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Bianco e nero, 587, a. LXXIX, n. 590, gennaio-aprile 2018
Camilleri secondo Camilleri

A cura di Felice Laudadio

148 pp., euro 16,00
ISSN 0394-008X

L’editoriale di Felice Laudadio introduce il numero 590 di «Bianco e Nero» dedicato alla figura di Andrea Camilleri. Il fascicolo contiene, per la prima volta nella storia della rivista, anche un dvd con una lunga intervista allo scrittore siciliano nella sua casa di Roma a cura dello stesso Laudadio.   

In apertura Carlo Lucarelli esalta la felicità del narratore Camilleri capace di costruire un universo familiare e “accogliente” per mezzo di parole, personaggi e situazioni ricorrenti.   
 
Nella densa intervista a Laudadio Camilleri racconta la sua multiforme attività culturale: dalla formazione all’Accademia Accademia Nazionale d’Arte Drammatica all’insegnamento presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, dalla collaborazione con Orazio Costa e con Roberto Rossellini alla esperienza in Rai e all’impegno nella letteratura. Il resoconto del colloquio è intervallato dalle testimonianze dei suoi allievi al Centro Sperimentale. Silvano Agosti ne elogia l’umanità, la sincerità e l’intensità. Paolo Graziosi ne ricorda l’autorevolezza e la dedizione. Nella conversazione di Luca Pallanch con Luigi Perelli, il regista ripercorre le tappe del suo percorso al Centro rammentandone l’ironia e l’apertura intellettuale.   
 
I due contributi successivi sono dedicati all’impegno di Camilleri in radio e in televisione. Enrico Menduni individua ne Il commissario Montalbano meccanismi di successo analoghi a quelli delle Inchieste del commissario Maigret (si pensi alla “logica dell’assenza” come strumento per costruire il mito). Cesare Biarese ripercorre l’esperienza in Rai del professore a partire dalla fine degli anni Cinquanta soffermandosi sui rapporti lavorativi e personali con Eduardo De Filippo nonché sul suo impegno come produttore televisivo e regista (dalla prosa fino ad altri settori della comunicazione).   
 
Passando al Camilleri romanziere, Giovanni Capecchi ricostruisce il profilo e l’“evoluzione” del personaggio Montalbano evidenziando la capacità dell’autore di offrire un carattere verosimilmente mutevole in un contesto di serialità. Lo stesso Capecchi riflette sulle altre produzioni letterarie dello scrittore e sulle sue efficaci sperimentazioni linguistiche.     

Antonio Sellerio analizza il successo della produzione letteraria di Camilleri a partire dal primo romanzo pubblicato dalla nota casa editrice palermitana: La stagione della caccia (1992). L’editore sottolinea come la critica si sia a lungo soffermata sul vigatese evidenziando l’importanza del dialetto nella definizione dei suoi personaggi e la capacità d’inventare una vera e propria lingua e insegnarla al lettore.   
 
Lo psicoterapeuta Giuseppe Fabiano prende in esame i contenuti psicologici delle opere narrative di Camilleri e l’intimo legame tra chi scrive e la sua elaborazione letteraria proponendo la definizione di «ventriloquo narrativo» (p. 63) (con particolare riferimento alla profonda connessione tra l’autore e il personaggio Montalbano). Nunzio La Fauci definisce lo scrittore un «radicale innovatore» (p. 75) alla luce del suo lavoro sul dialetto.   
 
Nella conversazione con Alberto Crespi gli sceneggiatori di Montalbano, Francesco Bruni e Salvatore De Mola,  raccontano il loro rapporto creativo con l’autore dei romanzi, svelano aneddoti sulla produzione della serie tv e spiegano la genesi dello spin-off Il giovane Montalbano. Nel dialogo di Luca Pallanch con Sergio Silva, già a capo della fiction Rai, si delineano i processi che hanno portato alla creazione della fiction e alla scelta dell’attore protagonista Luca Zingaretti. Carlo Degli Esposti ripercorre «l’avventura di Montalbano» (p. 76) dal punto di vista del produttore: sottolinea i punti di forza, gli ostacoli e la linea editoriale della sua Palomar. Il regista Alberto Sironi descrive i dettagli del lavoro sul set e della sua preparazione.   
 
Giuseppe Marci indaga ancora la sperimentazione sulla lingua, esplorando i concetti di “partitura” e “invenzione”, nonché mettendo in relazione il linguaggio di Camilleri con quello di Pirandello. Marco Trainito sviscera le acute intuizioni dello scrittore in merito alle connessioni tra mafia e religione, tra le pratiche della criminalità organizzata e il potere del mondo cattolico. Alberto Anile confronta la figura di Camilleri con quelle di tre grandi nomi della letteratura siciliana: il già citato Pirandello, Sciascia e Giuseppe Tomasi di Lampedusa.   
 
Concludono la sezione le testimonianze degli attori Zingaretti e Michele Riondino (interprete di Montalbano giovane) sul rapporto personale e lavorativo con lo scrittore.   
 
La sezione successiva è riservata ai traduttori e ai problemi della resa di un idioma così peculiare nelle diverse lingue. Dall’inglese «eccentrico» (p. 104) scelto da Stephen Sartarelli come strumento per ridare dignità agli italoamericani al tortuoso percorso di ricerca di Carlos Mayor per decifrare i testi e restituirli in spagnolo. Se il catalano Paul Vidal sottolinea il valore identitario della lingua, l’ungherese Ádám András Kürthy affronta le difficoltà della traduzione cercando di «trasmettere il buon testo come buon testo» (p. 106). Infine Fotini Zervou fa leva sulle connessioni tra Grecia e Sicilia alla luce dell’origine etimologica greca di alcune parole siciliane.   
 
Nella sezione Variazioni su Camilleri, Salvatore Silvano Nigro evidenzia ancora una volta come la lingua sia «l’anima della sua portentosa ingegneria narrativa» (p. 111). Masolino d’Amico esamina i rapporti dello scrittore con il teatro, non solo ripercorrendone l’attività scenica, ma sottolineando «l’ispirazione teatrale di tutta la sua narrativa» (p. 118). Domenico Monetti individua nel campo della recitazione l’urgenza da parte di Camilleri di mettere al centro della scena la phoné. Cristina Bragaglia pone l’attenzione sul tema del cibo nella sua letteratura: i rimandi al citato Maigret, il solido legame con la Sicilia, il valore sentimentale della passione culinaria.   
 
Negli Extra troviamo la presentazione di Alfredo Baldi al carteggio di Camilleri con il Centro Sperimentale di Cinematografia. Infine, Alberto Anile introduce il cineracconto ispirato a L’uomo delle stelle di Tornatore realizzato da Camilleri per «Tv Sorrisi e Canzoni» nel 1995. 

di Stella Scabelli


La copertina

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