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Rossiano 619: caricature Carlo Marchionni e Filippo

A cura di Simonetta Ceccarelli e Elisa Debenedetti

Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 2016, 688 pp., euro 120,00
ISBN 978-88-210-0951-8

Sono anni fervidi per gli studi sulla caricatura romana d’età barocca. Un importante tassello lo aveva fissato nel 2001 Giancarlo Rostirolla con una esemplare pubblicazione sul “mondo novo” musicale di quel grande testimone dei (mal) costumi capitolini che fu il cavalier Pier Leone Ghezzi (Milano, Skira, 2001). Da quel momento i ritrattini comici dei più svariati personaggi transitanti nell’Urbe nel secolo dei Lumi hanno conquistato sempre maggiore spazio nell’editoria scientifica. Per restare all’ultimo biennio, si segnalano almeno, per Campisano, i contributi di Simonetta Prosperi Valenti Rodinò su Carlo Marchionni caricaturista. Tra Roma, Montefranco, Civitavecchia e Ancona (2015) e per la mostra L’arte del sorriso. La caricatura a Roma dal Seicento al 1849 (2016), in collaborazione con Simonetta Tozzi e Angela Maria D’Amelio.

Un panorama ora arricchito dalla edizione delle caricature di Carlo Marchionni contenute nel manoscritto Rossiano 619 della Biblioteca Apostolica Vaticana (già De Rossi), affidate alla cura specialistica di Simonetta Ceccarelli e Elisa Debenedetti. Cento disegni satirici in stile ghezziano, corredati da didascalie, eseguiti tra gli anni Trenta e Settanta del Settecento da uno dei più versatili e prolifici artisti della Roma papalina. Architetto, scultore, ingegnere, progettista di arredi e di oggetti di oreficeria, inventore di ornamenti e apparati effimeri, paesaggista e scenografo, Marchionni fu anche un pungente caricaturista. La sua arte umoristica fu tanto produttiva da essere raccolta in sei ponderosi album di disegni: oltre a quello vaticano, si contano tre tomi di caricature al Museo di Roma, uno alla Biblioteca Palatina di Parma e un’altro al Louvre.


Cat. 6. Il Conte Paradisi in platea al Teatro Alibert / Cat. 14. Il Conte Castiglioni che quando «i Maestri di Cappella non indovinavano la Musica li Seppelliva» 

Nel Rossiano lo sguardo sferzante del caricaturista si affila su un viavai di porporati, cavalieri, frati, antiquari, mendicanti, giocolieri, ebrei, artisti sorpresi in viaggio o a passeggio in piazza di Spagna o intenti in qualche occupazione nelle località portuali del territorio pontificio. Non sfuggono a questa galleria gli amici, i famigliari, i colleghi e gli allievi, a conferma del carattere privato, o comunque di élite, riservato alla caricatura italiana nel Settecento (si pensi al coevo Album Cini di Marco Ricci e Anton Maria Zanetti). Non può mancare neppure il teatro: maschere, impresari d’opera, musicisti dilettanti o di professione completano la satira di quella società à la page che Marchionni conosceva a menadito per diretta frequentazione.

Una dettagliata analisi iconografica e iconologica dell’album è proposta da Elisa Debenedetti nel Saggio introduttivo (pp. 7-37), nel quale si individuano parallelismi con gli altri tomi marchionneschi e con ulteriori prove grafiche provenienti da molteplici collezioni (ma non sempre sono forniti i riferimenti necessari a districare una materia per nulla scontata).



Cat. 22. Uomo con cembalo / Cat. 54. «Corso Sonatore di balli, che Sveglia li Sorci per la grand’Armonia»

Simonetta Ceccarelli ricostruisce e interpreta la vicenda biografica e professionale di Marchionni (pp. 39-138) alla luce delle sapide riflessioni annotate nelle didascalie in calce ai disegni. Commenti e immagini si legano in una sorta di memoriale e insieme di racconto cronachistico che svelano, tra le altre cose, un uomo di teatro. Si pensi al suo progetto di ingrandimento del Teatro Argentina nel 1763 o alle contemporanee scenografie realizzate per il Teatro Alibert o delle Dame, da lui assiduamente frequentato per tutta la vita. Una passione, quella per il palcoscenico, derivatagli in primis dalla consuetudine con il priore Antonio Vaini e con il fratello monsignore Filippo, suoi teatromani protettori, e che prese quota nella cerchia musicofila dei cardinali Alessandro e Annibale Albani, della famiglia Ruspoli, del cardinale Gioacchino Besozzi, del principe Agostino Chigi e dell’aristocratico Giovanni Battista Sampieri.

Dal testamento, pubblicato in Appendice (pp. 139-142), si evince come l’erede universale dell’album e di tutti i beni di Carlo fosse il figlio Filippo. A Filippo Marchionni Debenedetti dedica una cinquantina di pagine (troppo poco per assumerlo a coprotagonista del volume: il titolo è fuorviante), ripercorrendone l’attività di architetto-ingegnere prima e dopo la morte dell’ingombrante padre: dal lavoro svolto nel porto di Ancona tra gli anni Cinquanta e Novanta del Settecento alle operazioni idrostatiche sul Tevere (1776), a Civitavecchia (1778) e a Terracina (1790).



Cat. 55. «Ignazio Derossi di Casa Albani mascherato da Madama per andare al Festino in tutta Gala» / Cat. 98. «Bruttissimo Abbate dilettante di Musica a guisa di Pianella Turca / So ch’era Curiale non ne domandai il nome perché era troppo Brutto»

Ancora Ceccarelli ricostruisce la vicenda collezionistica del manoscritto rossiano, nonché presenta una descrizione dettagliata dell’album, registrandone rigorosamente le segnature d’inventario, la coperta, le legature, l’impaginazione, le peculiarità della carta (pp. 189-228). Integra tale contributo una nota specialistica di Massimo Iovinella sulle filigrane (pp. 229-237).

Segue il catalogo dei disegni (pp. 239-571), efficacemente riprodotti (è eccellente la qualità delle illustrazioni), catalogati scheda per scheda con essenziali annotazioni tecniche e approfondimenti biografici sui personaggi raffigurati, lasciati in parte anonimi dall’autore e qui identificati mettendo a frutto le indicazioni nelle glosse. Completano il volume una Bibliografia aggiornata e gli Indici dei nomi.



di Gianluca Stefani


La copertina

cast indice del volume


 
Cat. 65. Il «Marchese Gaetano Maccarani che da i suoi ordini alla Maschera»



























Cat. 82. «Pietruccio Nipote di Carbonella Pettinatori di Roma»


 
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