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Filologia, Teatro, Spettacolo. Dai greci alla contemporaneità, a cura di Francesco Cotticelli e Roberto Puggioni. Milano, Franco Angeli, 2017 Libri

Il volume miscellaneo curato da Francesco Cotticelli e Roberto Puggioni ha come nodo centrale il rapporto tra Filologia e Storia dello spettacolo, tra testi teatrali e tutto ciò che concorre alla messinscena. I trenta saggi raccolti seguono un percorso che va dall’antica Grecia al Novecento.

Si affrontano i testi teatrali di Sofocle (Ugo Criscuolo), Aristofane (Angela Maria Andrisano, Maria Luisa Chirico) e Seneca (Filippo Amoroso), i drammi pastorali di Tasso e Guarini (Laura Riccò, Roberto Puggioni), Shakespeare (Tiffany Sern, Paola Pugliatti), gli autori del Siglo de Oro come Calderón (Ignacio Arellano, Juan M. Escudero), il trio Pariati-Conti-Bibbiena (Angela Romagnoli), Goldoni (Anna Laura Bellina, Anna Scannapieco), Carlo Gozzi (Alberto Beniscelli), Petito (Franco Carmelo Greco), Mastriano (Loredana Palma), Eduardo e Titina De Filippo (Nicola De Blasi, Giuseppina Scognamiglio) per finire con gli adattamenti cinematografici di Kurosawa (Armando Rotondi).

Gli studi propongono molteplici spunti di riflessione sull’applicazione dei metodi filologici alla complessa disciplina della Storia dello spettacolo. Paola Radici Colace indaga sull’etimologia di alcuni termini afferenti al teatro greco rilevando come questi si siano radicati nel quotidiano; si pensi a prosopon che significa maschera, personaggio ma anche volto umano. La studiosa riflette anche sulla metafora come strumento per mettere in relazione il microcosmo teatrale e il macrocosmo reale: ne riscontra un uso abbondante in autori come Luciano, Plutarco e Dione Cassio.

Nel Cinquecento si assiste a un fenomeno di “testualizzazione”. Marzia Pieri analizza le varie forme testuali: la “drammaturgia consuntiva”; la trattatistica; i testi spettacolari volti a celebrare corti e signori; le forme dilettantistiche accademiche. Con la prima tipologia si apre il capitolo dedicato alla Commedia dell’Arte, tramandata da forme ibride fra oralità e scrittura e tuttavia non estranea alla trattatistica (pensiamo a Flaminio Scala, Tristano Martinelli e Giovanbattista Andreini). Anna Maria Testaverde pone come punti di riferimento Zorzi e il convegno Origini del teatro moderno. La Commedia dell’Arte (Pontedera, 1976) e individua negli anni Sessanta il nucleo di un’indagine su “canovacci”, “scenari” e “mandafuora”. Da qui il legame tra testo e pratica teatrale, tra filologia e “analisi strutturale”. Francesco Cotticelli cita le trattazioni di Siro Ferrone su viaggi, transazioni e biografie come snodo fondamentale per gli studi sul teatro di mestiere; si opta per l’incrocio delle fonti, siano esse immagini, canovacci o carteggi.

Quanto al teatro musicale, le considerazioni di Paologiovanni Maione sulla scena partenopea del Settecento e di Claudio Toscani sulle edizioni critiche dell’opera di Verdi; si riflette sulle stratificazioni storiche, sulle forme preventive e consuntive e, per dirla con Piermario Vescovo, sui processi di “trasmissione”. Tenendo conto della componente visiva dell’opera Maria Ida Biggi prende in esame Puccini e Manon Lescaut per confrontare materiali letterali, musicali e iconografici; Francesc Cortés si occupa invece dell’editoria spagnola e propone alcune metodologie per trattare partiture, libretti, frammenti, libri d’arte, edizioni auliche, storiche, nazionalistiche e pratiche.

Infine il saggio di Armando Rotondi riflette sul confronto tra “traduzione” e “adattamento” attraverso il cinema di Kurosawa, ispirato al teatro shakespeariano ma anche al Nō giapponese.

Il volume si conclude ponendo un’ulteriore problematica. «Sembra che la traduzione sia per forza anche un adattamento» afferma Rotondi riprendendo Eco (cfr. Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione, Milano, Bompiani, 2003); ciò che influisce è il contesto. Le analisi sui testi teatrali rispondono quindi a regole diverse rispetto alla filologia classica; come spiega Antonia Lezza trattando l’opera di Viviani, nel primo caso ci troviamo davanti a un’arte recente e ancora da sviluppare.

                                                                  Benedetta Colasanti



 
Filologia, Teatro, Spettacolo. Dai greci alla contemporaneità

530 pp.

euro 54,00

ISBN: 

978-88-917-6234-4

 
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