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Theaterheute, 2018, n. 5, Mai


101 pp. 15,00 euro
ISSN 0040 5507

«Theaterheute» si apre con un’intervista a Ernest Allan Hausmann attore tedesco di origini ghanesi con all’attivo importanti presenze nelle compagnie della Berliner Ensemble, del Deutsches Theater di Berlino e del Thalia Theater di Amburgo. Racconta le offese e le provocazioni razziali recentemente subite e si sofferma sulla sua partecipazione a Mittelreich adattamento dell’omonimo romanzo di Josef Bierbichler per la regia di Anta Helena Recke presentato all’ultima edizione dei Berliner Thaetertreffen.   
 
Di questa importante manifestazione berlinese, che premia i dieci spettacoli considerati i più meritevoli della stagione, si occupa in modo approfondito l’articolo successivo (Best of…). Vi si sottolinea l’incidenza dei supporti tecnologici nella regia e nella costruzione dell’azione scenica dell’attore, come emerge dagli allestimenti in questione: Faust di Frank Castorf (Volksbühne di Berlino), Rückkehr nach Reims di Thomas Ostermeier (Schaubühne di Berlino), Beute Frauen Krieg di Karin Henkel (Schauspielhaus di Zurigo), il brechtiano Trommeln in der Nacht (Tamburi nella notte) per la regia di Christopher Rüping (Kammerspiele di Monaco), Am Königsweg di Elfriede Jelinek (regia di Falk Richter, Deutsches Schauspielhaus di Amburgo), Die Odyssee di Antú Romero Nunes (Thalia Theater di Amburgo), Woyzeck di Georg Büchner per la regia di Ulrich Rasche (Theater di Basilea), il citato Mittelreich curato da Anta Helena Recke (Kammerspiele di Monaco), Die Welt im Rücken dal romanzo omonimo di Thomas Melle (Burgtheater di Vienna) e Nationaltheater Reinickendorf di Vegard Vinge e Ida Müller (produzione Vinge/Müller & Berliner Festspiele).     
 
A questa rosa di premiati si affiancano gli esclusi segnalati dalla redazione della rivista berlinese: Women in Trouble di Susanne Kennedy con la regia della stessa, Wilhelm Tell di Friedrich Schiller nell’allestimento di Stefan Bachmann e Faust di Werner Schwab curato da Claudia Bauer.   
 
In Mühlheimer Stücke si legge una attenta presentazione dei testi registrati nel cartellone della quarantatreesima edizione della rassegna Mühlheimer Theater Tage. Il filo conduttore è la vita contemporanea. In Fräulein Agnes di Rebekka Kricheldorf (regia di Erich Sidler) si affrontano le problematiche di una donna colta, agiata e di spirito liberale. I personaggi di Homohalal di Ibrahim Amir (regia di Laura Linnenbaum) vivono contraddizioni e ipocrisie in merito al sesso e alla tolleranza etnica. Thomas Melle in Versetzung (regia di Brit Bartkowiak) si occupa della crisi nella comunicazione interpersonale che in Beben di Maria Milisavljevic (regia di Erich Sidler) converge nei linguaggi vuoti e scarni di Facebook, WhatsApp e Twitter. Hotel Strindberg di Simon Stone (anche regista) si ispira a Strindberg per raccontare un incontro grottesco, tragico e comico tra uomini e donne in occasione di una festa aziendale. Ewald Palmetshofer riscrive Vor Sonnenaufgang di Gerhart Hauptmann (regia di Nora Schlocker) con un taglio finalizzato alla denuncia delle contraddizioni e dei limiti della politica odierna. Trump, la crisi finanziaria, il declino del neoliberalismo, le frequenti tensioni razziali d’oggi caratterizzano il tessuto narrativo della citata commedia Am Königsweg della Jelinek. Infine in paradies spielen di Thomas Köck (regia di Marie Bues) domina una visione apocalittica della globalizzazione contrapposta a utopie di uguaglianza e di libertà.   
 
Akteure è dedicato a Idil Baydar attrice e cabarettista dello Schauspielhaus di Amburgo recentemente salita alla ribalta grazie alla prova strepitosa in Am Königsweg. Nell’intervista l’artista ricorda le tappe fondamentali della sua carriera ed espone i principi artistici sui quali si basa il linguaggio delle sue performances.

La ricca documentata sezione Aufführungen, in cui si raccolgono le recensioni degli spettacoli più importanti di recente produzione nei paesi di lingua tedesca, si apre con Panikherz che il regista Christopher Rüping ha ricavato dall’autobiografia scritta da Benjamin von Stuckrad-Barre per metterlo in scena al Thalia Theater di Amburgo con gli applauditi Sebastian Zimmler, Peter Maertens, Pascal Houdus. Lo stesso testo è stato proposto da Oliver Reese (produzione Berliner Ensemble) con un marcato taglio musicale “accordato” al movimento di qualificati attori quali Nico Holonics, Carina Zichner, Laurence Rupp e Bettina Hoppe.  
 
Si prosegue con Übermann oder Die Liebe kommt zu Besuch di Christoph Marthaler, rivisitazione del romanzo Der Übermann e del dramolett Die Liebe auf Besuch di Alfred Jarry che diventa un omaggio al dadaismo riconoscibile nello stile di recitazione della compagnia della Schauspielhaus di Amburgo.   
 
Degni di nota anche i titoli in cartellone allo Schauspiel di Dresda a partire da Zehn Gebote ispirato al Dekalog del regista cinematografico polacco Krzysztof Kieślowski. La regia di Nuran David Calis segue uno sviluppo narrativo basato sulla psicologia dei personaggi interpretati da Therese Bendjus, Ismail Deniz, Holger Hübner, Marie Jordan, Oliver Simon impegnati in più ruoli. Sebastian Hartmann ha affrontato Erniedrigte und Beleidigte di Dostoevskij semplificando le tematiche sociali e politiche a favore dell’analisi dei conflitti interiori. Nell’allestimento sono emerse le doti espressive di Yassin Trabelsi, Moritz Kienemann, Torsten Ranft, Luise Aschenbrenner e Viktor Tremmel.   
 
Anche dalla ricca e variegata scena berlinese emergono proposte di rilievo. Spicca Krieg di Rainald Goetz dedicato al movimento punk rock, con risvolti romantici e patinati, per la regia di Robert Borgmann (produzione Berliner Ensemble). Attori principali Ingo Hülsmann, Annika Meier, Costanze Becker, Aljoscha Stadelmann e Stefanie Rienperger. Null di Herbert Fritsch in scena alla Schaubühne è tutto giocato sulla dialettica fallimento-rinascita dell’arte dell’attore in una visione oscillante tra realismo e ironia. Tra gli interpreti Jule Böwe, Bernardo Arias Porras, Ingo Günther, Florian Anderer e Ruth Rosenfeld. Karim Henkel assembla in Rom estratti di tragedie shakespeariane (Coriolanus, Julius Cäsar, Antonius und Cleopatra) per restituire la rappresentazione della donna nella vita della tarda repubblica romana non trascurando significativi richiami al nostro presente. Sul palcoscenico del Deutsches Theater sono stati calorosamente applauditi Jacob Braun, Benjamin Lillie e Anita Vulesica.   
 
Aufführungen si conclude a Monaco dove Amir Reza Koohestani ha allestito nei Kammerspiele l’adattamento del romanzo Die Attentäterin (2005) dell’iraniana Yasmina Khadra (pseudonimo di Mohamed Moulessehoul) in cui si parla di terrorismo e di questioni palestinesi. Pregevole la prova di Clara Liepsch, Benjamin Radjaipour, Lena Hilsdorf, Maja Beckmann, Thomas Wodianka e Mahin Sadri. Il Residenztheater ha prodotto Am Kältepol, collage di sei racconti del poeta Varlam Šalamov dedicati alla vita nei Gulag che il giovane regista russo Timofey Kulyabin ha sviluppato con un linguaggio crudo e realistico affidandolo all’interpretazione di Charlotte Schwab, David Müller, Pauline Fusban.   
 
Nella sezione Das Stück si legge Konsens novità di Nina Raine: un thriller psicologico venato di amaro umorismo di cui sono protagonisti due avvocati alle prese con un processo per violenza sessuale. Il testo è stato recentemente allestito allo Schauspielhaus di Düsseldorf per la regia di Lore Stefanek e la partecipazione di Thiemo Schwarz, Sonja Beißwenger, Torben Kessler, Cathleen Baumann e Tabea Bettin.

di Massimo Bertoldi


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