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Theaterheute, Nr. 6, Juni 2018


71 pp., euro 15,00
ISSN 0040 5507

La sezione Das Gespräch con cui si apre questo numero di «Theaterheute» registra una lunga conversazione con due attrici del Kammerspiele di Monaco, Wiebke Puls e Katja Bürkle. Si parla dei cambiamenti nel teatro tedesco degli ultimi venti anni nel segno di un maggior numero di produzioni, della presenza nelle compagnie di attori di scuole e origini diverse e dei tanti percorsi della nuova drammaturgia nazionale. 

Ricche e dettagliate come sempre si presentano le pagine di Aufführungen che raccolgono le recensioni degli spettacoli più interessanti realizzati nei paesi di lingua tedesca. Nella programmazione dei Kammerspiele della città bavarese figurano due allestimenti non trascurabili: Der Vater di August Strindberg per la regia di Nicolas Stemann che legge il dramma come segno di frustrazioni e di torbidi legami familiari adattabili anche al nostro presente. Tra gli attori si sono distinti Benjamin Radjaipour, Zeynep Bozbay, Julia Riedler, Wiebke Puls e Daniel Lommatzsch. In No Sex di Toshiki Okada si parla di carenza di intimità e di sesso nelle coppie moderne. Il testo è stato affidato all’interpretazione di Thomas Hauser, Christian Löber, Franz Rogowski, Annette Paulmann e Stefan Merki. Il collettivo inglese Forced Entertainment ha presentato sul palcoscenico dello Schauspiel di Francoforte Out Of Order, accattivante performance in cui sei attori-pagliacci sbeffeggiano il linguaggio e la comunicazione teatrale creando situazioni di caos-ordine. 

Una riflessione in controluce sul capitalismo contemporaneo attraversa gli spettacoli di Amburgo: allo Schauspielhaus è stato allestito Junk dell’americano Ayad Akhtar, miscela di dramma reale e thriller economico che racconta la storia di Michael Milken, affarista spregiudicato degli anni Ottanta del secolo scorso. La regia compete a Jan Philipp Gloger che ha affidato i ruoli principali a Erich Stötzner e Samuel Weiss. Il Thalia Theater ha ospitato Fountainhead, tratto dall’omonimo romanzo di Ayn Rand del 1943, di cui sono protagonisti due architetti dalle opposte vedute: l’uno conforme ai gusti dei clienti, l’altro visionario propositore di nuove soluzioni progettuali. Lo scontro, ben animato da Jens Harzer e Jörg Pohl guidati dalla regia di Johan Simon, diventa delicata metafora politica del dibattito tra conservazione e innovazione. 

Attingono al repertorio americano due importanti registi tedeschi: Andrea Breth ha affrontato il dramma Eines langen Tages Reise in die Nacht (Long Day’s Journey into Night) di Eugene O’Neill letto in chiave realistica con particolare attenzione alle sfumature psicologiche dei personaggi affidati a August Diehl, Corinna Kirchhoff, Sven-Eric Bechtolf, Andrea Wenzl, molto applauditi dal pubblico del Burgtheater di Vienna. Michael Thalheimer si è confrontato con Endstation Sehnsucht (A Streetcar named Desire) di Tennessee Williams (produzione Berliner Ensemble) confezionando una messinscena fedele al testo molto coinvolgente e impostata sulla centralità del tema dell’emancipazione femminile. Il regista si è avvalso di un cast di qualità formato, tra gli altri, da Cordelia Wege, Andreas Döhler, Sina Martens e Peter Moltzen

Un indicatore attendibile circa la diffusione della drammaturgia tedesca contemporanea è offerto dal servizio Neue Stücke della rivista berlinese. Il Theater di Basilea ha promosso la rappresentazione di Kaspar Hauser und Söhne, saga di Olga Bach che, prendendo spunto dalla storia del trovatello Kaspar Hauser, racconta una famiglia di imprenditori attraverso sette generazioni dal 1940 al 2018. La regia di Ersan Mondtag ha orchestrato con precisione uno spettacolo corale caratterizzato da continui cambiamenti di ruoli affidati a Thiemo Strutzenberger, Carina Braunschmidt, Michael Gempart e Benny Claessens. Altra novità di rilievo è A Walk on the Dark Side di Yael Ronen. Al centro della produzione del Gorki Theater di Berlino si pone l’aspro conflitto fra tre fratelli – Dimitri Schaad, Jonas Dassler e Jeff Willbusch – che anima riflessioni sul senso dell’esistenza. Infine Phantom di Dieudonné Niangouna, in scena alla Berliner Ensemble, costruisce intorno al ricordo della colonizzazione tedesca del Camerun una storia di incubi e di rimorsi. Tra gli attori si segnala la buona prova di Bettina Hoppe, Josefin Platt, Wolfgang Michael e Oliver Kraushaar

Le pagine di Akteure sono dedicate al profilo artistico di André Kaczmarczyk, attore di punta dello Schauspielhaus di Düsseldorf proveniente dalla Hochschule für Schauspielkunst Ernst Busch di Berlino, recentemente affermatosi in Caligula di Albert Camus per la regia di Sebastian Baumgarten, in Fabian oder Der Gang vor die Hunde da Erich Kästner nell’allestimento di Bernadette Sonnenbichler, nel musical Lazarus di David Bowie e Enda Walsh a cura di Matthias Hartmann

Il testo del mese (Das Stück) è Mitwisser della giovane e promettente Enis Maci che cuce una trama di intime relazioni tra un gruppo di amici nella cornice della globalizzazione e dell’industrializzazione che distrugge l’ecosistema. Il testo è stato recentemente allestito allo Schauspielhaus di Vienna per la regia di Pedro Martins Beja e l’interpretazione di Simon Bauer, Lili Epply, Steffen Link, Vassilissa Reznikoff e Sebastian Schindegger

Nella sezione Festivals ci si occupa del FIND (Festival International Neue Dramatik organizzato dalla Schaubühne di Berlino), rassegna animata da un’analisi radicale e molto severa della società contemporanea. Qué Haré yo con esta espada? di Angélica Liddell, ispirandosi a Nietzsche, Bataille e Lacan, smaschera il pensiero conservatore contemporaneo; Wajdi Mouawad nel progetto Philoktet rivisita il mito di Filottete per parlare di industria pornografica; le difficoltà di integrazione sociale e culturale di una famiglia di ristoratori vietnamiti trapiantati in Francia sono la spina dorsale di Saigon dell’autrice e regista Caroline Guiela Nguyen; la novità di Rodrigo Garcia Evel Knievel contra Macbeth na terra do finado Humberto è un video-collage teatrale in cui lo stuntman Evel Knievel e il mostro animato Neronga duellano con Orson Welles incarnato nel personaggio di Macbeth e nella sua vocazione alla conquista del mondo. 

Il Volkstheater di Monaco ha indetto la quattordicesima edizione del festival Radikal Jung rivolto prevalentemente a giovani ed emergenti registi. Tra le tredici produzioni si segnalano la tempestosa rilettura di Romeo und Julia operata da Pinar Karabulut e l’interpretazione in chiave comica del romanzo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury da parte del ventiseienne Wilke Weermann. Tra gli altri registi figurano Anta Helena Recke impegnata con Mittelreich dall’omonimo romanzo di Josef Bierbichler, Jason Danino Holt che realizza il suo Not Letting It In, Corinne Maler con Children of Tomorrow di Tina Müller e Christina Tscharyski con Ja eh! Bier und Bachmannpress. L’annuale festival Stückemarkt di Heidelberg ha ospitato rappresentanti del teatro coreano come la scrittrice Yeon-Ok Koh, il gruppo Va Qi diretto da Kyung Sung Lee e la Yohangza Theater Company con la rappresentazione di Romeo und Julia. Hanno trovato spazio espressivo anche diversi esponenti della drammaturgia tedesca come Esther Becker, Ulrike Syla, Leon Engler.


di Massimo Bertoldi


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