori". La copro con un quadrato di stoffa nera, m'allontano di quattro passi, e sparo nu colpo ‘e rivoltella. Figurati il pubblico: "È sparito. Comme ha fatto? È un mago!". Ma il canarino non sparisce! Muore. Muore schiacciato tra il fondo e un doppio fondo. [...] Poi naturalmente la devo riordinare, e sai che trovo? Una poltiglia di ossicini, sangue e piume». Nella commedia di De Filippo l'illusione era tutta nella mente di chi si lasciava ingannare e non vi era l'introduzione dell'elemento fantastico come invece è esibito in The Prestige.
Il film mette in scena i meccanismi più classici della composizione del dramma, il rovesciamento continuo della "fortuna" dei due protagonisti, che si scambiano continuamente ruolo e posizione. La loro è anche, a un diverso livello, una sfida per emergere sull'altro, per guadagnare il proscenio e gli applausi del pubblico. Jackman e Bale conducono benissimo questo confronto, contornati da ottime prove d'attore, in cui l'unica nota stonata è rappresentata dall'algida recitazione dalla Johansson.
Lo scioglimento dell'intreccio è lasciato all'agnizione, ma il riconoscimento finale non ha carattere consolatorio e non pone fine ai dubbi disseminatati nel film sul rapporto fra reale e immaginario. Dal continuo rovesciamento degli eventi ciò che emerge non è tanto la precarietà dell'esistenza, quanto l'ossessione che guida i personaggi all'incontro con il proprio fantasma.
Il limite fra inganno, illusione e verosimiglianza è messo sotto tensione. Nolan si interroga su quale sia il punto in cui lo spettatore può accettare l'intromissione dell'irreale, del perturbante. Il tema del film non è, o non è soltanto, l'inganno prodotto dallo spettacolo, ma la predisposizione del pubblico a lasciarsi ingannare. Niente è vero nell'arte dell'inganno, nel cinema, se non il patto stabilito fra pubblico e autore.
Prestigio è una parola che deriva, etimologicamente, dal latino praestringěre, rendere attonito, offuscare, composto di prae- e stringo, nel significato di stringere, legare, avvolgere. E il film ottiene il primo ed elementare scopo di ogni prestigio: rendere avvinto lo spettatore.

David Bowie
Angier reputa Borden colpevole della morte della moglie e inizia così uno scontro fra i due a colpi di trucchi, illusioni e tradimenti. Ostacolandosi a vicenda, si contenderanno i teatri, la bella Olivia Wenscombe (Scarlett Johansson), i segreti dei loro numeri. Ma ciò che interessa loro è eccellere nell'arte dell'illusione e realizzare il trucco più grande: il vero trasporto umano.
Nolan descrive il mondo vittoriano alla fine dell'Ottocento, tutto ricostruito in studio e reso tenebroso dalla fotografia di Wally Pfister, sospeso tra positivismo e magia, quando ancora la scienza esatta non era completamente esatta e lasciava ampi spazi all'illusione e al meraviglioso. Non è certo un caso che il film ripercorra gli anni e la cultura in cui nacque e si sviluppò il cinematografo.
Per costruire il trucco del trasporto Angier si rivolge all'unico personaggio reale della storia, Nikola Tesla, uno dei primi scienziati a utilizzare la corrente alternata, che si trovò in competizione e in contrasto con un altro celebre inventore del tempo, Thomas Alva Edison. Interpretato da David Bowie, Tesla è un personaggio enigmatico, in cui il sapere scientifico si mescola alla dimensione fantastica. Nel film Tesla riuscirà a creare una macchina terribile, vera e propria metafora del cinema, che permette la creazione del doppio, l'incontro con l'alterità.
Il film comincia poco prima della fine, dall'annegamento di Angier nella pagoda d'acqua, e la narrazione procede attraverso l'incastro di linee temporali diverse, ma che seguono un unico intento drammatico, un lento crescendo in vista della sorpresa finale.

Christian Bale e Scarlett Johansson
Il film mette in scena i meccanismi più classici della composizione del dramma, il rovesciamento continuo della "fortuna" dei due protagonisti, che si scambiano continuamente ruolo e posizione. La loro è anche, a un diverso livello, una sfida per emergere sull'altro, per guadagnare il proscenio e gli applausi del pubblico. Jackman e Bale conducono benissimo questo confronto, contornati da ottime prove d'attore, in cui l'unica nota stonata è rappresentata dall'algida recitazione dalla Johansson.
Lo scioglimento dell'intreccio è lasciato all'agnizione, ma il riconoscimento finale non ha carattere consolatorio e non pone fine ai dubbi disseminatati nel film sul rapporto fra reale e immaginario. Dal continuo rovesciamento degli eventi ciò che emerge non è tanto la precarietà dell'esistenza, quanto l'ossessione che guida i personaggi all'incontro con il proprio fantasma.
Il limite fra inganno, illusione e verosimiglianza è messo sotto tensione. Nolan si interroga su quale sia il punto in cui lo spettatore può accettare l'intromissione dell'irreale, del perturbante. Il tema del film non è, o non è soltanto, l'inganno prodotto dallo spettacolo, ma la predisposizione del pubblico a lasciarsi ingannare. Niente è vero nell'arte dell'inganno, nel cinema, se non il patto stabilito fra pubblico e autore.
Prestigio è una parola che deriva, etimologicamente, dal latino praestringěre, rendere attonito, offuscare, composto di prae- e stringo, nel significato di stringere, legare, avvolgere. E il film ottiene il primo ed elementare scopo di ogni prestigio: rendere avvinto lo spettatore.

Scarlett Johansson

Micheal Caine
Cast & credits
| Titolo
The Prestige |
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| Origine
GRAN BRETAGNA, USA |
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| Durata
135 |
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| Formato
35 mm, 2.35 : 1 Panavision (anamorphic) |
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| Colore | |
| Soggetto
Dal romanzo di Christopher Priest |
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| Regia
Christopher Nolan |
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| Interpreti
Hugh Jackman (Robert Angier) Christian Bale (Alfred Borden) Michael Caine (Cutter) Piper Perabo (Julia Angier) Rebecca Hall (Sarah Borden) Scarlett Johansson (Olivia Wenscombe) Samantha Mahurin (Jess) David Bowie (Nikola Tesla) Andy Serkis (Alley) Daniel Davis (Judge) Jim Piddock (Prosecutor) Christopher Neame (Defender) Mark Ryan (Captain) Roger Rees (Owens) Jamie Harris (Sullen Warder) Monty Stuart (Stagecoach Driver) Ron Perkins (Hotel Manager) Ricky Jay (Milton) J. Paul Moore (Virgil) Anthony De Marco Chao Li Chi (Chung Ling Soo (as Chao-Li Chi)) |
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| Produttori
Christopher Nolan, Aaron Ryder, Emma Thomas |
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| Produzione
NEWMARKET PRODUCTIONS |
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| Distribuzione
WARNER BROS |
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| Scenografia
Nathan Crowley |
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| Costumi
Joan Bergin |
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| Sceneggiatura
Jonathan Nolan, Christopher Nolan |
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| Montaggio
Lee Smith |
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| Fotografia
Wally Pfister |
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| Effetti speciali
David Blitstein, Giacun Caduff, BUF |
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| Musiche
David Julyan |