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Theaterheute, 2017, n. 11, November


72 pp., euro 15,00
ISSN 0040 5507

In apertura di questo numero di «Theaterheute» si legge un approfondimento dedicato alla messa in scena di Kleine Tragödien di Alexander Puškin da parte di Kirill Serebrennikov, il quale legge il testo in chiave contemporanea trasferendo sul palcoscenico del Gogol Theater un’immagine dissacrante della Russia putiniana.   
Aufführungen, lo spazio editoriale in cui si raccolgono le recensioni delle principali produzioni teatrali dei paesi di lingua tedesca, si apre con Woyzeck di Georg Büchner, di scena allo Stadttheater di Basilea per la regia di Ulrich Rasche. Uno spettacolo dal linguaggio molto aggressivo e spigoloso. Si pensi alla recitazione di Nicola Mastroberardino nel ruolo del titolo, affiancato da Thiemo Strutzenberger e da Florian von Manteuffel. Ci si sposta allo Schauspiel di Zurigo per dare notizia di Die fremde Frau und der Mann unter dem Bett a cura dell’esperto Frank Castorf che conferisce al racconto di Dostoevskij un taglio oscillante tra realismo e simbolismo, capace di valorizzare la prova degli attori, tra i quali Robert Hunger-Bühler, Robert Rozic, Johann Jürgens e Kathrin Angerer.   

Lo sguardo sulla scena berlinese si concentra su Zeppelin, collage che Herbert Fritsch ha ricavato dall’opera di Ödön von Horváth per la Schaubühne. Nello stesso teatro Thomas Ostermeier ha allestito Rückkehr nach Reims, novità di Didier Eribon in cui dominano frammenti di vita all’insegna del disagio e del dissidio interiore. Tra gli interpreti figurano i qualificati Hans-Jochen Wagner, Nina Hoss e Renato Schuch. Di rilievo anche le produzioni di Amburgo. Allo Schauspielhaus Karin Beier si è confrontata con Tartare Noir, testo scritto in collaborazione con il dramaturg Christian Tschirner, in cui il tema del cannibalismo assurge a metafora della società contemporanea. Tra gli attori si è fatto apprezzare il talentuoso Ernst Stötzner. Die Trilogie meiner Familie è il titolo della trilogia di Luk Perceval in scena al Thalia Theater. Trilogia che, dopo gli episodi di Liebe e di Geld, si completa con Hunger tratto da Zola, con Rafael Stachowiak e Patricia Ziolkowska protagonisti di uno spettacolo di forte impatto visivo e emotivo.   

Non meno importanti e qualificate le produzioni di Monaco. Al Residenztheater David Bösch ha allestito Kinder der Sonne, dramma di Maksim Gor’kij dal quale emergono i turbamenti psicologici dei personaggi affidati a Hanna Scheibe e Aurel Manthei. Nello stesso teatro Anne Lenk ha firmato la regia di Das Schlangenei, adattamento dall’omonimo film di Ingmar Bergman del 1977 ambientato negli anni della Repubblica di Weimar, agli albori del Nazismo. L’allusione alla odierna diffusione di pensieri reazionari è evidente nell’esibizione di Thomas Lettow e Nora Buzalka. Con Trüffel Trüffel Trüffel di Eugène Labiche per la regia di Felix Rothenhäusler ci si trasferisce ai Kammerspiele, dove pubblico e critica hanno applaudito On the Road dall’omonimo romanzo beat di Jack Kerouac, che la regia di David Marton ha affrontato ricorrendo al linguaggio musicale.   

La sezione Neue Stücke si occupa delle rappresentazioni di inediti testi contemporanei. In Roma Armee di Yael Ronen al Gorki Theater di Berlino si racconta la fondazione dell’“armata Roma” da parte di un gruppo di attori per combattere discriminazioni, razzismo e antizingarismo. Ne sono protagonisti Michaela Drăgan e Lindy Larsson. Si proietta nel futuro ed è ambientata sul pianeta Marte Nach uns das All, commedia di Sibylle Berg allestita nello stesso teatro da Sebastian Nübling.   

La novità più importante è Fräulein Agnes di Rebekka Kricheldorf, che si può leggere in versione integrale nelle pagine di Das Stück di questo numero della rivista. È una rivisitazione di Le Misanthrope ou l'Atrabilaire amoureux di Molière trasferita nella nostra contemporaneità. Rich Seidler ne ha curato la messa in scena al Deutsches Theater di Göttingen, affidando i ruoli di rilievo a Felicitas Madl, Rebecca Klingenberg, Christoph Türkay e Gaia Vogel.   

Lo spazio riservato ai Festivals è occupato dalla Ruhrtriennale diretta da Johan Simon, il quale ha confezionato una manifestazione molto attenta ai linguaggi della musica contemporanea. Per quanto riguarda la prosa spicca il Kein Licht di Elfriede Jelinek allestito da Nicolas Stemann in forma di oratorio, con i testi letti da Caroline Peters e Niels Bormann accompagnati dalle musiche di Philippe Manoury. Cosmopolis è ispirato all’omonimo romanzo di Don DeLillo secondo la chiave interpretativa dello stesso Simon che costruisce dialoghi essenziali dal ritmo sostenuto e ossessivo restituito sul palcoscenico da Pierre Bokma, Bert Luppes e Elsie de Brauw. L’aspetto più rilevante dell’annuale Festival di Atene organizzato da Matthias von Hartz e Vangelis Theodoropoulos è la massiccia presenza di attrici e di registe protagoniste di spettacoli di qualità. Si pensi a Maria Panourgia in Die Legende von Sant Kartak und die kleine Blume (dal racconto Die Legende vom heiligen Trinker di Joseph Roth) oppure a Marlene Monteiro Freitas in Bacantes da Euripide.   

In Starts si prendono in esame gli spettacoli scelti per la nuova stagione di due importanti teatri tedeschi. Lo Schauspielhaus di Francoforte ha alzato il sipario con lo shakespeariano Richard III per la regia di Jan Bosse con Wolfram Koch che trasforma il protagonista in uno spietato uomo contemporaneo. Segue Woyzeck di Georg Büchner, allestito da Roger Vontobel privilegiando gli scontri verbali e i tanti dissidi interiori dei personaggi affidati a Jana Schulz, André Meyer, Wolfgang Pregler, Matthias Redlhammer e Anna Kubin.   

Infine l’inedito Das hässlische Universum di Laura Naumann racconta in chiave tragicomica la folle parabola esistenziale di una donna, interpretata da Luana Velis affiancata da Torsten Flassig, Katharina Lindner e Uwa Zerwer. Meticolosa la regia di Julia Hölscher. Per l’inaugurazione stagionale della Berliner Ensemble è stato scelta un’opera di Camus: Caligula trasformato dalla regia di Antu Romero Nunes in un triste clown. Nella seconda produzione (Das kaukasische Kreidekreis di Brecht) la regia di Michael Thalheimer orchestra con cura la prova espressiva di Stefanie Reinsperger, Tilo Nest, Sina Martens. Chiude il ciclo Nicht von mir, moderno dramma psicologico ambientato in un nucleo famigliare trasferito sul palcoscenico da Mateja Koležnik e recitato da giovani e bravi attori quali Gerrit Jansen, Anne Ratte-Polle, Judith Engel e Martin Rentzsch.   

Akteure mette in vetrina Cigdem Teke, attrice di punta del berlinese Gorki Theater, prepotentemente salita alla ribalta grazie a una serie di fondamentali interpretazioni, tra le quali Kleiner Mann – was nun? (regia di Hakan Savan Mican), Fegefeuer in Ingolstadt (regia di Susanne Sontag) e il recente Verräter di Falk Richter.    



di Massimo Bertoldi


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