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Studi goldoniani, XIV, 6 n.s., 2017
Quaderni annuali di storia del teatro e della letteratura veneziana nel Settecento

129 pp., euro 60,00
ISSN 2280-4838

Il sesto numero della nuova serie degli «Studi goldoniani» si presenta snello, corredato di contributi interessanti e arricchito di nuovi apparati: abstracts (in italiano e inglese) e indice dei nomi e delle opere.

Roberto Alonge analizza Una delle ultime sere di carnovale individuando una serie di piccoli elementi conflittuali disegnati con minuzia da Carlo Goldoni: da un lato la trama sottile di rapporti gerarchici all’interno del nucleo borghese di cui fanno parte i personaggi; dall’altro l’opposizione amore/lavoro che emerge in ogni rapporto tra le figure femminili, portatrici del desiderio sentimentale e fisico, e quelle maschili, esempi concreti di ambizione professionale.

Anna Laura Bellina fornisce un aggiornamento sui lavori del sito www.variantiallopera.it, che raccoglie le molteplici redazioni per la scena di sei libretti goldoniani (La favola de’ tre gobbi, L’Arcadia in Brenta, Il negligente, Il mondo della luna, Il mondo alla roversa, Il filosofo di campagna). Il saggio si concentra sull’utilità di due strumenti informatici: il programma per la scansione metrica, che consente di ricavare il rimario e di esaminare la correttezza di versi e strofe; nonché i dispositivi per la collazione automatica dei testi verbali, per un confronto tra microvarianti tematiche in edizioni diverse del medesimo libretto.

Il saggio di Pervinca Rista è dedicato al mezzo carattere come “evoluzione” del personaggio teatrale verso il realismo e la verità psicologica. Vi si esamina il contributo di Goldoni alla creazione di una figura mediana tra il serio e il buffo che, come i protagonisti della nascente commedia di carattere, asseconda i gusti sempre più moderati sia del pubblico italiano sia di quello europeo.

Rigoroso e ricco di interesse lo studio di Valeria Tavazzi sullo scritto anonimo Lettere sopra la nuova commedia. Il testo, edito nel 1755 a Venezia, è una sorta di manuale per lo “spettatore critico”, con qualche suggerimento agli autori. Con i riferimenti ad alcune commedie di Pietro Chiari e di Goldoni, le Lettere contribuiscono a scrivere un nuovo capitolo sulle “gare teatrali” tra i due drammaturghi, oltre a fornire un ulteriore esempio della dimestichezza del pubblico della Serenissima con il teatro.

Cristina Cappelletti studia Li poeti comici di Giulio Cesare Becelli. Autore minore, è noto, sostenitore della “riforma” goldoniana, Becelli elegge questa sua pièce a piccolo trattato-manifesto della nuova drammaturgia comica.

Le indagini di Giovanni Polin sul teatro musicale veneziano nel XVIII secolo si arricchiscono di un nuovo studio su Le nozze di Paride di Pietro Chiari rappresentato nell’autunno 1756 al teatro San Giovanni Grisostomo con musiche (perdute) di Baldassarre Galuppi. L’opera, un misto di serio e buffo, combinava attori e cantanti in un’alternanza consueta per le composizioni del tempo, in aggiunta alle scenografie sfarzose tipiche dell’opera seria e agli interventi danzati. L’originale tentativo di Chiari si risolse tuttavia in un’operazione drammaturgica dalle forme confuse. Un fiasco.

Chiudono il volume un breve intervento di Cesare De Michelis dedicato a Sergio Romagnoli e la consueta bibliografia goldoniana (2015) a cura di Sandro Frizziero, oltre all’utilissimo citato indice dei nomi e delle opere.


di Lorenzo Galletti


La copertina

cast indice del volume


 



 
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