Quartetto Cetra
La nostalgia dei frusciati

di Michele Manzotti

Data di pubblicazione su web 05/04/2004

Quartetto Cetra
«Vede, siamo stati tra i pochi a passare attraverso tutti i supporti discografici, dal 78 giri fino al Cd». Sono infatti passati più di 60 anni dalle prime incisioni del Quartetto Cetra e Virgilio Savona, insieme alla moglie Lucia Mannucci, ha «aperto gli armadi» per riproporre 57 brani che rappresentano i primi anni di attività della formazione. Frusciati con brio è la raccolta di 3 Cd uscita per «Selezione» con tutti brani tratti da vecchi 78 giri. Molti i classici, ma anche varie rarità. Due sole citazioni al riguardo: una frizzante Castellina del Chianti scritta da Tata Giacobetti e Gorni Kramer e una Route 66, incisa ben 40 anni prima dei Manhattan Transfer. Savona, classe 1920, che negli anni quaranta lasciò la carriera di pianista classico per calcare i palcoscenici come cantante di un gruppo vocale, con la moglie continua a raccontare e a divulgare la memoria musicale dei Cetra, uno dei nomi più importanti della nostra canzone. Sono infatti rimasti in due, solo loro due, dopo la scomparsa di Giacobetti e di Felice Chiusano.


Quartetto Cetra


«Frusciati — spiega Savona parlando della raccolta — non solo era un titolo lontano dalla filosofia dell'etichetta di Selezione, ma soprattutto dalla concezione di fare dischi frusciati oggi, epoca in cui si tende al suono perfetto. Ma c'erano molte persone che mi spingevano a recuperare i vecchi brani, anche tanti collezionisti che evidenziavano come ci fosse 'un buco' nel nostro repertorio. Ripulire i brani con le nuove tecniche è possibile, ma un po' di frusciato inevitabilmente rimane. Ed è sicuramente una caratteristica importante delle incisioni di una volta».

Non tutti sanno che il primo Quartetto Cetra era interamente maschile...
«Conobbi i miei futuri compagni d'avventura nel 1940 al teatro Valle, dove si tenne una recita goliardica curata da Age [Agenore Inrocci, fututo autore di film, ndr] in cui io suonavo il pianoforte. Si chiamava Quartetto Egie, ai componenti del quale poi facevo lezione di canto. Uno di loro decise di lasciare il gruppo e chiesero a me di sostituirlo. Ero già abbastanza innamorato di jazz e dovevo forzatamente scegliere tra questo e la carriera di pianista classico».

Uno dei Cd della raccolta è infatti dedicato a questa formazione...
«Si trattava di incisioni della Cetra le cui matrici però non erano più conservate dalla casa discografica. Fortunatamente le avevo nel mio archivio e mi ha dato una mano anche Enrico De Angelis, uno dei componenti della prima formazione. Lui ha fatto l'imprenditore, ma la tecnologia ci ha salvato; infatti aveva preparato un Cd con le prime incisioni del gruppo. E pensare che né i suoi dipendenti né i nipoti credevano che lui avesse fatto parte del Quartetto Cetra».


Quartetto Cetra


E Lucia Mannucci?
«Entrò al posto di De Angelis, ma già parallelamente aveva una sua attività di cantante, collaborando anche con noi. Io l'avevo conosciuta nei corridoi dell'Eiar, dopo aver ascoltato ed essere rimasto colpito dalla sua voce che interpretava i brani di Charles Trenet. Per questo il secondo Cd è dedicato alle sue esibizioni soliste, con incisioni della Decca. C'è anche un brano, Fossette nelle guance, scritto da Garinei e Giovannini prima che facessero gli autori di commedie musicali».
Nei tre dischi sono presenti tanti musicisti che hanno fatto storia. Pensiamo a Gorni Kramer con cui avete collaborato frequentemente, il direttore d'orchestra Pippo Barzizza, il chitarrista Franco Cerri. Come si lavorava con questi personaggi?
«Sicuramente c'era una grande collaborazione non solo dal punto di vista esecutivo, ma anche nella stesura degli arrangiamenti. Su Pippo Barzizza ho compiuto un'operazione analoga a Frusciati con Brio riprendendo le incisioni interamente strumentali e quelle con cantanti come Alberto Rabagliati e Uberto Bonino».

Maestro, c'è ancora spazio per i gruppi vocali in Italia?
«Recentemente era stato organizzato un premio in Toscana, precisamente in Maremma, con la mia presenza. Ma il fermento che avevo visto qualche anno fa sembra concluso e anche certi gruppi (Baraonna, Trinovox, Neri per Caso) sono scomparsi o si sono ridimensionati. Purtroppo il gruppo vocale spesso rimane in secondo piano per accompagnare un solista piuttosto che seguire un proprio percorso musicale».


Frusciati con brio


 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 


 

Quartetto Cetra
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