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«Prove di drammaturgia», a. XXI, n. 1-2, dicembre 2016 Riviste

Il nuovo numero della rivista, Intorno a Shakespeare. Dialoghi contemporanei, parte dal noto studio del polacco Jan Kott Shakespeare nostro contemporaneo (1961, ed. it. 1964) per dimostrare come nell’arco di quasi settant’anni i rapporti tra Shakespeare e la contemporaneità si siano trasformati, ma non allentati. Come esplicitato da Gerardo Guccini nell’Editoriale, il veicolo principale di comunicazione non è più il teatro, ma «un composito complesso di elementi, che, accanto agli allestimenti drammatici, include quanto le opere del Bardo hanno disseminato e raccolto sia confrontandosi con l’immaginario collettivo che incuneandosi nel vissuto culturale attraverso diversificate pratiche di lettura […] agli occhi dell’uomo contemporaneo Shakespeare non è solo un drammaturgo, ma anche – e, per molti, “soprattutto” – un’impersonale e plurale presenza sedimentata da miriadi di “evocazioni in forma d’eco”» (p. 3).

La prima parte del fascicolo è costituita da tre dossier. Il primo, curato da Cristina Valenti, è dedicato al repertorio della Compagnia della Fortezza diretta da Armando Punzo, che si serve dell’immaginario legato a Shakespeare per ribaltare l’immaginario legato al carcere. Il secondo, curato da Franco Nasi, ripercorre il viaggio che ha portato alcuni giovani palestinesi guidati da Gabriele Vacis e Marco Paolini a realizzare lo spettacolo Amleto a Gerusalemme, sperimentale interazione tra la drammaturgia shakespeariana, la poesia araba e il teatro di narrazione. Il terzo, curato da Giovanni Covelli Meek, indaga il rapporto di vicinanza tra la testualità dirompente e satura di quotidianità e violenza di Sarah Kane con il teatro elisabettiano e giacobita.

A seguire, nella sezione Oscillazioni, si va a caccia di «riscritture, variazioni, manomissioni» (p. 38) nella danza (Elena Cervellati), nel teatro (Silvia Mei) e nelle performance pop (Fabio Acca). Il Taccuino shakespeariano raccoglie l’omaggio di Daniele Seragnoli a Mariangela Tempera, rimpianta specialista di letteratura inglese che allo studio del Bardo ha dedicato un’intera vita; alcune considerazioni di Patrizia Cavalli sul suo volume di traduzioni Shakespeare in scena (2016); i ricordi di Giuseppe Liotta che ripercorre con «lo sguardo della memoria» (p. 60) vent’anni di recensioni. Una parabola che, dal Sogno di una notte di mezza estate presentato da Peter Brook al Festival di Venezia del 1972, si conclude con due spettacoli di Ingmar Bergman della fine degli anni Ottanta: «il punto simbolicamente più significativo di un’idea di Regia che, pur nella sua istanza più estrema e totalizzante si metteva “a servizio” del testo prima che si imponessero sulle scene italiane, intorno alla metà degli anni Novanta e fino ai nostri giorni, registi con un forte imprinting autoriale, fino a trasformare il dramma in qualcosa d’altro dal punto di vista storico, geografico, concettuale» (pp. 65-66), vincolando, di conseguenza, la lettura dello spettacolo a una diversa modalità di scrittura critica.

La parola passa poi ai drammaturghi Giuliano Scabia, Spiro Scimone e Stefano Massini che, nella sezione Artigiani di parole e corpi, riaffermano la contemporaneità dei testi e il legame tra la parola e la scena. La chiusura del numero è affidata a Raimondo Guarino il quale, attraverso un’analisi del dramma Cardenio, ripercorre il dibattito sull’autenticità, l’oblio e il riscatto di un testo «sospeso» (p. 80).

 

Lorena Vallieri





Ne riportiamo di seguito l'Indice:

INTORNO A SHAKESPEARE

Dialoghi contemporanei

A cura di Gerardo Guccini

 

Editoriale

Ripartire da Kott

 

Tre Dossier: Punzo, Vacis/Paolini, Kane


Shakespeare per la Compagnia della Fortezza, a cura di Cristina Valenti

     Cristina Valenti, Liberarsi da Shakespeare, ovvero gli Shakespeare della Fortezza

     Gerardo Guccini, Una fortezza piena di teatro. Su “Shakespeare Know Well” e la drammaturgia di Punzo

 

“Amleto a Gerusalemme” di Gabriele Vacis e Marco Paolini, a cura di Franco Nasi

     Franco Nasi, Storie di radici moltiplicate

     Estratti dall’“Amleto a Gerusalemme”

 

Sara Kane e Shakespeare, a cura di Giovanni Covelli Meek

     Giovanni Covelli Meek, Attreverso “Macbeth” e “Re Lear”: Sara Kane regista e drammaturga

     Il primo teatro di Sara Kane: quattro immagini

 

 

OSCILLAZIONI

     Elena Cervellati, Rifare in danza: il caso di “Romeo e Giulietta”

     Silvia Mei, Shakespeare Now Redux. Storie di fantasmi dal terzo millennio italiano

     Fabio Acca, Shakespeare a pezzi. Schegge shakespeariane e performance pop

 

 

TACCUINO SHAKESPEARIANO

     Daniele Seragnoli, Dal catalogo shakespeariano di Mariangela Tempera. Un saggio introduttivo

     Mariangela Tempera, Catalogo shakespeariano

     Patrizia Cavalli, Tradurre Shakespeare (con una Nota introduttiva di Nicoletta Lupia)

     Giuseppe Liotta, Con lo sguardo della memoria: recensioni shakespeariane (1972-1992)

 

 

ARTIGIANI DI PAROLE E CORPI

     Giuliano Scabia, “Siamo corpi che incarnano un linguaggio”

     Spiro Scimone, “Un cavallo che galoppa continuamente” (con una Nota introduttiva di Sara Torrenzieri)

     Stefano Massini, Con la lente del Bardo, un’inchiesta fra linguaggi e metalinguaggi (con una Nota introduttiva di Nicoletta Lupia)

 

IL FALSO O IL VERO SHAKESPEARE

     Raimondo Guarino, “Cardenio”, o il resto del teatro





 
La copertina

80 pp., euro 12,00
ISSN: 1592-6680

 
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