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Theaterheute, 2017, n. 12, December


72 pp., euro 15,00
ISSN 0040 5507

«Theaterheute» dedica le pagine di apertura a Reportage, in cui si approfondisce la recente trasposizione cinematografica del romanzo Die Kinder der Toten di Elfriede Jelinek realizzata da Kelly Copper e Pavol Liska, componenti del gruppo Nature Theater of Oklahoma, che in un’intervista spiegano le caratteristiche del progetto. 

Le consuete pagine di Aufführungen registrano le recensioni delle produzioni più importanti dei paesi di lingua tedesca. Prendono le mosse dall’allestimento dell’Orestea di Eschilo per la regia di Ersan Mondtag, con un taglio marcatamente politico e ricco di frequenti e intelligenti richiami al nostro presente. Il ruolo del titolo spetta a Sebastian Zimmler, affiancato da Marie Löcker, Andrea Szymanski, Catherine Seifert. Il Deutsches Schauspielhaus di Amburgo ha ospitato Am Königsweg, altro corrosivo testo di denuncia della Jelinek, secondo cui il neoliberismo contemporaneo presenta molte venature di odio razziale, come hanno evidenziato la rigorosa regia di Falk Richter e l’esibizione cruda e fredda di Frank Willens, Anne Müller, Matti Krauss, Tilman Strauss e Julia Wieninger

La storia russa primeggia in Schlechte Partie di Alexander Ostrowskij per la regia di Alvis Hermanis, che mantiene il clima di fine Ottocento soffermandosi sull’analisi del nascente capitalismo e delle coeve tensioni tra le classi sociali rappresentate dai personaggi interpretati da Marie-Luise Stockinger, Dörte Lyssewski, Martin Reinke, Peter Simonischek, Michael Maertens e Nicholas Ofczarek

Il tema della rivoluzione d’Ottobre irrompe in Lenin di Milo Rau che confeziona uno spettacolo rigoroso e attento all’orchestrazione delle sfumature psicologiche dei vari personaggi in azione sul palcoscenico della Schaubühne di Berlino: Lukas Turtur, Sophia Ahrens, Ursina Lardi, Ulrich Hoppe, Iris Becher e Nina Kunzendorf. È trasformato in un dramma di empatico narcisismo lo shakespeariano Romeo and Juliet, associato al linguaggio della danza dalla coreografa americana Trajal Harrell cui è affidata la produzione dei Kammerspiele di Monaco. In scena spicca l’estro espressivo di Thomas Hauser, William Cooper, Ondrej Vidlar, Cecil Loresand e Max Krause

Mittelreich è lo spettacolo di teatro musicale ideato da Anta Helena Recke che si ispira all’omonimo romanzo di Josef Bierbichler. La giovane regista afro-tedesca colora l’allestimento di motivi espressionistici mediante la recitazione degli attori: Moses Leo, Isabelle Redfern e Victor Asamoah. Infine Nachts, als die Sonne für mich schien di Uisenma Borchu è un racconto autobiografico che ripercorre le tappe della vita dell’autrice dalla nativa Mongolia al trasferimento da bambina in Germania. 

La prossima tappa di Aufführungen è a Zurigo con Zerbrochen Krug di Heinrich von Kleist per la regia di Barbara Frey che sviluppa un’interpretazione crepuscolare del testo contaminata da un marcato pessimismo nelle dinamiche tra i vari personaggi affidati a Graham F. Valentine, Lisa-Katrina Mayer, Friederike Wagner, Inga Busch, Hans Kremer. A questo progetto dello Schauspielhaus si affianca quello del Theater Neumarkt con Der Meister und Margarita dall’omonimo romanzo di Michail Bulgakov, allestito da Peter Kastelmüller in modo allegorico e grottesco, con gli attori in preda a frequenti allucinazioni (Jan Bluthardt e Sarah Sandeh). Altrettanto interessante risulta la programmazione dello Schauspielhaus di Stoccarda. Stephan Kimmig si è confrontato con il goethiano Faust trasferito nella nostra contemporaneità, dando risalto narrativo all’esplicazione degli intrecci sentimentali che hanno impegnato Lea Ruchpaul, Paul Grill e Sandra Gerling, quest’ultima nell’inconsueto ruolo di Mefistofele. Nello stesso teatro, René Pollesch ha firmato la regia di Was hält uns zusammen wie ein Ball die Spieler einer Fußballmanschaft?

La sezione Akteure concede ampio e meritato spazio a Dogan Akhanli: scrittore turco dissidente e più volte recluso, attivista per i diritti umani, cittadino tedesco dal 2001 arrestato in Spagna l’estate scorsa su mandato di Erdogan, poi liberato grazie all’interessamento della cancelliera Merkel. Nell’intervista rilasciata a «Theaterheute», Akhanli denuncia la condizione di vita sotto la dittatura turca e racconta il suo impegno civile di scrittore e i suoi rapporti ravvicinati con il teatro.

In Start si prendono in esame gli spettacoli di apertura di due importanti teatri tedeschi. Per inaugurare la stagione dello Staatsschauspiel di Dresda il nuovo direttore Joachim Klement ha affidato a Daniela Löffner la regia di Professor Bernhardi di Arthur Schnitzler, a Völker Losch la messinscena di Der Weg ins Leben e a Stephan Rottkamp la cura di Hexenjagd (The Crucible) di Arthur Miller. Allo Stadttheater di Friburgo si è investito molto sulle novità, come dimostra la prima assoluta di Crudeland del drammaturgo sudafricano Mpumelelo Paul Grootboom, per la regia di Peter Carp. Il testo, inquietante racconto di tensioni razziali nella Nigeria degli anni Novanta, è stato interpretato secondo i canoni del realismo da Komi Mizrajim Togbonou, Lukhanyo Belen e Janna Horstmann.  

L’ambientazione del cechoviano Kirschgarten è trasferita da Amir Reza Koohestani in un bar notturno, elegante e moderno, dove si svolge un movimentato party al quale partecipa un gruppo di bravi attori formato da Martin Hohner, Laura Angelina Palacios, Tim Al-Windawe, Hartmut Stanke, Lukas Hupfeld. Ha ottenuto molto successo anche Lulu di Frank Wedekind nella versione scenica di Tiger Lillie che colloca la vicenda in una simbolica macelleria per meglio mettere in evidenza l’effetto delle parole, taglienti e devastanti come la lama di un coltello.

Non pochi scrittori di teatro sono anche autori di romanzi: di loro si occupano le pagine di Bücher, offrendo al lettore della rivista berlinese interessanti recensioni che riguardano, tra l’altro, le seguenti opere pubblicate nel corso del 2017: Außer sich di Sasha Marianna Salzmann (Frankfurt am Main, Suhrkamp, 366 pp.), Die Sprache des Regens di Roland Schimmelpfennig (Berlin, Fischer, 320 pp.), Schreckliche Gewalen di Jakob Nolte (Munchen, Matthes & Seitz, 340 pp.), Das Floß der Medusa di Franzobel (Wien, Zsolnay, 591 pp.).   



di Massimo Bertoldi


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