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Lorenzo Bianconi, Maria Cristina Casali Pedrielli, Giovanna Degli Esposti, Angelo Mazza, Nicola Usula, Alfredo Vitolo

I ritratti del Museo della musica di Bologna. Da padre Martini al Liceo musicale

Historiae musicae cultores CXXIX

Firenze, Olschki, 2018, XVIII-684 pp., euro 90
ISBN 9788822263490

Vede finalmente luce editoriale l’ultratrentennale progetto di catalogazione dei ritratti di musicisti italiani e stranieri tra Cinque e Novecento conservati al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna. Oltre trecento esemplari tra pitture e disegni a pastello o a gessetto affidati alle cure di un team di musicologi e storici dell’arte che, con rigore filologico, rende fruibile per un pubblico di specialisti e appassionati quell’inestimabile tesoro incardinato sulla celeberrima quadreria tardo-settecentesca di padre Martini.

Teorico, didatta, musicista egli stesso, Giambattista Martini iniziò a raccogliere intorno alla metà del Settecento una serie di dipinti di interesse musicale. Animato dallo scopo di completare la sua Storia della musica in più tomi (1757-1781) con un ulteriore volume a carattere iconografico, il minore conventuale compose a partire dal 1770 una monumentale iconoteca pittorica nelle stanze del convento bolognese di San Francesco. Tale patrimonio, trasferito in età napoleonica presso il Liceo musicale locale, si arricchì tra Otto e Novecento dei ritratti di personalità più o meno insigni della cultura coeva, appartenenti in buona parte al milieu cittadino.

I dipinti di padre Martini e le addizioni seriori della quadreria offrono una impareggiabile testimonianza dell’attività musicale di Bologna nel corso dei secoli. Trainata dal prestigio dell’Accademia Filarmonica, fin dalla metà del Seicento la città felsinea si era imposta come una vera e propria capitale della musica. Snodo imprescindibile di una rete internazionale di corti, teatri, cappelle e accademie musicali, fu crocevia di compositori, cantanti, suonatori provenienti da tutta Europa.

Gli esemplari predisposti dal frate francescano per la sua collezione sono scelti più per il loro valore documentale che per la qualità artistica. Non di rado la galleria restituisce l’unica effigie pittorica a oggi nota di taluni soggetti, tra cui musicisti di prima grandezza quali Gioseffo Zarlino, Giovanni Legrenzi, Antonio Maria Bononcini, Giovanni Battista Sammartini. Si registrano inoltre rari ritratti certificati di Alessandro Scarlatti, Caldara, Gluck, Mozart nonché, tra i post-martiniani, di Isabel Colbran. Non mancano i capolavori: si pensi allo splendido olio su tela del castrato Carlo Broschi detto il Farinelli eseguito alla corte di Madrid da Corrado Giaquinto (1753-1755 ca.); oppure alle celebri ante di libreria con scaffali di libri musicali frutto della maestria di Giuseppe Maria Crespi (1725 ca.). Un posto d’onore spetta al ritratto di Johann Christian Bach realizzato da Thomas Gainsborough, unico quadro del pittore inglese posseduto da un museo italiano (1776 ca.). Altro fiore all’occhiello il misterioso ritratto anonimo di violinista e compositore identificato in passato con Antonio Vivaldi in virtù di un presunto ciuffo di capelli rossi che spunterebbe da sotto la parrucca.

La catalogazione dei quadri, tutti riprodotti a colori in ottima risoluzione, è introdotta da tre studi di Angelo Mazza e Alfredo Vitolo che ricostruiscono la storia dell’iconoteca di padre Martini, soffermandosi sull’intreccio di uomini e di cose che diedero vita a quel grandioso progetto, stilando un inventario della fitta corrispondenza martiniana con quanti condivisero l’impresa e delineando un prospetto relativo alla gestione e alla catalogazione della quadreria nel Liceo musicale di Bologna. A seguire gli ottimi approfondimenti sui citati dipinti di Giaquinto (di Lorenzo Bianconi e Maria Cristina Casali Pedrielli) e di Crespi (dello stesso Mazza), più un contributo a firma di Giovanna Degli Esposti sulla quadreria post-martiniana in rapporto alla ritrattistica bolognese a cavallo tra Ottocento e i primi decenni del secolo successivo.

Il catalogo dei ritratti, raggruppati per campiture cronologiche e ordinati alfabeticamente per soggetto, prevede schede singole per un totale di trecentoundici unità. Ogni scheda, più o meno corposa, presenta una intestazione con i dati essenziali del dipinto: soggetto, autore, tecnica, supporto, formato, eventuali iscrizioni. Seguono dettagliate notizie storico-critiche, informazioni sullo stato di conservazione del ritratto e una bibliografia aggiornata.

In appendice, Angelo Mazza propone una ulteriore schedatura di ritratti alienati, danneggiati, dispersi: in seguito alle confische dei beni ecclesiastici ordinate in età napoleonica, o per le condizioni di degrado, oppure a causa di vendite e cessioni effettuate dal Comune di Bologna nel corso del tempo. Chiudono il volume la ricca bibliografia e gli indici dei soggetti e degli artisti.



di Gianluca Stefani


La copertina

cast indice del volume


 




G.M. Crespi, Due ante di libreria, 1725 ca., olio su tela










C. Giaquinto, Ritratto di Farinelli, 1753-1755 ca., olio su tela











Cerchia di G.M. Crespi, Ritratto di violinista e compositore, anni Trenta del Settecento, olio su tela 

 
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