Un "Barbiere" ricco di brio

di Valeria Ottolenghi

Data di pubblicazione su web 12/02/2005

Il barbiere di Siviglia

Un piacevolissimo ascolto, assai generoso Leo Nucci ancora una volta Figaro: il pubblico del Teatro Regio di Parma ha mostrato di apprezzare molto questa edizione della travolgente, divertita opera rossiniana Il barbiere di Siviglia, direttore d'orchestra Maurizio Barbacini, dopo la preziosa apertura dell'Alceste, un'opera poco nota, più ardua alla comprensione. Divertimento, allegria, un bel ritmo d'insieme, con Leo Nucci gran mattatore pronto con fresca ilarità, assaporando il piacere dell'applauso tra ammiccamenti e dimostrazioni d'abilità, a replicare il pezzo più noto, la bella vita del "factotum della città", da tutti richiesto per ogni questione e difficoltà.


 

Anna Bonitatibus e Leo Nucci
Anna Bonitatibus e Leo Nucci


 

E questa voglia di piacere, di far contenti tutti pare diventare tutt'uno di persona e personaggio, con quel bis già pronto e i "maccheroni e cacio" che diventano "anolini e parmigiano". Una precisa intenzione che lo stesso Nucci - da trentasette anni Barbiere! - sottolinea nell'intervista raccolta all'interno del programma di sala, l'opera come prorompente vitalità: "Bisogna divertirsi, divertirsi, capito? Niente pensieri…". La raffinata creazione di Beaumarchais rielabora felicemente un tema antico quanto la commedia stessa - il vecchio che vuole sposare la giovane, inutile ogni precauzione - infondendo un nuovo spirito alla narrazione, Figaro non semplicemente aiutante / servo come nella tradizione della Commedia dell'Arte, ma presenza libera nella città che nell'aiutare gli altri persegue innanzi tutto il proprio interesse, il piacere personale, la nobiltà che chiede aiuto allo spirito inventivo della borghesia: il libretto di Cesare Sterbini conserva la vivace comicità del testo originario - e la musica rossiniana accende meravigliosamente il buon umore lasciando intravedere tra antiche trame, equivoci, travestimenti e inganni, un mondo in movimento.

Ad affiancare Leo Nucci eccellente Alfonso Antoniozzi come Bartolo, agile nella voce e nella recitazione Anna Bonitatibus (Rosina), bene anche Raul Giménez (Conte d'Amaviva): un buon insieme, bravi tra l'altro come attori, una bella presenza scenica, capaci di dare consistenza e verità ai personaggi con intelligenza e leggerezza. Peccato che la regia di Beppe De Tomasi non abbia sfruttato, come forse avrebbe potuto, questa competenza dei singoli e del gruppo, monotono lo spazio scenografico di ghirigori di ferro battuto, costumi di cui non si è riusciti bene a cogliere la motivazione stilistica. Un appuntamento comunque davvero d'alto gradimento, saluti calorosi e meritati, una soddisfazione condivisa: applausi speciali naturalmente per Leo Nucci.



Il barbiere di Siviglia

Cast & Credits

Trama

 


 

Raul Giménez e Leo Nucci
Raul Giménez e Leo Nucci

Cast & credits

Titolo 
Il barbiere di Siviglia
Sotto titolo 
Melodramma buffo in due atti
Data rappresentazione 
19/01/2005
Città rappresentazione 
Parma
Luogo rappresentazione 
Teatro Regio
Libretto 
Cesare Sterbini
Autori testo d'origine 
Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais
Regia 
Beppe De Tomasi
Interpreti 
Raul Giménez (Il Conte d'Almaviva)
Alfonzo Antoniozzi (Don Bartolo)
Anna Bonitatibus (Rosina)
Leo Nucci (Figaro)
Riccardo Zanellato (Don Basilio)
Paolo Barbacini (Fiorello)
Gabriella Corsaro (Berta)
Maria Cioppi (Berta)
Produzione 
Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma
Scenografia 
Poppi Ranchetti
Costumi 
Artemio Cabassi
Luci 
Andrea Borelli
Musiche 
Gioacchino Rossini
Orchestra 
Teatro Regio di Parma
Direzione d'orchestra 
Maurizio Barbacini
Coro 
Teatro Regio di Parma
Maestro del coro 
Martino Faggiani

Trama

Atto I

Il dottor Bartolo si è trasferito da Madrid a Siviglia per sottrarre la ricca pupilla Rosina alle attenzioni del giovane Conte Almaviva che ha notato la ragazza è si manifestato come pretendente. Bartolo vuole evitare un matrimonio perchè in questo caso egli dovrebbe rinunciare all'amministrazione del patrimonio della ragazza. Ma il conte li ha seguiti a Siviglia e organizza delle serenate sotto le finestre di Bartolo sotto le sembianze dello studente Lindoro. Qui incontra l'intraprendente barbiere Figaro, anch'egli trasferitosi a Siviglia, che gli aveva già reso dei servigi a Madrid. Figaro organizza un piano per introdurre il conte in casa di Bartolo, il quale preoccupato dalle serenate ha deciso di sposare Rosina per incamerarne definitivamente il patrimonio.

Rosina non ha conosciuto il Conte a Madrid, nè sa che questi è innamorato di lei. Ma ha si è già a sua volta innamorata di Lindoro, e spera che questi la sottragga alla custodia del tutore. Entra Figaro (che è il barbiere e faccendiere di casa) e le annuncia le intenzioni di Bartolo. Rosina non se ne preoccupa, e si interessa soprattutto di Lindoro per cui ha scritto una lettera che affida a Figaro. Entra Bartolo con il suo confidente Don Basilio che è anche maestro di musica di Rosina. Basilio consiglia di combattere Almaviva per mezzo di calunnie, ma Bartolo preferisce affrettare il matrimonio. Rosina rifiuta, e Bartolo sospettando che ella sia in contatto con il conte inizia un'indagine e decide di segregarla fino a quando non sarà riuscito a sposarla.

Arriva Almaviva travestito da soldato, con un permesso di alloggio in casa di Bartolo. Questi lo vorrebbe respingere, essendo esentato dall'obbligo di ospitare militari. Ne nasce un litigio, durante il quale Almaviva passa un biglietto a Rosina. Accorre Figaro cercando di sedare la lite, infine lo strepito provoca l'intervento della polizia. Ma nella sorpresa generale l'ufficiale dopo aver guardato un foglio mostratogli dal soldato rinuncia ad arrestarlo.



Atto II

Il conte si presenta a casa di Bartolo sotto un nuovo travestimento: ora dice di essere Don Alonso, scolaro di Don Basilio che essendo malato si fa sostituire per la lezione di musica. Bartolo diffida, ma il conte riesce a convincerlo dandogli la lettera di Rosina e dicendo che la si potrebbe usare per calunniare il conte Almaviva. Durante la lezione arriva Figaro, che insiste per radere immediatamente Bartolo e che riesce a sottrargli lachiave del balcone. Quindi arriva Basilio, ma Figaro e Almaviva riescono a farlo partire senza danno. Ma mentre Almaviva cerca di spiegare la situazione a Rosina viene sorpreso da Bartolo che lo scaccia in malo modo.

Grazie alla lettera Bartolo riesce a convincere Rosina che Lindoro è in realtà un emissario inviato dal conte Almaviva per ingannarla. Rosina per dispetto acconsente a sposare il tutore, che subito va a chiamare il notaio. Ma durante un temporale Figaro conduce in casa il conte, che si rivela e chiarisce l'equivoco preparandosi a fuggire con Rosina. All'arrivo di Basilio col notaio la scala sotto il balcone è scomparsa rendendo impossibile la fuga: infatti è stata tolta da Bartolo che non fidandosi più della polizia è corso a chiamare l'alcalde (magistrato). Figaro convince il notaio che il matrimonio previsto è quello di Rosina con Almaviva. Bartolo arriva troppo tardi: il matrimonio è già stato sottoscritto. E quando Almaviva gli dice di voler rinunciare alla dote di Rosina il dottore benedice gli sposi: in fondo anche lui ha ottenuto ciò che voleva.