Digital L.A.

di Federico Ferrone

Data di pubblicazione su web 05/09/2004

Tom Cruise
Tutto in una notte: due protagonisti uniti dal caso e obbligati a stare insieme per un destino paradossale. Nel cupo e violentissimo Collateral, Michael Mann adatta una sorta di Fuori Orario alle atmosfere di una moderna e notturna Los Angeles, richiamando gli scenari descritti da James Ellroy ed Edward Bunker, cantori della violenza della città californiana. Vera protagonista del film, la città degli angeli diviene di notte territorio esclusivo di bande rivali, poliziotti metropolitani che non collaborano con l'FBI e ogni tipo di lavoratori irregolari. Tutti, o quasi latinos, o afro-americani.

Ma è soprattutto, quella descritta da Mann, una città sterminata, tanto che le automobili sono la dimensione naturale dei suoi abitanti e case, bar e uffici soltanto dei luoghi isolati collegati tra loro dai viaggi in quattro ruote, come mostrano le sequenze d'apertura che riprendono dall'elicottero la miriade di puntini che si muovono tra le highways californiane. In un agglomerato da diciassette milioni di abitanti possono capitare incontri insoliti, come quello tra il timido tassista di colore Max (Jamie Foxx), volenteroso e sognatore, e il cinico killer Vincent, impersonato da Tom Cruise, che accetta di sbiancarsi i capelli ma non di rinunciare al ruolo di duro dal vestito impeccabile. 

Jamie Foxx
 
La stessa notte, Vincent deve uccidere cinque informatori che minacciano di mandare in galera il gangster messicano Felix, mentre per Max è solo un turno di lavoro prima di raggranellare la somma necessaria per realizzare i suoi sogni imprenditoriali. La missione del primo dovrebbe essere segreta, ma presto Max è testimone di un omicidio. Da quel momento la vita di Max è nelle mani di Vincent, ma anche Vincent ha bisogno del tassista: primo per controllarlo, secondo per attraversare in lungo e in largo la città e terminare la sua missione prima dell'alba. I due si scoprono indispensabili l'uno all'altro, uniti da una sorta di ricatto che li lega fino al sorgere del sole.

Michael Mann ha scelto di girare quasi tutto il film in digitale (in formato HD e non DV), forse per scelta, forse per budget, forse per prepararsi ai nuovi formati che presto saranno lo standard quasi ovunque. Sebbene da qualche anno Hollywood cerchi di digerire gradualmente questa rivoluzione per non trovarsi spiazzata, gli ingredienti cinematografici di Mann non potrebbero essere più classici. A partire da una sceneggiatura che punta molto sul faccia a faccia tra Cruise e Foxx: stretti in un taxi o persi tra la folla, i due (bravi) protagonisti consumano il loro duello mentre il resto della città può solamente osservarlo o subirne le conseguenze.

La durata della trama è concentrata in una notte al punto che le due ore di durata sembrano quasi seguire in tempo reale gli avvenimenti sullo schermo, senza cadute di ritmo e con accelerazioni di violenza che preludono all'escalation finale. Splendide poi le immagini notturne, con il taxi tirato a lucido di Max che sfreccia via tra le luci artificiali della giungla metropolitana a fare da leit-motiv, e la colonna sonora che accompagna i viaggi dei due protagonisti. Come in Heat - La sfida, un saggio di cinema americano nella sua forma migliore, eccellente anche senza bisogno di particolare originalità. Merito ulteriore: l'ottimo finale, con Los Angeles all'alba, si chiude seccamente, evitando patetismi e inutili code.

Cast & credits

Titolo 
Collateral
Origine 
USA
Anno 
2004
Durata 
120
Formato 
1:2,35, colore
Colore 
Regia 
Michael Mann
Interpreti 
Tom Cruise
Jamie Foxx
Jada Pinkett Smith
Mark Ruffalo
Peter Berg
Produttori 
Michael Mann, Julie Richardson
Produzione 
DreamWorks SKG, Paramount Pictures, Parkes/MacDonald Productions
Distribuzione 
DreamWorks Distribution, Paramount Pictures
Scenografia 
Daniel T. Dorrance
Costumi 
Jeffrey Kurland
Sceneggiatura 
Stuart Beattie
Montaggio 
Jim Miller, Paul Rubell
Fotografia 
Dion Beebe, Paul Cameron
Effetti speciali 
Tyler Foell, Robert Rossello, Robert Stadd, John E. Sullivan
Musiche 
Tom Rothrock, Thomas Schobel