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Elena Mazzoleni, George e Maurice Sand sulle scene di Nohant. Il rinnovamento della Commedia dell’Arte, Milano-Udine, Mimesis, 2017 Libri

Il recente volume di Elena Mazzoleni, inserito nella collana «Filosofie del teatro» diretta da Maddalena Mazzocut-Mis, indaga la drammaturgia di George e Maurice Sand e il repertorio del Teatro di Nohant, dove madre e figlio si ritirarono intorno alla metà dell’Ottocento per dedicarsi alla sperimentazione di nuove forme di scrittura. L’origine di quel laboratorio, come noto, è da ricercare nell’esigenza di opporsi alla scena “ufficiale” del Secondo Impero, ideando forme di spettacolo alternative che recuperassero la tradizione della Commedia dell’Arte mediata attraverso l’eredità dell’Ancien Théâtre Italien e del teatro parigino della Foire.

Nella prima parte (pp. 7-109) l’autrice individua il tratto saliente di quella drammaturgia, declinata nella duplice forma della commedia improvvisata e del teatro di figura, nella volontà di rimettere al centro l’attore. In controtendenza con il dramma realista dell’epoca, in ampia parte basato sull’introspezione psicologica e sull’identificazione con il pubblico, i Sand promossero un teatro che nasceva dalla combinazione tra maschere e ruoli fissi con azioni estemporanee affidate alle capacità recitative dell’interprete. Una «drammaturgia del gesto» (p. 16) che viene ripercorsa dalla Mazzoleni anche in relazione all’esperienza teatrale romantica francese e ai dibattiti che, a partire dalla seconda metà del Settecento, si interessarono all’arte attoriale. Senza dimenticare un’opera quale Masques et bouffons: comédie italienne, pubblicata nel 1860 da Maurice Sand. È anche da qui che deriva quell’equivoco sulla Commedia dell’Arte che influenzerà a lungo sia l’immaginario letterario, teatrale e visivo, sia gli studi positivistici di fine Ottocento, sia le teorie riformatrici d’inizio Novecento. Basti pensare alla scuola del Vieux-Colombier fondata da Jacques Copeau, alle scenografie di Adolphe Appia, o, ancora, al pensiero di Edward Gordon Craig sull’attore-marionetta.

Nella seconda parte (pp. 111-266) è raccolta un’antologia di testi inediti messi in scena a Nohant, Parigi e Passy tra il 1850 e il 1886. Rintracciati tra i manoscritti della Bibliothèque historique de la Ville de Paris e della Bibliothèque Nationale de France sono qui riproposti in lingua originale.

Concludono il volume le Appendici, che registrano l’Elenco delle prime rappresentazioni degli spettacoli per burattini in scena tra il 1847 e il 1866, a Nohant, a Parigi e a Passy (pp. 267-268) e la Traduzione dei brani citati nei primi quattro capitoli (pp. 269-289), la Bibliografia (pp. 291-307) e l’Indice dei nomi (pp. 309-312).

                                                                   di Lorena Vallieri  



Indice


I. La scena dei Grands Acteurs (1846-1862)

     1. La Commedia dell’Arte: una risonanza drammaturgica

     2. Il repertorio e la pratica

     3. Le fonti

II. MIGRAZIONI DRAMMATURGICHE: L’ANCIEN THÉÂTRE ITALIEN E LA FOIRE A NOHANT

     1.  Il teatro dei Funambules

     2. Il teatro della “Foire”: una scelta ibrida

     3. Le furberie della “Foire”: una drammaturgia plastica

III. IL TEATRO DEI BURATTINI DI MAURICE SAND (1847-1886): DA NOHANT A PASSY NEL SEGNO DELLA COMMEDIA DELL’ARTE

     1. la scena, i personaggi e il repertorio

     2. I burattini: il fascino dell’informe

IV. IL TEATRO DI NOHANT SULLA SCENA NOVECENTESCA

     1. Tra regia teatrale e drammaturgia plastica

     2. Edward Gordon Craig: dal teatro d’arte all’arte del teatro

IL TEATRO DI NOHANT

     Maurice Sand, Le Mort-vivant (1850)

     George Sand, Le Spectre (1850)

     Maurice Sand, L’Alchimiste (1851)

     Maurice Sand, La Farce du petit bossu (1862)

     Maurice Sand, Jouets et mystères (1871)

     Maurice Sand, Balamdard aux Enfers (1886)

APPENDICI

BIBLIOGRAFIA

INDICE DEI NOMI




 
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312 pp., euro 24,00

ISBN:
 9788857540382


 
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