Una fiaba kafkiana

di Giovanni Fornaro

Data di pubblicazione su web 23/12/2005

Il principe porcaro

Coniugare ricerca musicologica e visibilità dello spettacolo lirico, musica colta del novecento e semplicità (limpidezza) dell'esecuzione, tanto da imbastire uno spettacolo per ragazzi in cui, finalmente, i principali destinatari si divertano, è evidentemente possibile, purché si dispongano in modo convergente tutti i fattori della produzione artistica: quanto è accaduto a Bari nell'ambito del cartellone della Fondazione Petruzzelli e teatri di Bari, con l'allestimento dell'opera giovanile di Nino Rota Il Principe Porcaro, tratto da una fiaba di Hans Christian Andersen.


Il principe porcaro


Composta dal Maestro quando ancora tredicenne, la partitura originaria per orchestra è andata purtroppo quasi completamente perduta per un incendio occorso durante la Seconda Guerra Mondiale ma, mentore l'attivissimo Giovanni Morelli - che dirige l'Istituto per la Musica della Fondazione Cini di Venezia, in cui è confluito il Fondo Rota - dal manoscritto della versione per pianoforte e voce Nicola Scardicchio, allievo del compositore e curatore dell'edizione a stampa delle sue opere, ha tratto una 'possibile' versione orchestrale, rappresentata in prima assoluta al Teatro La Fenice di Venezia il 27 settembre 2003 e ora, in un nuovo allestimento, al Teatro Kismet di Bari, dal 9 al 14 dicembre scorsi, con la direzione dello stesso Scardicchio.

L'idea vincente dello spettacolo barese è stata di aver preso in considerazione il focus originale del progetto musicale, nato per l'infanzia: ad una partitura che non lesina arditezze stilistiche e tecniche, tanto da identificarsi come pienamente novecentesca - è avvertibile, nonostante la mediazione della ri-scrittura, il naturale e notevole talento musicale del pur imberbe Rota - si è deciso di predisporre uno spettacolo in funzione dei giovani spettatori. Ecco allora il coinvolgimento di una realtà teatrale che da molti anni, in Puglia, è sinonimo di avanguardia ma anche di grande attenzione per i bambini, in una struttura modulare che, per consentire espansioni e contrazioni del palcoscenico, ha eliminato la buca orchestrale e prevede, di conseguenza, una presenza 'tangibile' e immediata dei musicisti.

La regista 'kismetiana' Teresa Ludovico predilige una lettura onirica della storia, peraltro crudele come tutte le fiabe, del principe che, rifiutato dalla principessa, si vendica inducendo l'imperatore suo padre a scacciarla e diseredarla. Trasognata e kafkiana, la vicenda passa dai toni positivi della fiaba alle sinistre rappresentazioni di uomini dalla testa di maiale, a metà fra il rassicurante Tre porcellini ed il grottesco Animal Farm di Orwell. Alcuni intermezzi e i siparietti, interpretati da due notevoli ballerini di danza contemporanea (i bravi Giulio De Leo e Maria Turchini), introducono cambi d'atmosfera o d'ambientazione e di volta in volta raffigurano maialini o ondeggianti rami d'un bosco dalle dense e animate nebbie.


Il principe porcaro


I cantanti - Tiziana Armano, principessa; Luigia Mancini, nutrice; Giuseppe Cacciapaglia, principe; Heo Chulsu, imperatore; Vito Cannone, primo ambasciatore; Onofrio Salvenini, secondo ambasciatore - sono quasi tutti di ottimo livello, anche se alcune figure, come quella del maestro cerimoniere (interpretata dal tenore Giuseppe Maiorano), sono apparse un po' sottotono e decentrate rispetto a quanto Rota intendeva rappresentare. L'Orchestra e il Coro del Conservatorio di Bari hanno svolto più che egregiamente il compito affidatogli, grazie alla guida del Maestro Scardicchio, cogliendo anche più occasioni di intervento diretto nel prologo e negli intervalli fra i tre atti, occupati da un'intuizione scenica che è servita allo scopo di far familiarizzare il pubblico con la storia: le anime di Hans Christian Andersen e Nino Rota che, in permesso speciale sulla Terra, assistono al 'loro' spettacolo e lo spiegano ai più piccini.

Interpretati da due noti attori autoctoni (Vito Carbonara e Augusto Masiello, rispettivamente Andersen e Rota, diretti molto bene da Giorgio Rossi), essi hanno subito una sorta di benefica 'baresizzazione', coinvolgendo bambini presenti in sala e musicisti in divertenti giochi con gli strumenti musicali, per ritornare, in finale, nel mondo dei morti: simbolicamente, in quel palcoscenico dal quale, per tutta la durata dell'operina, si erano tenuti lontani. Perfetti i costumi curati da Laura Colombo.






Il principe porcaro

Cast & Credits




 

 

Foto: Vito Mastrolonardo



Cast & credits

Titolo 
Il principe porcaro
Sotto titolo 
opera comica in tre atti di Nino Rota
Data rappresentazione 
9/12/2005
Città rappresentazione 
Bari
Luogo rappresentazione 
Teatro Kismet
Libretto 
Nino Rota
Autori testo d'origine 
Hans Christian Andersen, "Il principe porcaro"
Regia 
Teresa Ludovico
Interpreti 
Tiziana Armano (principessa)
Luigia Mancini (nutrice)
Giuseppe Cacciapaglia (principe)
Heo Chulsu (imperatore)
Vito Cannone (primo ambasciatore)
Onofrio Salvenini (secondo ambasciatore)
Giuseppe Maiorano (secondo cerimoniere)
Vito Carbonara (Hans Christian Andersen (attore))
Augusto Masiello (Nino Rota (attore))
Produzione 
Progetto della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari in coproduzione con Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari e Teatro Kismet OperA
Scenografia 
Luca Ruzza
Costumi 
Laura Colombo
Coreografia 
Giorgio Rossi
Corpo di ballo 
Giulio De Leo e Maria Turchini
Luci 
Luca Ruzza
Musiche 
Nino Rota
Orchestra 
Orchestra del Conservatorio di Bari
Coro 
Coro del Conservatorio di Bari
Note 
Versione per piccola orchestra a cura di Nicola Scardicchio