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Hystrio, a. XXX, 2017, n. 4
Trimestrale di teatro e spettacolo

124 pp., euro 10,00
ISSN 1121-2691

Il numero autunnale di «Hystrio» si apre con la consueta Vetrina, in cui primeggia La Biennale di Venezia diretta da Antonio Latella che ha orientato l’attenzione verso importanti registe europee di cui parlano Claudia Cannella, Sara Chiappori, Roberto Canziani, Laura Bevione e Emilio Nigro. Si tratta della bavarese Claudia Bauer, della francese Nathalie Béasse, delle registe e performer Suzan Boogaerdt e Bianca Van der Schoot, di Maria Grazia Cipriani (anche cofondatrice del Teatro Del Carretto), per proseguire con Livia Ferracchiati, la polacca Maja Kleczewska, Anna-Sophie Mahler e Ene-Liis Semper. Sempre Canziani si occupa di John Malkovich, attore e regista che ha recentemente presentato al pubblico italiano Report on the Blind, lettura accompagnata al pianoforte di pagine del romanzo Sopra eroi e tombe dell’argentino Ernesto Sabato.

Il viaggio di Teatromondo inizia dalla settantesima edizione dell’Edinburgh International Festival diretto da Fergus Linehan con un programma che comprende sia i classici del repertorio europeo sia la promozione della drammaturgia contemporanea. Dalla cronaca di Maggie Rose spiccano il nome del pluripremiato Alan Ayckbourn con The Divide; le conseguenze fisiche e psicologiche causate dalla guerra in una giovane ucraina messe in scena da Natal’ya Vorozhbit in Bad roads; e gli allestimenti dello scozzese Zinnie Harris presente alla manifestazione con tre opere tra cui la nuova versione di Rhinoceros di Ionesco diretta dal regista turco Murat Daltaban.

I mutamenti del mondo contemporaneo costituiscono il filo conduttore del Fringe Edinburgh Festival. Lo dimostrano le proposte del siriano Mudar Alhaggi con Your Love Is Fire, prodotto dal collettivo teatrale Ma’louba attivo presso il Theater an der Ruhr, e di Gareth Clark con (F.E.A.R.), in cui si raccontano sentimenti e umori post-Brexit. Non trascurabile è la partecipazione italiana: il Teatro Regio di Torino ha portato in scena Macbeth di Verdi per la regia di Emma Dante e La Bohème affidata alle competenze di Àlex Ollé.

Da Edimburgo al Festival di Avignone diretto da Olivier Py. Gherardo Vitali Rosati analizza Les Parisiens con la regia di costui. Tra gli altri spettacoli della prestigiosa rassegna francese segnaliamo Die Kabale der Scheinheiligen di Frank Castorf, Antigone del gruppo Satoshi Miyagi e Ibsen Huis dell’australiano Simon Stone.

Tommaso Chimenti illustra la trentaquattresima edizione del Festival d’Almada, località nei pressi di Lisbona,  dedicata sia al teatro portoghese sia a quello internazionale, rappresentato da artisti del calibro di Pippo Delbono con Vangelo, Christoph Marthaler con Une île flottante e Matei Vișniec ideatore e interprete di Ricardo III está proibido.

Il festival internazionale Open Look di San Pietroburgo e l’Accademia Boris Eifman, attiva dal 2013, sono la punta di diamante della danza contemporanea russa, secondo quanto emerge dall’articolo assai documentato di Mara Serina.

Teatromondo termina in Slovacchia dove è in corso un notevole movimento di rinnovamento dei linguaggi teatrali. Franco Ongaro si sofferma sugli spettacoli visti al Festival Eurokontext 2017 e al New Drama di Bratislava, ricordando anche il non trascurabile Festival internazionale di Nitra.

La cura del ricco e dettagliato Dossier: Scenografia 3.0 compete a Francesca Serrazanetti e Vittorio Fiore che esaminano l’importanza delle nuove tecnologie in rapporto alla tradizione del linguaggio decorativo. Serrazanetti intervista Katrin Brack, sostenitrice di una linea estetica legata alla scrittura scenica e di supporto al tessuto emotivo e psicologico del progetto registico. Da Adolphe Appia al Living Theatre a Luca Ronconi si afferma un percorso artistico caratterizzato dalla ricerca di spazi e scene non convenzionali, come bene illustra Pierluigi Salvadeo che chiama in causa Robert Wilson.

La continuità storica del connubio arte-scenografia, avviata dalla cinquecentesca “invenzione del teatro”, si manifesta anche nel Novecento. Bibiana Borzì cita Lucio Fontana, Alberto Burri, Arnaldo Pomodoro e, come esempi più recenti, Mimmo Paladino e Igor Mitoraj. Contributi altrettanto significativi arrivano da qualificati architetti come Gae Aulenti, Benedetto Tagliabue e Renzo Piano di cui si parla nel contributo di Silvia Cattiodoro.

Serrazanetti e Fiore ripercorrono inoltre le più importanti collaborazioni tra scenografi e registi capaci di inventare un adeguato metodo di lavoro interdisciplinare. Si pensi al duo Giorgio Strehler-Luciano Damiani o ai sodalizi di Ronconi con Aulenti, Margherita Palli e Marco Rossi oppure Latella con Annelisa Zaccheria. La ricognizione si conclude sondando l’intesa tra Serena Sinigallia e Maria Spazzi.

Si analizza poi lo spazio scenico che supera il perimetro del palco innescando un nuovo rapporto tra performer e spettatore: è quanto spiega lo stesso Fiore convocando i lavori di Ronconi, Fabrizio Crisafulli, Massimo Troncanetti, Giuseppe Stellato.

Roberto Rizzente si occupa dell’uso della scenografia negli spazi urbani ripercorrendo il percorso creativo da Living Theatre e Bread and Puppet e giungendo fino a oggi. Annamaria Monteverdi analizza le possibilità offerte dalle tecnologie alla visualità dello spettacolo individuando nei progetti di Adrien Mondot-Claire Bardainne e in Robert Lepage dei punti di riferimento basilari.

Il tema del digitale come disegno di uno spazio interiore ed emotivo nell’impaginazione scenografica compete a Renzo Francabandera che ne segue lo sviluppo soffermandosi sui lavori di giovani artisti come Jan Pappelbaum, Maria Spazzi, nonché degli esperti Romeo Castellucci e Katie Mitchell. Sull’integrazione della musica nella scenografia Giuseppe Montemagno propone interessanti riflessioni attraverso validi esempi: da La Fura dels Baus ai recenti disegni di Paolo Fantin. A partire dalla fine del ’900, spiega Mario Bianchi, è nel cantiere del teatro per i bambini che si varano linguaggi scenografici innovativi e sperimentali.

Il ricco Dossier prosegue con due interviste: una a Margherita Palli, l’altra all’emergente Paolo Fantin. Seguono le dichiarazioni di Maurizio Balò e quelle di Maria Spazzi. Molti, dunque, i cambiamenti del ruolo della scenografia nella scena europea contemporanea, soprattutto in Germania. Si pensi a Katrin Brack, Anna Viebrock, Janina Audrick.

Davide Petullà propone una mappatura delle principali scuole e accademie di scenografia in Italia. Fiore, Pierfrancesco Giannangeli e Serrazanetti interrogano invece una serie di protagonisti sulla professione dello scenografo e sulla poetica della scenografia contemporanea: Alessandro Chiti, Roberto Crea, Fabrizio Crisafulli, Daniela Dal Cin, Emanuela Dall’Aglio, Simone Mannino, Carmine Maringola, Pierluigi Pizzi, Marco Rossi, Luca Ruzza, Carlo Sala.

Nella sezione Nati ieri. I protagonisti della giovane scena /52 Claudia Cannella parla del Premio Scenario.

La consueta e corposa sezione delle Critiche ordina le tante recensioni degli spettacoli secondo criteri regionali. Seguono le pagine dedicate alla lirica.

Il testo pubblicato in questo numero è Stabat Mater. Trilogia sull'identità - Capitolo II di Livia Ferracchiati, vincitore del Premio Hystrio - Scritture di Scena 2017.

Nella Biblioteca Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo raccolgono le schede relative alle novità editoriali italiane legate alla cultura dello spettacolo. 

Le tante e preziose informazioni de la società teatrale sono offerte da Roberto Rizzente.


di Massimo Bertoldi


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