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Theaterheute, Nr. 12, Dezember 2018


80 pp., euro 15,00
ISSN 0040 5507

Il nuovo numero della rivista si apre con la ricca e dettagliata sezione Aufführungen dedicata alle recensioni dei principali spettacoli prodotti in area tedesca. Al Berliner Ensemble il regista Simon Stone ha costruito il tessuto narrativo di Eine griechische Trilogie accorpando estratti dalla Lisistrata di Aristofane e da tragedie euripidee (Le Troiane e Le Baccanti), per parlare del destino delle donne assurte a metafora dei perdenti di ieri e di oggi. Tra gli interpreti si sono distinti Andreas Döhler, Martin Wuttke, Samuel Schneider, Constanze Becker, Judith Engel, Caroline Peters.

Nello stesso teatro berlinese sono state presentate in un’unica serata due interessanti novità: Revolt Again di Alice Birch e Mar-a-Lago di Marlene Streeruwitz per la regia di Christina Tscharyiski con Sascha Nathan, Lorna Ishema, Patrick Güldenberg. La Schaubühne ha affidato a Herbert Fritsch la messinscena di Champignol wider Willen di Georges Feydeau, viziata da eccessivi virtuosismi recitativi a danno della forza corrosiva del testo. I ruoli principali sono stati affidati a Florian Anderer, Ursina Lardi, Bastian Reiber, Werner Eng e Fine Sendel

In Hunger. Peer Gynt, Sebastian Hartmann ha mescolato le opere omonime di Knut Hamsun e di Henrik Ibsen sviluppando una ricerca sui lati oscuri della natura romantica contemporanea, con venature prossime alla follia. Nell’allestimento dell’opera al Deutsches Theater si sono esibiti Peter René Lüdicke, Almut Zilcher, Elias Arens.

Dalla ricca scena berlinese emerge anche Außer sich, riduzione drammaturgica dell’omonimo romanzo d’esordio di Sasha Marianna Salzmann da parte di Sebastian Nübling in scena al Gorki Theater. Si tratta della storia di una famiglia cresciuta nella Russia postsocialista ed emigrata in Germania dove vivrà, alimentata dai ricordi e dalla nostalgia, una tenebrosa crisi di identità. Un dramma interpretato da pregevoli attori: Sesede Terzìan, Margarita Breitkreiz, Kenda Hmeidan.

Ci si sposta allo Schauspiel di Hannover dove Örn Arnarsson ha presentato una versione truce, e cupa dello shakespeariano Macbeth che ha impegnato sulla scena Sarah Franke, Philippe Goos, Lisa Nathalie Arnold, Henning Hartmann

Del repertorio del grande drammaturgo inglese, Karin Beier ha scelto König Lear (King Lear), proposto alla Schauspielhaus di Amburgo con un taglio registico attento alla sostanza tragica del testo adattato ai nostri giorni. Nelle parti fondamentali si sono esibiti Lina Beckmann, Edgar Selge, Ernst Stötzner, Samuel Weiss e Sandra Gerling.

L’ultimo allestimento trattato in Aufführungen è Dionysos-Stadt di Christopher Rüping ai Kammerspiele di Monaco: un progetto-maratona della durata di dodici ore costruito sull’intreccio di estratti di tragedie greche. L’allestimento ha visto interpreti di rilievo quali Maja Beckmann, Peter Brombacher, Wiebke Mollenhauer, Majd Feddah.

La sezione Starts si occupa dei principali spettacoli della nuova stagione teatrale, a partire dalle pregevoli proposte dello Schauspielhaus di Bochum: Johan Simons ha firmato la regia di Die Jüdin von Toledo dall’omonimo romanzo di Lion Feuchtwanger (1958) in cui si intrecciano storie di tolleranza e di conflitti politico-religiosi nella Spagna del XII secolo. L’allestimento – di cui sono protagonisti Michael Lippold, Ulvi Erkin Teke e Hanna Hilsdorf – trasferisce la vicenda in un contesto contemporaneo generico. White People’s Problems/The Evil Dead del regista belga Benny Claessens, ispirato a Die Webern e a Vor Sonnenaufgang di Gerhart Hauptmann, è incentrato sulla presenza del razzismo subliminale nella politica e nella giustizia. Completa il trittico di Bochum la messinscena di Der Hamilton Komplex da parte di Lies Pauwels di cui sono protagoniste tredici ragazze alle prese con la pedofilia.

Anche allo Staatstheater di Karlsruhe si segnalano tre titoli di pregio. Nora, Hedda und ihre Schwestern, collage di figure femminili di provenienza ibseniana scritto da Ulrike Syha per la regista Anna Bergmann, è uno spettacolo di grande impatto visivo integrato con le installazioni video di Sebastian Pircher e Tina Wilke. Szenen einer Ehe è un omaggio a Ingmar Bergman (in occasione del centenario della nascita) attraverso la trasposizione teatrale del celebre film omonimo, per la regia di Anna Bergmann e l’interpretazione di Timo Tank e Sina Kiessling. Con Europa flieht nach Europa di Miroslava Svolikova si entra nella dimensione del poema drammatico incentrato sulla figura mitologica della principessa fenicia Europa recitata dalla applaudita Claudia Hübschmann, guidata dalla regia di Alia Luque.

In Akteure si legge un dettagliato profilo dell’attrice svizzera Ursina Lardi, formatasi alla Ernst-Busch-Hochschule Schauspiel di Berlino, poi scritturata dallo Schauspielhaus di Düsseldorf, di Francoforte e Amburgo, infine consacrata alla Schaubühne di Berlino diventando una delle interpreti preferite di Thomas Ostermeier. Nell’intervista rilasciata a «Theaterheute» l’attrice illustra la sua carriera soffermandosi sulle caratteristiche dei principali ruoli da lei interpretati.

Il testo del mese (Das Stück) è Schnee weiss di Elfriede Jelinek, presentato in prima assoluta allo Schauspiel di Colonia.



di Massimo Bertoldi


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