Chi ha paura della propria ombra?
Fondato sull'esperienza sensoriale e sullo scambio occasionale di sensazioni tra lo spettatore e l'attore, il teatro provocatorio di Vargas fluisce nei suoni, nei rumori, negli odori, nel contatto con materiali eterogenei quanto imprevisti e nello scatenamento di reazioni in chi, a piedi nudi, scelga di avventurarsi da solo per oltre un'ora in un'esperienza che può essere affascinante o devastante e che può incuriosire o sconvolgere, avvilire o esaltare. Una tempesta di carattere emotivo che inizia dolcemente per divenire via via più difficile e dura, fino a concludersi in un necessario luogo di decantazione, dove tramite la scrittura si stemperano le sensazioni più immediate. Si entra in una libreria di circa tremila volumi alla ricerca di un libro impossibile che narri la propria storia e si finisce con l'essere letteralmente cullati su un lettino galleggiante da un inquietante traghettatore. Come nelle fiabe, le prove dello spettatore (solo cinquanta per rappresentazione) sono crescenti.

El eco de la sombra
In compagnia soltanto della propria ombra, si impara a seguirla e ad amarla. Tra foreste di stoffa bianca e casette di carta, odori forti e profumi dolciastri, qualcuno ne accarezza ripetutamente i contorni, qualche altro la cattura per rubarla. Sparisce per poi riapparire, non appena si stabilisce un contatto con l'attore che si incontra lungo il percorso imprevedibile, dall'andamento curvo e immerso nella semioscurità. Secondo quanto sostiene Vargas, l'attore è un "abitante" del teatro, che ospita per qualche minuto uno spettatore-viaggiatore, in sosta nel suo mondo per cercare sé stesso. ĢIl teatro non è proprietà di nessuno - dice il regista - piuttosto è proprietà di tutti.ģ Per questo, trovata l'idea drammaturgica, i quindici attori della compagnia la sviluppano e la reinventano, conducendo un lavoro di gruppo da sempre basato sul gioco delle reazioni istintive e della immaginazione percettiva. El Teatro de Los Sentidos con sede a Barcellona non conosce divisioni in attori e tecnici, perché tutti sono gli uni e gli altri. Così Patrizia Menichelli, attrice toscana con Vargas da dieci anni, è anche la costumista e l'inventrice delle raffinate ambientazioni di carta ritagliata e delle valigie-scrigno, con le quali provare la percezione tattile. Bandite almeno le più ovvie dinamiche di potere all'interno della compagnia, si lavora coerentemente sulla conoscenza delle possibilità sensoriali proprie e altrui, convinti che la scoperta di questa dimensione porti oltre la superficie visibile delle cose, verso la libertà. El eco de la sombra ci avverte che l'ombra è tutto ciò che abbiamo. L'unica certezza, forse l'unica risorsa.
Cast & credits
| Titolo
El eco de la sombra |
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| Data rappresentazione
15-20 settembre 2005 |
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| Città rappresentazione
Cascina |
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| Luogo rappresentazione
La città del teatro |
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| Regia
Enrique Vargas |
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| Produzione
una coproduzione Teatro de los Sentidos S.L. e Fondazione Hans Christian Andresen in collaborazione con la Città del Teatro di Cascina |
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| Costumi
Patrizia Menichelli |
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| Luci
Alvaro Ybot |
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| Musiche
Francisco Javier Garcìa |
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| Note
Direzione artistica: Enrique Vargas, Assistente alla drammaturgia: Rosa Romero, Coordinamento artistico: Nelson Jara, Coordinamento: Gabriella Salvaterra, Direttore tecnico: Gabriel Hernāndez. Ricerche drammaturgiche e abitanti: Francisco Javier Garcėa, Arianna Marrano, Margarita Socias, Alekos, Miguel Jofre, Bettina Birljaer, Patrizia Menichelli, Giovanna Pezzullo, Gabriella Salvaterra, Nelson Jara,Carlos Fernāndez, Gabriel Hernaāndez, Claudio Frost, Alvaro Ybotm Maria Eriksson. Visual image design: Gabriella Salvaterra, Spazi tattili: Margarita Socias |