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Arte Veneta, n. 73, 2016
Rivista di storia dell’arte fondata nel 1947

237 pp., euro 95,00

Sono tre i saggi ospitati in questo nuovo numero della rivista diretta da Luca Massimo Barbero.

In apertura Cristina Guarnieri si occupa delle Storie di santa Lucia della Pinacoteca Comunale di Fermo, capolavoro del tardogotico italiano realizzato da Jacobello del Fiore nei primi anni del quindicesimo secolo. Attraverso puntuali rilevazioni tecnico-scientifiche si dimostra che le otto tavolette istoriate che compongono l’opera, erroneamente ritenute parti di un polittico o di un dossale smembrati, sono in realtà gli elementi completi di una “pala ribaltabile”: una particolare tipologia di manufatto diffusa in area veneziana la cui funzione era quella di occultare-esporre alla venerazione dei fedeli le reliquie dei santi martiri grazie a un congegno che consentiva il rovesciamento delle ante. 



Jacobello del Fiore, Pala di Santa Lucia. Fermo, Pinacoteca Comunale

Massimo Negri rilegge la scultura vicentina primo-quattrocentesca alla luce dell’attività professionale di Nicolò da Venezia, di Antonio da Mestre e del Maestro dei Boccalotti. In questa proficua ricognizione dell’opera dei tre grandi iniziatori della scuola locale spicca l’inedita attribuzione alla bottega dello scultore mestrino di una statua con un Santo vescovo appartenente all’antico convento di Santa Maria del Cengio a Isola Vicentina. 

Paolo Delorenzi esamina la raccolta di incisioni Varij disegni de camini de gabineti inventati et incisi di Giorgio Fossati, antesignana delle ben più note Diverse maniere d’adornare i cammini di Giambattista Piranesi (1769). Esemplato sul gusto rococò delle serie transalpine elaborate da Jean e Pierre Le Pautre, Pierre Bullet, Daniel Marot, Jean Berain, Gilles-Marie Oppenort e Jacques-François Blondel, questo raro libro d’ornato databile alla fine degli anni Trenta del Settecento reca, oltre alla mano dell’architetto-ingegnere Fossati, quella dell’amico Francesco Fontebasso, abile acquafortista allievo di Sebastiano Ricci. 



Modello di camino da Varij disegni de camini de gabineti inventati et incisi di Giorgio Fossati, incisione

Nel corposo spazio dedicato alle Segnalazioni, Alessandro Simbeni si occupa dei frammentari affreschi primo-trecenteschi sulla parete sinistra della chiesa di San Francesco a Mantova i cui codici figurativi risentono profondamente della cultura veneta orientata dalla lezione giottesca di Padova. Sempre in area trecentesca, Zuleika Murat aggiunge al catalogo di Guariento una tavoletta dipinta con l’Imago pietatis battuta recentemente per Christie’s, mentre Matteo Procaccini fa luce sulla complessa vicenda del polittico con la Madonna in trono con il Bambino, Crocifissione con i dolenti, Annunciazione e Santi trafugato circa un secolo fa dalla chiesa di Santa Susanna in Villagrande di Mombaroccio e mai più ritrovato.



Bottega mantovana del XIV secolo, Inferno, partic. Mantova, chiesa di San Francesco

Roberto Cobianchi data alla metà del Quattrocento un velluto ricamato di manifattura veneziana incorporato in un prezioso piviale cinquecentesco conservato al Museo domenicano del convento di Santa Sabina all’Aventino. Se Margaret Bordonaro e Desirae Peters attribuiscono a Pietro da Vicenza una pittura su tavola con la Madonna della Misericordia (fine Quattrocento) ora alla Villa La Pietra di Firenze, Andrea Di Lorenzo analizza il pannello smembrato con la Madonna in trono con il Bambino e due angeli musicanti di Cristoforo Caselli (circa 1510) alla luce dei modelli lombardi del Bergognone. Seguono i contributi di Peter Humfrey su Pietro degli Ingannati pittore di soggetti mitologici; di Ettore Napione sull’attività dello scultore Angelo Rossi nella Verona di fine Cinquecento; di Amalia Pacia sul proficuo cantiere artistico di Agostino e Bartolomeo Litterini e di Andrea Fantone a Venezia e a Bergamo tra Sei e Settecento. 



Agostino Litterini, Madonna del Rosario, partic. Foresto Sparso, chiesa di San Marco.

Enrico Lucchese ricostruisce, con importanti aggiunte, la produzione pittorica sacra e profana del pittore trevigiano Antonio Bellucci durante la sua permanenza a Vienna (1692-1703). Pietro C. Marani registra alcune suggestioni leonardesche nel prezioso corpus di caricature di Anton Maria Zanetti il Vecchio alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia. William Barcham traccia una mappatura dei pittori veneziani in terra germanica nel XVIII secolo sulla scorta della recente pubblicazione di Daniel Fusco Exuberant Apotheoses. Italian Frescoes in the Holy Roman Empire: Visual Culture and Princely Power in the Age of Enlightenment (Leiden-Boston, Brill, 2016). Massimo Favilla e Ruggero Rugolo esaminano un foglio di Carpoforo Mazzetti Tencalla al Museo Correr di Venezia contenente il progetto grafico per la decorazione a stucco di un sovracamino, mentre Renzo Mangili ricostruisce la committenza a Francesco Hayez dell’olio su tela con il Ritratto di Marcantonio Calepio (1828), copia di un anonimo dipinto di fine Settecento. 



Domenico Zanetti, La caduta dei Giganti. New York, The Morgan Library

Per le Carte d’archivio, Nathaniel Silver rende noti due documenti conservati all’Archivio di Stato di Venezia che integrano la biografia di Nicoletto Semitecolo, pittore attivo in Laguna alla metà del Trecento. Giuseppe Sava rilegge le fonti intorno a Francesco Terilli attribuendo all’“intagliador”  feltrino tre inedite sculture nonché documentando una sua insospettata collaborazione con Jacopo Zane. Infine Marina Magrini torna su Zanetti senior dando conto di una nuova lettera a Francesco Algarotti datata 3 maggio 1738 in cui lo scrivente promuove la sottoscrizione del primo volume Delle antiche statue, iniziativa editoriale firmata insieme a Anton Maria Zanetti junior. 

Tutti i contributi sono corredati, come di consueto, da un ricco apparato iconografico a colori e in bianco e nero. La Bibliografia dell’arte veneta, disponibile in ebook, è firmata da Paolo Delorenzi (per i periodici) e da Meri Sclosa (per le monografie).


di Gianluca Stefani


La copertina

cast indice del volume


 


























Antonio da Mestre, Santo vescovo. Isola vicentina, santuario di Santa Maria del Cengio


































































Pietro da Vicenza, Madonna della Misericordia. Firenze, Villa La Pietra, Collezione Acton























Francesco Hayez, Ritratto di Marcantonio Calepio. Collezione privata

 
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