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«Archivio d’Annunzio», vol. 4, ottobre 2017 Riviste

«Funziona a teatro d’Annunzio?» (p. 5). Parte da questa domanda il quarto volume della rivista «Archivio d’Annunzio» diretta da Ilaria Crotti, Pietro Gibellini e Paolo Puppa e disponibile on line in open access grazie alle Edizioni Ca’ Foscari di Venezia. Quattordici interventi divisi in due sezioni, Officina dannunziana e Civiltà dannunziana, per indagare il rapporto tra il poeta e la scena, nonché l’efficacia della sua drammaturgia sui palcoscenici del Novecento.

In apertura Leonardo Mancini approfondisce un aspetto poco noto del Vate, e cioè la sua disapprovazione di fronte all’ipotesi di una carriera teatrale per il figlio Gabriellino, dal 1904 allievo della Regia scuola di recitazione di Firenze diretta da Luigi Rasi. Segue un trittico di Giovanni Isgrò, Marzia Pieri e Alberto Bentoglio su alcuni allestimenti de La figlia di Iorio tra il 1927 e il 1982, con un occhio di riguardo alle esperienze pirandelliane.

Simona Brunetti sposta l’attenzione sull’arte di Eleonora Duse e sul dittico costituito da Sogno d’un mattino di primavera e La città morta. Con Donatella Gavrilovich e Paola Martinuzzi lo sguardo si allarga ai successi di d’Annunzio all’estero, con il doppio debutto russo della Francesca da Rimini (1908) e con quello francese de Il ferro/Le Chèvrefeuille (1913). Pièces a cui sono dedicati anche i successivi interventi di Maria Ida Biggi e Silvia De Min.    

La scena dannunziana non si limita però al solo palcoscenico teatrale. Basti pensare alle trasposizioni cinematografiche o ai legami con la musica, rispettivamente al centro degli interventi di Fabrizio Borin ed Emilio Sala. A seguire due saggi su esperienze a noi più vicine: i reading dannunziani di Carmelo Bene (Alfredo Sgroi) e gli adattamenti di Federico Tiezzi (Rossella Mazzaglia). Chiudono il volume il copione Eleonora o della metamorfosi di Puppa e la recensione di Matteo Paoletti al volume di studi sulla Nave di Montemezzi e d’Annunzio curato da David Chandler.    

                                                                   di Lorena Vallieri

Trascriviamo di seguito l'Indice:

 

Paolo Puppa, Introduzione

OFFICINA D’ANNUNZIANA 

Leonardo Mancini, «Un ritrovo di poeti alla ricerca del nuovo»

Marzia Pieri, 1934. Il giuoco delle parti dietro le quinte de “La figlia di Iorio”

Giovanni Isgrò, D’Annunzio e il teatro fuori dal teatro

Alberto Bentoglio, Registi a confronto per “La figlia di Iorio”

Simona Brunetti, La Natura “dolorosa e appassionante” evocata dall’arte di Eleonora Duse

Donatella Gavrilovich, La scena rubata

Paola Martinuzzi, Nell’avventura del teatro francese annunziano

Maria Ida Biggi, Le tre prime de “Il ferro”

Silvia De Min, Dalla visionarietà didascalica dannunziana alla scena

Fabrizio Borin, Il delitto di Giovanni Episcopo

Emilio Sala, Dalla “compilazione d’autore” al poema lirico-sinfonico

Alberto Sgroi, Il poeta Vate e il poeta attore

Rossella Mazzaglia, «Sognare, forse… morire»

 

CIVILTà DANNUNZIANA

Paolo Puppa, Eleonora o della metamorfosi


RECENSIONI

Matteo Paoletti, David Chandler (ed.) [2012] (2014). Essays on the Montemezzi-D'Annunzio"Nave". Norwich: Durrant Pubblishing, 352 pp.




 
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