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Theaterheute, Nr. 2, Februar 2019


72 pp., euro 15,00
ISSN 0040 5507

Schnee Weiß di Elfriede Jelineks è il primo spettacolo recensito in Aufführungen, lo spazio della rivista berlinese riservato alle principali produzioni dei paesi di lingua tedesca. Presentato in prima assoluta allo Schauspiel di Colonia per la regia di Stefan Bachmann, il testo dissacrante – di cui sono protagonisti Sabine Waibel e Nikolay Sidorenko – è una denuncia degli abusi sessuali molto diffusi nel mondo dello sci professionistico austriaco.

Dalla ricca, variegata scena berlinese emergono due interessanti proposte Haußmanns Staatssicherheitstheater di Leander Haußmann (produzione Volksbühne) è una commedia ambientata ai tempi della DDR che racconta con pungente ironia i limiti e le debolezze della classe dirigente come ha ben sviluppato la regia dello stesso autore, che si è avvalso del contributo di pregevoli attori, tra cui Antonia Bill, Horst Kotterba, Silvia Rieger, Karl Schaper. Al Deutsches Theater è stata rappresentata la novità di Motiz Rike, Westend, affidata alla regia di Stephan Kimmig e all’interpretazione di Ulrich Matthes e Anja Schneider nei ruoli principali: un chirurgo e a una cantante alle prese con una relazione sentimentale assai complicata, segno della fragilità dei nostri tempi. Si prosegue con Medea und Jason da Medea di Franz Grillparzer al Thalia Theater di Amburgo: i due personaggi mitologici sono umanizzati e trasferiti nella nostra contemporaneità secondo le linee crude e asciutte con cui il regista Jette Steckel ha orchestrato la recitazione di Maja Beautiful e André Szymanski.

Medea di Grillparzer è oggetto dell’allestimento firmato da Mateja Koležnik per lo Schauspiel di Stoccarda, con la partecipazione di Sylvana Krappach, Benjamin Pauquet, Klaus Rodewald. Anche il Burgtheater di Vienna ha iscritto nella propria programmazione Medea, quella di Euripide, sviluppata dalla regia rigorosa e attenta all’attualizzazione del mito attraverso la trasformazione dei personaggi antichi in componenti di una qualsiasi famiglia moderna, come hanno saputo rendere sul palcoscenico Steven Scharf, Caroline Peters, Christoph Luser.

Aufführungen prosegue con l’analisi di tre diverse edizioni dello shakespeariano Macbeth. La prima è la messa in scena della omonima rielaborazione drammaturgica di Heiner Müller del 1972 ora affidata alla regia di Michael Thalheimer per il Berliner Ensemble con Constanze Becker, Sascha Nathan, Tilo Nido, Ingo Hülsmann impegnati in uno spettacolo dalle atmosfere cupe, violente, nichiliste. Il secondo Macbeth è quello firmato da Philipp Preuss allo Schauspielhaus di Stoccarda: atmosfere rarefatte ambientano la vicenda in uno spazio senza tempo che diventa esplorazione dell’inconscio perverso dei personaggi interpretati da Sascha Tuxhorn, Julia Bartolome, Felix Mühlen. Chiude il trittico la produzione dei Kammerspiele di Monaco realizzata da Amir Reza Koohestani che sceglie la formula del teatro nel teatro fingendo la rappresentazione della follia del protagonista durante una prova alla vigilia del debutto. In scena si sono distinti Christian Löber, Stefan Merki, Kamel Najma, Mahin Sadri.

44 Harmonies from Apartment House 1776 di John Cage segna il ritorno di Christoph Marthaler, dopo vent’anni, allo Schauspiel di Zurigo di cui è stato direttore. Si tratta di un progetto sperimentale che armonizza suoni ed effetti vocali di Marc Bodnar.

Completano Aufführungen le recensioni a due spettacoli di sicuro pregio. Der Spieler di Dostoevskij curato da Andreas Kriegenburg al Residenztheater di Monaco è una metafora delle debolezze dell’uomo contemporaneo che ha impegnato in scena i talentuosi Lilith Hässle e Thomas Lettow. Kill the Audience di Rabin Mroué riapre il discorso sulla guerra del Vietnam cercando un contatto interattivo con il pubblico alimentato dagli interpreti principali, Zeynep Bozbay e Eva Löbau.

In International si parla di un interessante progetto del nuovo direttore del teatro NT di Gent Milo Rau incentrato sulla messinscena di Orestes in Mossul, libero adattamento della tragedia eschilea. Lo spettacolo, che promuove una riflessione sulla guerra siriana, è affidato a una compagnia formata da attori europei e iracheni con Johan Leysen nel ruolo di Agamennone.

Le pagine di Akteure sono dedicate a Svetlana Belesova, attrice di origini ucraine formatasi allo Schauspielhaus di Norimberga e al Metropoltheater di Monaco, per poi ritornare a Bochum nel 2018 dove ha ottenuto grandi consensi di pubblico e di critica in diversi spettacoli tra cui il recente Die Philosophie im Boudoir di Herbert Fritsch.

Il testo del mese (Das Stück) è Disko, novità di Wolfram Höll commissionata dallo Schauspiel di Lipsia. Ambientata in una discoteca e sostenuto da una scrittura molto vicina al linguaggio rap, la commedia è una sottile denuncia del declino della cultura tedesca. Il testo, qui pubblicato in versione integrale, ha visto l’allestimento di Ivan Panteleev, con Julia Berke, Thomas Braungardt Anna Keil tra gli interpreti principali.


di Massimo Bertoldi


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