Oratorio laico, piccolo classico

di Giovanni M. Rossi

Data di pubblicazione su web 01/01/2001

Lucia Poli in "Gostanza da Libbiano "
Si può anche non scomodare il Dreyer della Passione di Giovanna d'Arco e di Dies irae, ma è evidente che nell'immaginario di Paolo Benvenuti, regista pisano, la lezione del maestro danese è assai forte, sia nella tematica della persecuzione inquisitoria sia nella rigorosa composizione dell'immagine, nell'austerità della messa in scena, nella fissità contemplativa delle inquadrature, nell'affidare al contrasto dei bianchi e dei neri, al gioco minaccioso delle ombre, alla pregnanza della parola e dei volti in primo piano la drammaticità del racconto cinematografico.

Del resto Benvenuti, un tempo assistente di Rossellini, abituato a "sottrarre" e a rarefare anche per la strenua indipendenza economica delle risorse, non ha mai negato le suggestioni della scuola nordica cosi come, da pittore e studioso d'arte, ha sempre evidenziato i propri prestiti figurativi dalla tradizione iconografica del Cinque e Seicento.

Come in una pala d'altare (parole sue), la storia sacra del Bacio di Giuda (1988) si è intrecciata con quelle "minori" di Confortorio (1992) e di Gostanza da Libbiano (2000), con una riflessione approfondita sul rapporto tra individuo e potere, coscienza e coercizione religiosa in contesti storici meticolosamente rivisitati attraverso documenti d'archivio: in Confortorio i tentativi di conversione forzosa alla fede cattolica di due ladruncoli ebrei nella Roma del Settecento, in Gostanza i verbali del processo a una presunta strega a San Miniato al Tedesco sul finire del Cinquecento. Con un'unica, serrata drammaturgia che mette in risalto, di fronte alle astuzie e alla violenza ammantata di pietà delle autorità che inquisiscono, la fragilità, le paure ma anche la fierezza dell'autodifesa delle "vittime" appartenenti a minoranze etniche (gli ebrei) o a generi e classi deboli.

Gostanza è una contadina sessantenne, vedova, vive di piccoli lavori marginali di guaritrice e levatrice: una zona d'ombra dove era facile, per calunnie o dicerie e magari con qualche buon tratto di fune, raccogliere prove di maleficio, di pratiche stregonesche, di contatti con il demonio.

Gostanza è donna sola - una sorprendente Lucia Poli, intensa, ieratica e carnale - e la paura del dolore la piega fino a farle confessare gli atti illeciti mai commessi, a sfoderare davanti ai giudici e allo spettatore un campionario immaginifico di fatture, venefici e festini sessuali nel regno sfavillante del Maligno, rimescolando le carte e le accuse nelle mani degli inquisitori fino a confonderli. Per la propria salvezza, ma anche per liberare almeno una volta la fantasia e i desideri di una femmina la cui povera vita di sposa bambina non aveva mai provato il fremito del piacere e la cui carne ancora tenera penzolava al soffitto denudata e offesa. Un oratorio laico che puù diventare un piccolo classico.

Cast & credits

Titolo 
Gostanza da Libbiano
Origine 
Italia
Anno 
2000
Durata 
92 min.
Bianco e nero 
Soggetto 
S. Bacci, P. Benvenuti, M. Cereghino
Regia 
P. Benvenuti
Interpreti 
L. Poli
V. Davanzati
R. Cerrato
P. Spaziani
Produzione 
Giovanni Carratoni per Arsenali Medicei srl
Distribuzione 
Lab 80 Film
Sceneggiatura 
S. Bacci, P. Benvenuti, M. Cereghino